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SCIENZA 24 Maggio Mag 2016 1136 24 maggio 2016

Sale, The Lancet: «Troppo poco nuoce alla salute»

Una dose inferiore a 4-5 grammi al giorno «aumenta il rischio di infarti e ictus». Lo studio, pubblicato dalla prestigiosa rivista medica, fa discutere.

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Uno studio pubblicato su The Lancet sostiene che il consumo ideale di sale sia di 4-5 grammi al giorno.

Salare, o non salare. Questo è il dilemma. Almeno da quando uno studio, che ha coinvolto più di 130 mila persone in 49 differenti Paesi, pubblicato sulla prestigiosa rivista medica The Lancet, ha osato sfidare una conoscenza data ormai per acquisita dalla comunità scientifica internazionale.
Secondo l'autore, il professor Andrew Mente della McMaster University in Canada, le ricerche dimostrano che troppo poco sale, cioè una quantità giornaliera inferiore ai 4-5 grammi, aumenterebbe il rischio di infarti e ictus. Mentre la dose quotidiana attualmente raccomandata dai nutrizionisti è di 2,3 grammi, pari a un cucchiaino da tè.
«SOLO CHI SOFFRE DI IPERTENSIONE DEVE LIMITARSI». Alla luce delle sue scoperte, sostiene ancora Mente, soltanto chi soffre di ipertensione dovrebbe limitare l'uso del sale a tavola. Per tutti gli altri, il consiglio del professore è di mangiare sale con moderazione, ma non cercare di ridurne il consumo come vorrebbero le indicazioni dietetiche internazionali.
LA METODOLOGIA DELLO STUDIO. Gli scienziati canadesi hanno confrontato il rischio di infarto e ictus di persone con diversi consumi di sale, rilevati attraverso l'esame delle urine: bassi livelli di sodio (fino a 3 grammi al giorno), consumo medio (4-5 grammi) e consumi elevati (7 grammi o più al dì). Dalle analisi emerge che quei soggetti che si assestavano su un consumo quotidiano di 4-5 grammi avevano un rischio più basso di morte e di soffrire di patologie cardiovascolari, quali appunto infarti e ictus.
UN NUOVO LIMITE. Lo studio, però, va oltre. E si spinge ad affermare che mentre c'è un limite al di sotto del quale consumare poco sodio fa male alla salute, pari a 3 grammi al dì, consumare tanto sodio, 7 grammi o più al giorno, farebbe male soltanto agli ipertesi e non alla popolazione generale, che non soffre di questo disturbo.
LE CRITICHE DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA. Le ricerche di Mente, così come la scelta di accreditarle da parte di Lancet, sono state duramente attaccate da una parte della comunità scientifica internazionale. Il quotidiano britannico The Independent ha riportato la testimonianza del professor Francesco Cappuccio, responsabile del Centro collaboratore dell'Organizzazione mondiale della Sanità per la Nutrizione: «È con incredulità che dovremmo leggere la cattiva scienza pubblicata su The Lancet», ha detto Cappuccio. Il metodo utilizzato da Mente per misurare il consumo di sale, infatti, sarebbe «imperfetto», mentre i partecipanti allo studio sarebbero «quasi esclusivamente persone malate con un elevato rischio di morte, che stanno già assumendo diversi farmaci». Usare un singolo test delle urine sarebbe un metodo «impreciso» per testare l'escrezione di sodio.
LA REPLICA DI LANCET. Cappuccio, docente da oltre 30 anni di medicina cardiovascolare ed epidemiologia presso l’Università di Warwick, in Gran Bretagna, non ha dubbi: le prove a sostegno di una moderata riduzione del consumo di sale per prevenire le malattie cardiovascolari sono forti, e studi come quello di Mente non dovrebbero indurre le istituzioni sanitarie pubbliche a invertire la direzione di marcia.
The Lancet ha reagito alle critiche pubblicando un commento firmato da Eoin O'Brien, professore di farmacologia molecolare presso lo University College di Dublino: «Quando un dogma apparente viene messo in discussione, anziché polemizzare, bisognerebbe ricordare il concetto della cosiddetta incertezza scientifica, al fine di evitare indecorosi scambi d'accuse». Per O'Brien, i singoli test delle urine utilizzati dai ricercatori canadesi possono essere considerati una «misura valida» dell'assunzione media di sodio all'interno di una determinata popolazione. Mentre «non dovrebbe sorprendere nessuno che da politiche alimentari all'insegna del 'meno sale per tutti' alcuni individui trarrebbereo un vantaggio e altri uno svantaggio».

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