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SCIENZA 27 Maggio Mag 2016 1242 27 maggio 2016

Radiofrequenze cellulari, tumori in aumento nei ratti maschi

I risultati preliminari di uno studio americano durato due anni. Le radiofrequenze dei telefonini incidono sullo stesso tipo di cancro al cervello riscontrato nell'uomo.

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Uno studio del National Toxicology Program ha riscontrato un aumento dei casi di tumore al cervello nei ratti maschi esposti alle radiofrequenze cellulari.

L'esposizione alle radiofrequenze tipiche dei cellulari aumenta i casi di tumore al cervello e al cuore nei ratti maschi. Gli incrementi sono piccoli, ma statisticamente significativi. Lo studio che lo afferma è durato due anni ed è stato condotto dal National Toxicology Program del governo degli Stati Uniti.
Il tipo di tumore al cervello influenzato dall'esposizione alle onde emesse dai nostri smartphone è lo stesso riscontrato da alcuni studi epidemiologici sull'uomo. Vale a dire il glioma, il tumore più frequente, che rappresenta circa il 40% di tutti i tumori cerebrali primitivi. Per quanto riguarda invece il cuore si tratta dello Schwannoma, un tumore benigno le cui cellule derivano dalla guaina dei nervi periferici.
NELLE RICERCHE INVESTITI 25 MILIONI DI DOLLARI. Le ricerche del National Toxicology Program sono costate 25 milioni di dollari e hanno coinvolto oltre 2500 ratti e topi, esposti a varie quantità di radiofrequenze in 21 camere appositamente progettate. I risultati sono stati pubblicati in forma preliminare. Il rapporto completo, verificato da autorità indipendenti, sarà disponibile soltanto a partire dal 2017, ma alcuni ulteriori risultati dovrebbero essere pubblicati entro la fine del 2016.
ANCHE UN PICCOLO AUMENTO NON PUÒ ESSERE TRASCURATO. Il fatto che l'aumento osservato nei casi di tumore sia basso, non può essere considerato trascurabile: «Dato l'ampio uso, a tutte le età, delle tecnologie per la comunicazione mobile, anche un piccolo aumento potrebbe avere grandi implicazioni per la salute pubblica», spiegano gli esperti.
IL LEGAME TRA CELLULARI E TUMORI. Il tema del legame fra cellulari e tumori, finora, è stato molto dibattuto. L'Organizzazione mondiale della sanità ha classificato le radiofrequenze nel gruppo dei possibili cancerogeni, ma sono molte le ricerche epidemiologiche che escludono l'esistenza di un nesso con l'insorgere di patologie tumorali. Adesso però, secondo l'ex coordinatore dello studio del National Toxicology Program, Ron Melnick, citato dal Wall Street Journal, l'idea che le radiazioni dei dispositivi mobili non siano rischiose va accantonata «definitivamente».
I TEST: ESPOSIZIONI QUOTIDIANE DI 9 ORE AL GIORNO. I ricercatori hanno condotto una serie di test sui roditori esponendoli alle radiofrequenze tipiche utilizzate nelle comunicazioni cellulari negli Stati Uniti: 900 MHz per i ratti e 1.900 MHz per i topi, per periodi di circa 9 ore al giorno, a partire dal grembo materno e per tutto il resto della vita. Le onde Gsm hanno provocato una bassa incidenza, fino al 3,3%, di gliomi cerebrali maligni in tutti i gruppi di ratti maschi. Anche l'esposizione alle onde Cdma ha causato aumenti statisticamente significativi dei gliomi maligni, ancora una volta del 3,3%. L'incremento misurato è stato inferiore per i ratti di sesso femminile, con percentuali delll'1,1 e del 2,2%. La maggior parte dei gliomi è stata osservata nelle cavie morte nelle ultime fasi dello studio e in quelle sacrificate al termine dell'esperimento.
QUALE SARÀ L'IMPATTO DELLO STUDIO? Non è ancora chiaro in che modo i risultati dello studio potranno impattare sulle raccomandazioni del governo americano per quanto riguarda la sicurezza dei cellulari. Attualmente, le norme si concentrano sugli effetti di riscaldamento indotti dalle radiofrequenze, come per i forni a microonde. Gli standard di sicurezza sono stati concepiti negli Anni 90 e presto potrebbero cambiare, influenzando abitudini consolidate come il mancato uso degli auricolari o il trasporto del cellulare nella tesca dei pantaloni.

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