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TECNOLOGIA 17 Aprile Apr 2016 1428 17 aprile 2016

Tecnologia, perché fidarsi troppo del Gps è un rischio

Facciamo sempre più affidamento sui navigatori. Che però non sono infallibili. Ma soprattutto annullano la nostra innata capacità di orientamento. Ecco come.

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Il 21 luglio 2008, un camionista siriano stava seguendo la strada segnata sul suo sistema di navigazione satellitare, quando si accorse di essere a oltre 2.500 chilometri dal punto che voleva raggiungere. Voleva andare a Gibilterra, nella punta meridionale della penisola iberica. E si trovò a Gibraltar Point, in Inghilterra.
Il fatto che la temperatura dell'aria sarebbe dovuta aumentare con lo scorrere dei chilometri, e non diminuire costantemente, non ha impedito allo sfortunato conducente di seguire con fiducia cieca il suo strumento infallibile.
Il caso è particolarmente estremo, ma storie come queste hanno spinto l'esperto satellitare Roger McKinlay, intervistato da Vox, a chiedersi se forse non siamo diventati troppo dipendenti dal Gps, che spinge quotidianamente milioni di persone a fare affidamento sulla tecnologia piuttosto che sul proprio cervello.
TROPPA FIDUCIA NEL GPS. Tanto per cominciare, questi strumenti non funzionano sempre così bene come siamo abituati a pensare, e questo potrebbe diventare un problema tanto più grande quanto più ci avviciniamo a un'epoca in cui le macchine si guideranno da sole. Peggio ancora, la nostra fiducia il continuo uso del Gps potrebbe atrofizzare col passare degli anni le nostre innate capacità di orientamento. «Siamo diventati eccessivamente dipendenti», ha dichiarato McKinlay.
Lo studioso è autore di un recente saggio pubblicato su Nature su come «l'orientamento automatico stia erodendo le nostre abilità naturali».

Il cervello perde la sua capacità innata

L'ippocampo (evidenziato in verde) è situato nel lobo temporale del nostro cervello.

Il cervello ha una capacità innata di rendersi conto di cosa ci circonda. I tassisti di Londra riescono a memorizzare più di 25 mila strade e possono velocemente visualizzare la via più veloce per arrivare dal punto A a quello B. I nativi delle isole Marshall sono famosi per saper navigare in mezzo all'Oceano Pacifico senza alcuna strumentazione.
I neuroscienziati hanno scoperto che il nostro cervello utilizza due differenti sistemi cerebrali. Uno, localizzato nell'ippocampo, crea mappe spaziali del mondo intorno a noi, collegando le strade e gli itinerari. L'altro, situato nel nucleo caudato, crea una lista mentale di punti di riferimento.
L'ORIENTAMENTO SI PUÒ ALLENARE. I due sistemi possono migliorare nel tempo con l'allenamento. I famosi e già citati tassisti londinesi, che hanno in memoria il groviglio inestricabile della metropoli inglese, hanno un ippocampo significativamente più sviluppato della maggior parte di noi.
Di converso, se non allenati, questi sistemi possono atrofizzarsi. Quando smettiamo di immaginarci i percorsi da soli e ci appoggiamo soltanto alle indicazioni del nostro Gps curva dopo curva, la nostra abilità si indebolisce. «Uno studio giapponese», spiegava un precedente articolo di Vox, «ha dimostrato che, rispetto ai soggetti a cui erano fornite delle vecchie cartine, gli utilizzatori di Gps disegnavano mappe con meno dettagli e accuratezza».

Il Gps? Un sistema non infallibile

Il margine di errore dei sistemi di navigazione satellitare è dello 0,01%.

Per la maggior parte di noi, i sistemi di navigazione funzionano correttamente il 99,9% delle volte.
Ma McKinlay è interessato al rimanente 0.01%.
Il Global positioning system (realizzato dal dipartimento della Difesa Usa e inizialmente usato solo a scopo militare) consiste di 31 satelliti in orbita che trasmettono il loro segnale in modo da triangolare la posizione di qualsiasi sistema si connetta dalla Terra.
SEGNALE DEVIATO DAGLI EDIFICI. Tuttavia, ci sono alcune falle in questo sistema. Per prima cosa, nota McKinlay, i segnali di questi satelliti possono rimbalzare ed essere deviati dagli edifici o da altre strutture alterando le informazioni raccolte dai ricevitori Gps.
Questo può diventare un ostacolo nei centri cittadini particolarmente fitti, dove problemi simili sono frequentemente registrati.
Segnali inaffidabili possono diventare molto rischiosi se pensiamo che a riceverli saranno auto che si guideranno da sole.
I RISVOLTI MILITARI. Un secondo problema riguarda gli strumenti che intenzionalmente danneggiano i Gps. Questo tipo di tecnologia è una vera e propria arma se utilizzata contro navi o aerei.
«Nel 2009, alcuni ingegneri stavano testando un sistema Gps all'aeroporto di Newark quando registrarono un'interferenza regolare», dice McKinlay, «alla fine capirono, grazie a telecamere a circuito chiuso, che il problema era un camionista che passava di lì con un sistema per disturbare il Gps così che il suo datore di lavoro non potesse localizzarlo».
Sistemi del genere, i jammers, sono già impiegati negli eserciti, e diventano tanto più pericolosi quanto più i sistemi di navigazione e posizionamento saranno diffusi.

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