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DISAGI 14 Giugno Giu 2016 2021 14 giugno 2016

Rifiuti, sciopero nazionale il 15 giugno

Operatori ecologici fermi per 24 ore. Protestano per il rinnovo dei contratti.

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Cassonetti per i rifiuti a Roma.

Il 15 giugno l'Italia torna a essere invasa dai rifiuti. Nessun ritiro dell'immondizia per 24 ore. Un nuovo sciopero dei lavoratori delle aziende di igiene ambientale torna a 'sporcare' il Paese a due settimane dalla protesta del 30 maggio.
Presidi e manifestazioni sono in programma in tutti i territori. I sindacati Fp Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel protestano per il rinnovo dei due contratti nazionali (pubblico con Utilitalia e privato con Fise-Assoambiente), scaduti entrambi il 31 dicembre 2013, per circa 90 mila lavoratori, equamente divisi tra pubblico e privato.
MEDIAZIONE A VUOTO. A nulla è valsa la mediazione dell'Anci per evitare a sindaci e cittadini le criticità derivanti dal mancato svuotamento dei cassonetti nelle vie delle città. I sindacati spingono anche per inserire nel contratto tutele e garanzie nei passaggi di gestione.
«In un settore soggetto a continui cambi d'appalto come l'igiene ambientale», hanno spiegato, «per tutelare i lavoratori è necessario implementare la clausola sociale per mantenere i diritti acquisiti in anni di lavoro».
STERILIZZARE IL JOBS ACT. Altra richiesta, come pregiudiziale, è di 'sterilizzare' il Jobs Act in tema di 'licenziamenti facili' per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali.
Nel rilevare che il rinnovo del contratto «continua a creare tensioni nelle fasi pre-elettorali», Utilitalia sottolinea da un lato la disponibilità delle aziende a trovare un accordo e dall'altro il rifiuto dei sindacati alla proposta fatta dall'Anci di riconoscere un aumento mensile di 110 euro.
Ma il nodo non sarebbe solo quello economico. «Ci accontenteremmo anche di meno», hanno detto i sindacati, «l'importante è che quelle risorse siano reali e non finte come i soldi del monopoli».
TRATTATIVA ARENATA SUI DISTACCHI SINDACALI RETRIBUITI. La trattativa, spiega da parte sua la federazione delle aziende dei servizi pubblici locali, «è arenata anche sul tema dei distacchi sindacali nazionali retribuiti» che sarebbero un vero salasso per le aziende, cioè «sul numero di persone che - retribuite dalle aziende - svolgono attività per i sindacati nazionali. Le aziende chiedono infatti che le eccessive 388.800 ore di permessi e distacchi sindacali retribuiti, che costano alle imprese oltre 11,5 milioni di euro all'anno, siano contenute per essere portate allo stesso livello di altri settori».
Su permessi e distacchi sindacali, «accettiamo la sfida della razionalizzazione», hanno osservato i sindacati, «la stessa che lanciamo alla controparte su sprechi, sperperi e cattive gestioni affinché i cittadini possano avere servizi migliori a costi contenuti».

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