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BIOLOGIA 19 Ottobre Ott 2016 1706 19 ottobre 2016

Antartide, «santuari marini» per salvare gli oceani

Allo studio una zona protetta per tutelare 10 mila specie e i il 75% dei nutrienti dei mari. Il progetto al meeting di Hobart, nella Tasmania australiana.

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Una megattera nell'Oceano Antartico.

Un team di 250 scienziati marini insieme con i responsabili dei governi di oltre 25 Stati è chiamato a discutere per due settimane del futuro degli ecosistemi dell’Oceano Antartico.
Da lunedì 17 ottobre 2016 esperti e delegazioni politiche sono riunite a Hobart, nella Tasmania australiana, per l’annuale meeting della Commissione per la conservazione delle risorse biologiche dell’Antartico (Ccamlr) giunta alla 35esima edizione.
Tra le misure sul tavolo della Commissione c'è la riduzione della pesca illegale e la regolazione del pescato di krill (che sta alla base della dieta di foche, balene, pesci, pinguini e uccelli marini) nel Sud-Ovest dell’Oceano Atlantico; ma in discussione c'è anche l’impatto dei cambiamenti climatici sulle acque e l’istituzione di una zona marina protetta nell’Antartide orientale.
GRANDI COME L'ARGENTINA. Si tratterebbe, in quest’ultimo caso, di realizzare tre «santuari marini» tra il mare di Weddell, quello di Ross e l'Antartico orientale per salvaguardare l’habitat privilegiato di 10 mila specie uniche e tutelare la zona dove vengono prodotti il 75% dei nutrienti necessari al sostentamento della vita marina di tutti gli oceani del mondo.
La proposta della creazione di tre aree protette grandi quanto l’Argentina e circa il 10% dell’intero Oceano Antartico è in realtà nell’aria da almeno cinque anni.
Questa volta, però, la presidenza della Ccamlr - un’organizzazione multilaterale fondata nel 1982 sul consenso di 24 Paesi e dell’Unione europea - viene affidata alla Russia (gli Stati membri la presiedono a turno per due anni consecutivi), da sempre contraria all’idea insieme alla Cina, alla quale nel 2015 i membri hanno strappato il consenso esclusivamente per l’oasi protetta del mare di Ross.
IL PUTIN PRO-AMBIENTE. Secondo gli osservatori questo ruolo di primo piano unito a una politica sempre più attenta all’ambiente da parte di Vladimir Putin, come dimostra la nomina da parte del Cremlino di un rappresentante speciale per la protezione dell’ambiente e l’inaugurazione per il 2017 dell’«anno dell’ecologia» a Mosca, potrebbe cambiare la situazione.
Se questi segnali dovessero portare laddove sperano gli ambientalisti, si tratterebbe della firma di un accordo storico, il primo per la protezione di un’area di oltre 2,5 milioni di chilometri quadrati situata in acque internazionali e addirittura siglato da tutti gli aventi diritto.
«È IL MOMENTO DI AGIRE». Mike Walker, direttore del progetto dell’Antarctic ocean alliance (Aoa), ha dichiarato che «è il momento di agire per salvaguardare le acque antartiche, ovvero la sala macchine degli oceani del mondo».
E ha aggiunto che diversi Paesi, tra cui gli Stati Uniti, hanno preso impegni concreti per quasi 4 milioni di chilometri quadrati di zone marine protette nel mondo, cosa che fa sperare che «a Hobart ci sia davvero voglia di tutelare anche l’Oceano Antartico».

Twitter @illying

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