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EPIDEMIA 20 Maggio Mag 2016 1838 20 maggio 2016

Zika, il virus è arrivato in Africa

Tre casi di microcefalia a Capo Verde. L'epidemia prende la strada verso l'Europa. In Italia rischio moderato. Negli Usa 300 donne incinta a rischio.

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La zanzara Aedes Aegypti, tristemente famosa per essere la portatrice del virus Zika.

Zika è arrivato alle porte dell'Africa, ed è necessario rafforzare la preparazione in tutto il continente. Lo afferma una nota dell'ufficio africano dell'Oms a seguito dei test che hanno confermato che il virus che ha provocato i casi riscontrati nell'isola di Capo Verde (circa 500 km a Ovest della costa) proviene dal Sud America, ed è quindi dello stesso ceppo di quello che ha causato l'epidemia.
«L'EPIDEMIA SI STA ESPANDENDO». «La scoperta è preoccupante», commenta Matshidiso Moeti, direttore regionale per l'Africa, «perché è una prova ulteriore che l'epidemia si sta espandendo al di là del Sud America. Questa informazione servirà per aiutare i Paesi africani a rivalutare i propri livelli di preparazione».
Fino a questo momento a Capo Verde ci sono stati 7.557 casi di Zika, con almeno tre casi di microcefalia che potrebbero essere legati al virus.
In Brasile, il numero di casi di bambini nati con microcefalia, il più grave effetto del virus Zika, è salito a 4.908 (casi confermati e sospetti). Secondo le autorità sanitarie del Paese, il più colpito dal contagio, il trend è in diminuzione.
USA, 300 DONNE INCINTA CONTAGIATE. Negli Stati Uniti e a Portorico circa 300 donne incinta potrebbero essere state contagiate dal virus: a renderlo noto sono i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). L'agenzia degli esperti del governo Usa ha fatto sapere di stare 'monitorando' 157 donne in gravidanza negli Stati Uniti, e 122 a Portorico, probabilmente infette con Zika.

Numero di Paesi dove è stato individuato Zika (Who).


Se sbarcasse in Africa continentale per il virus sarebbe in realtà un 'ritorno', visto che per la prima volta è stato isolato nel 1947 in Uganda, anche se solo il ceppo 'asiatico' è responsabile dei problemi neurologici riscontrati negli ultimi mesi.
RISCHIO MODERATO IN ITALIA. Seguendo la rotta africana, Zika potrebbe fare la sua comparsa anche in Europa. Secondo l'Oms, per l'Italia il rischio sarebbe comunque «moderato».
Il rischio è stato definito sulla base di un punteggio dato dalla presenza di vettori, da eventuali precedenti focolai di malattie come Chikungunya e Dengue, causate da patogeni 'parenti' di Zika, dalla connettività con gli altri Paesi e dalla densità della popolazione.

Paesi coinvolti nell'epidemia (Who).

Nel Vecchio continente sono tre le zone considerate ad alto rischio per la presenza della zanzara Aedes Aegypti, il vettore principale del virus, e sono l'isola portoghese di Madeira e le aree che si affacciano sul mar Nero della Georgia e della Russia.
BUONA CAPACITÀ DI RISPOSTA. Diciotto Paesi dell'area mediterranea hanno un rischio moderato dovuto alla presenza della zanzara tigre, e fra questi Francia e Italia hanno il punteggio più alto (rispettivamente 8,13 e 8,12). Il resto degli Stati europei ha un rischio basso o nullo, soprattutto data l'assenza di vettori.
Questa valutazione, hanno spiegato alla presentazione nel corso di una conferenza telefonica gli autori, indica il rischio di arrivo del virus in assenza totale di misure per impedirlo.

Livello di rischio dei Paesi europei. In Italia è considerato moderato (Who).

Il rapporto ha anche valutato le capacità dei singoli Paesi di rispondere al possibile arrivo di Zika, che è risultata buona in quasi tutti i casi considerati.
RISCHIO MINIMO CON MISURE APPROPRIATE. «Vogliamo che il messaggio sia chiaro su questo punto», ha affermato Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l'Europa, «anche le nazioni con un rischio maggiore in base alla presenza di vettori hanno la possibilità di minimizzarlo attraverso misure appropriate».
Il rapporto contiene una serie di raccomandazioni, dal rafforzamento del controllo dei vettori all'aumento delle capacità di effettuare test rapidi per individuare e isolare subito eventuali casi.
CORSA AL VACCINO. Le misure di prevenzione sono al momento l'unica arma contro la malattia, che provoca malformazioni fetali se contratta in gravidanza mentre negli adulti è poco pericolosa nella stragrande maggioranza dei casi, anche se può aumentare il rischio di problemi neurologici come la sindrome di Guillain Barrè.
La corsa al vaccino ha segnato recentemente un passo importante grazie ai ricercatori dell'università del Texas, che hanno clonato, e descritto sulla rivista Cell Host & Microbe, il ceppo che si sta diffondendo nel continente americano.

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