Onde Gravitazionali Virgo 160615162546
ASTROFISICA 15 Giugno Giu 2016 1915 15 giugno 2016

Onde gravitazionali, rilevato il secondo segnale

Nuovo fenomeno scoperto nello spazio. Ancora una fusione tra buchi neri.

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Virgo, il rilevatore europeo di onde gravitazionali.

Le onde gravitazionali continuano a propagarsi nell'universo. E a mandarci i loro segnali. L'ultimo è stato annunciato il 15 giugno 2016, come il precedente deriva dalla fusione di due buchi neri scontratisi a velocità prossime a quella della luce ed è stato catturato dallo strumento Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), in Usa, e analizzato dalle collaborazioni Ligo e Virgo.
Quest'ultima fa capo allo European gravitational observatory (Ego) fondato e finanziato da Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn) e Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs).
ANNUNCIO A SAN DIEGO. L'annuncio è stato dato a San Diego, nel convegno della Società astronomica americana, dai coordinatori delle collaborazioni Ligo, Gabriela Gonzales, e Virgo, Fulvio Ricci, e dal direttore esecutivo di Ligo, David Reitze, del Caltech. «Abbiamo completato l'analisi dei dati presi da settembre 2015 a gennaio 2016 e nel fare questa ricerca è venuto fuori che abbiamo certamente un altro segnale», ha detto Ricci.
Il nuovo fenomeno è avvenuto in una porzione del cielo molto lontana da quella in cui è stato osservato il primo e, rispetto a quei buchi neri, questi hanno una massa inferiore: 14 e otto volte quella del Sole, mentre i precedenti sono stati misurati nell'ordine di 36 e 29 volte la nostra stella. L'oggetto che si è formato ha quindi una massa 21 volte superiore a quella del Sole.
FORSE UN TERZO SEGNALE. Accanto al secondo segnale delle onde gravitazionali è stato probabilmente osservato un terzo evento, ritenuto molto probabile ma comunque in attesa di conferma. «È un evento molto più debole» ed era stato individuato «già nel primo mese di analisi dei dati», ha detto Fulvio Ricci. Al momento «potrebbe benissimo essere una fluttuazione dei due rivelatori, ma in molti sono pronti a scommettere su un evento gravitazionale». Se confermato, anche questo sarebbe provocato da due buchi neri, molto più distanti e difficili da osservare, uno pari a 23 masse solari e l'altro di 13 masse solari. Poichè, ha concluso, «è un segnale molto vicino alla soglia del rumore, potrebbe restare un punto interrogativo».

Una popolazione di coppie di buchi neri

La rappresentazione grafica delle onde gravitazionali.

I segnali delle onde gravitazionali suggeriscono che esiste una vera e propria 'popolazione' di coppie di buchi neri che ruotano l'uno intorno all'altro, presentando un'immagine dell'universo finora sconosciuta. Per questo i fisici hanno preparato una mappa per gli astronomi, perchè possano cercare con i telescopi questi bizzarri oggetti cosmici.
UNA MAPPA PER GLI ASTRONOMI. «C'è un'indicazione molto consistente del fatto che di questi sistemi esiste una popolazione, sono sistemi binari di buchi neri che si fondono tra loro», ha detto Ricci. Scoprire le proprietà di questi oggetti è ora il compito degli astronomi, ai quali i fisici hanno consegnato la prima mappa del cielo basata sulle osservazioni dei segnali delle onde gravitazionali.
Come nel primo caso, si tratta di scoperte che confermano le teorie sviluppate 100 anni prima di Albert Einstein e aprono nuovi orizzonti nello studio dei fenomeni spaziali. Come aveva spiegato il fisico Michele Punturo a Lettera43.it, le onde gravitazionali sono «un un nuovo orecchio per ascoltare l'universo», e permettono di risalire alle loro origini perché, interagendo pochissimo con la materia, conservano la memoria dell'evento scatenante. E c'è già chi sogna di poter trovare le onde generate dal Big Bang. «D'ora in poi saranno i detector a dire ai telescopi dove rivolgere il loro sguardo per poter individuare i fenomeni», aveva spiegato Punturo.
STELLE DI NEUTRONI E SUPERNOVAE. Grazie a loro sarà possibile conoscere angoli di universo remoti e finora inesplorati. Si potranno vedere e studiare, per esempio, stelle di neutroni, buchi neri e supernovae, fino a cogliere quello che i fisici chiamano il «rumore stocastico di fondo», ossia le onde gravitazionali generate dal Big Bang, anche grazie a interferometri attivi nello spazio, come Lisa dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).
Oltre ai due strumenti utilizzati finora, gli americani Ligo e l'europeo Virgo, è in costruzione il giapponese Kagra, al quale lavorano molte industrie metalmeccaniche italiane medio-piccole. Anche l'India ha annunciato un suo rilevatore.
Il tutto, ha spiegato Ricci, avrà ricadute sull'industria italiana. Ricadute che ancora non sono visibili, ma che arriveranno.

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