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CLIMA 17 Maggio Mag 2016 1001 17 maggio 2016

Il riscaldamento globale colpirà soprattutto i Paesi più poveri

Con l'alzarsi delle temperature aumenterà il numero di giornate calde negli Stati tropicali, quelli più in difficoltà. E la responsabilità è delle nazioni ricche. La Nasa: «2016 anno più caldo».

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Brasile colpito dalla più grave siccità dell'ultimo secolo, secondo gli esperti.

Mentre i leader mondiali promettono il taglio delle emissioni di gas serra, il Pianeta continua ad avere la febbre. E a soffrirne di più sono i Paesi più poveri.
Secondo un nuovo studio, con l'alzarsi delle temperature aumenterà sensibilmente il numero delle giornate calde soprattutto negli Stati delle fasce tropicali.
I POVERI PAGANO IL PREZZO PIÙ ALTO. Il prezzo più alto di un riscaldamento causato principalmente dai Paesi sviluppati lo pagheranno insomma quelli già in difficoltà. E non è certo la prima volta che una piccola parte dell'umanità si avvantaggia della maggioranza, con il conto che continua a crescere.
Essendo i primi ad essersi industrializzati, gli Stati occidentali sono quelli che si sono avvantaggiati di più dell'era delle macchine. Ora, vivendo in fasce climatiche più temperate, sono quelli che ne soffrono di meno le conseguenze.
È stato solo nel 2014, per esempio, che le emissioni pro capite della Cina hanno raggiunto quelle dell'Unione europea, nonostante la crescita economica molto sopra la media sia iniziata ben prima.
NELLE FASCE TROPICALI I PAESI PIÙ IN DIFFICOLTÀ. Coloro che vivono nei Paesi più poveri sono anche quelli che hanno più da perdere, dal momento che così tanti dipendono dall'agricoltura, il primo settore a risentire dell'innalzarsi delle temperature.
Lo studio, condotto dall'Università dell'East Anglia, è il primo a esaminare il collegamento tra le emissioni di diossido di carbonio e la maggior frequenza di giorni più caldi.
«TRASFORMAZIONI EMERGONO VELOCEMENTE». Il professor Manoj Joshi spiega che «molte delle persone più povere della Terra vivono a latitudini tropicali, mentre la maggior parte di quelle più ricche vive in fasce temperate. Sappiamo che le regioni a bassa latitudine hanno molta meno variazione nelle temperature giorno per giorno se comparate con quelle a una latitudine media, il che significa che le trasformazioni nel clima stanno emergendo abbastanza velocemente».

Il 2016 anno dei record

Il mese scorso, per l'ennesima volta, il termometro ha fatto registrare un nuovo record, incoronando l'aprile più caldo dal 1880, cioè da quando si ha disponibilità di dati. La certificazione arriva dalla Nasa, secondo cui i primi quattro mesi di quest'anno fanno presagire un 2016 ancora più rovente del 2015.
Anche in Italia l'afa si è fatta sentire, con quello appena trascorso che è stato il terzo aprile più caldo in oltre 200 anni, nonostante un crollo delle temperature negli ultimi giorni del mese.
1,1 GRADI SOPRA LA MEDIA. Stando ai valori della Nasa, la temperatura globale si è attestata a 1,11 gradi sopra la media. Si tratta del settimo mese in assoluto, nonché consecutivo, in cui il calore sulla superficie terrestre ha superato di oltre 1 grado la media. Ormai siamo al giro di boa rispetto a quei +2 gradi centigradi che la comunità scientifica ha fissato come limite massimo da non superare per evitare le conseguenze più catastrofiche del cambiamento climatico. Durante il vertice Onu di Parigi del dicembre scorso, gli Stati hanno preso l'impegno di mantenere l'aumento della temperatura globale «ben al di sotto» dei due gradi, rispetto a quanto segnava il termometro prima della rivoluzione industriale.
L'IMPEGNO ALLA CONFERENZA DI PARIGI. L'impegno comporta un taglio drastico delle emissioni di Co2 nei Paesi che più inquinano, a cominciare da Usa, Ue e Cina. Nell'attesa di decarbonizzare l'economia e i consumi, però, la Terra appare sempre più come il grande malato.
Se il 2015 aveva strappato al 2014 il record di anno più caldo di sempre, il 2016 sembra pronto a fare lo stesso. Per Gavin Schmidt della Nasa, «con l'aggiornamento dei dati di aprile c'è oltre il 99% di possibilità che il 2016 sia un nuovo anno record».

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