Poker
9 Febbraio Feb 2017 1437 09 febbraio 2017

Ora i computer sanno anche bluffare meglio di noi

Due ricercatori, in 10 mesi e con fondi limitati, hanno realizzato un software in grado di sconfiggere quattro assi di poker texano. Un'impresa che abbiamo il dovere di non sottovalutare. E di valorizzare.

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Pochi giorni fa è terminato al River Casino di Pittsburgh il torneo di poker texano “Cervello contro Intelligenza Artificiale”. Libratus, un software, ha prevalso nettamente sui migliori giocatori professionisti. L’evento, tuttavia, non ha avuto grande eco. Forse è sembrata una “non notizia”, dopo casi come quello di Google AlphaGo che ha recentemente battuto il campione del mondo di Go, replicando quanto fatto da Ibm Deep Blue nel 1996 e da Ibm Watson nel 2011 che, rispettivamente, sconfissero un numero uno degli scacchi (Garry Kasparov) e sbancarono al quiz televisivo Jeopardy.

IL PRECEDENTE DI DEEP BLUE. Eppure, credo che valga la pena esaminare la vittoria di Libratus sull’abilità umana, se non altro per riflettere sulle evoluzioni future, ripercorrendo velocemente alcune tappe di questa affascinante storia di sfide. Deep Blue, il software prodotto dalla Ibm con notevoli investimenti economici, si dice che vinse grazie a un trucchetto. Secondo alcune fonti, venne riprogrammato tra una sfida e l'altra, così da assorbire lo stile di gioco del campione di scacchi russo che aveva creato grande difficoltà al computer con due mosse a sorpresa. Deep Blue infatti non usava quella che oggi definiamo intelligenza artificiale, ovvero la capacità di riprodurre un ragionamento umano, poiché all’epoca queste tecnologie non erano in grado di offrire una qualità accettabile.

E QUELLO DI WATSON. La stessa Ibm nel 2006 decise di avviare una nuova sfida, ovvero di creare Watson, un software in grado di concorrere a Jeopardy. Nei test iniziali Watson si dimostrò in generale più lento e meno preciso rispetto al miglior concorrente umano. Nel 2011, dopo aver “macinato” oltre 200 milioni di pagine, incluso il contenuto completo di Wikipedia, il software riuscì a battere i migliori giocatori, pur registrando problemi con la comprensione di alcune domande. Deepmind, una società acquisita da Google, è invece l’autrice di AlphaGo, il software di intelligenza artificiale che lo scorso marzo sconfisse un asso di AlphaGo, ma senza essere stato configurato in maniera particolare per affrontarne lo stile di gioco, come invece era stato necessario per Deep Blue.

Un software in grado di fare mosse vincenti con informazioni limitate non può essere semplicemente visto come un algoritmo capace di sbancare a poker

E Libratus? Ritengo che siano tre gli aspetti interessanti da sottolineare. Primo: il poker texano, al contrario degli scacchi e del gioco orientale Go, non consente all’avversario di avere una “piena informazione” del contesto. Negli scacchi (e in Go) è noto il posizionamento dei pezzi dell’avversario, così come il suo punteggio. Invece, le carte in possesso del nostro avversario di poker texano non ci sono note e l’algoritmo deve operare scelte con un numero molto più limitato di informazioni. Secondo: Libratus è stato creato solo da due persone (un professore della Carnegie Mellon, Tuomas Sandholm, e un suo allievo, Noam Brown).

UN'IMPRESA DA NON SOTTOVALUTARE. Last but not least, 12 mesi fa, la prima versione di Libratus aveva battuto alcuni giocatori di poker texano ma era uscito sconfitto dal confronto con professionisti. A seguito di questa esperienza gli autori, nel febbraio 2016, decisero di riscrivere il software. Riepilogando: due bravi ricercatori (non un team di centinaia di specialisti), in soli 10 mesi (non in anni) e con fondi limitati (decisamente inferiori a quelli di Ibm e Google), hanno realizzato un software di intelligenza artificiale in grado di decidere le strategie vincenti (basandosi su un quadro informativo parziale) e di sconfiggere i quattro migliori assi di poker texano, un gioco complesso in cui è possibile perfino bluffare (anche per Libratus).

BISOGNA VIGILARE SULL'EVOLUZIONE DELL'AI. Un software in grado di fare mosse vincenti con informazioni limitate, ovvero gestire l’ignoto meglio di un essere umano, non può essere semplicemente visto come un algoritmo capace di sbancare a poker. Non può essere ignorato perché il campo di applicazione si allarga a tutte quelle situazioni in cui si dispone di informazione parziale come, ad esempio, le previsioni meteo, la finanza, gli attacchi cyber, la medicina. L’intelligenza artificiale sarà quindi sempre più pervasiva e decisiva nella vita di ognuno di noi. Non si potrà però prescindere dal rendere più trasparente il funzionamento di questi algoritmi, eredi di Deep Blue, Watson, AlphaGo e Libratus. E continuare a vigilare su grado e livello di evoluzione dell’intelligenza artificiale.

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