Aztechi
SCOPERTE 17 Febbraio Feb 2017 1642 17 febbraio 2017

Gli Aztechi furono sterminati dalla salmonella

Più che le guerre con i conquistadores sono stati i batteri da loro importati a causare la scomparsa della popolazione del Centro America nel sedicesimo secolo.

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Più delle guerre fu la salmonella, portata dai soldati agli ordini del conquistador Hernan Cortes nel XVI secolo, a sterminare il popolo degli Aztechi. A indicarlo sono le analisi sul Dna dei resti di alcune delle vittime, fatte sotto la guida di Johannes Krause dell'Istituto Max Planck di Jena, e pubblicate su bioRxiv. Prima dell'arrivo degli europei, l'America era popolata da grandi civiltà che vennero letteralmente annientate nel giro di pochi decenni.

DA 25 MILIONI A UNO NEL GIRO DI UN SECOLO. È risaputo, anche grazie alle cronache riportate dai missionari al seguito dei militari, che più delle guerre la scomparsa di questi popoli fu dovuta soprattutto allo sbarco di malattie fino a quel momento sconosciute. Emblematico è quanto sappiamo sul declino degli Aztechi: quando gli uomini al seguito di Cortes sbarcarono in Messico nel 1519 la loro popolazione era all'incirca di 25 milioni di persone ma appena un secolo dopo il numero crollo a poco più di 1 milione. Terribili ondate di epidemie, chiamate localmente 'cocoliztli', provocarono milioni di vittime in pochissimi anni, la peggiore tra il 1545 e il 1576 con un bilancio compreso tra 8 e 17 milioni di vittime.

NESSUNO SAPEVA QUALE BATTERIO FOSSE IL KILLER. Responsabili dello sterminio sono stati indicati il morbillo, il vaiolo oppure il tifo ma sono mancate finora indicazioni certe per riconoscere il volto del vero killer degli Aztechi. Uno studio realizzato da ricercatori dell'università Autonoma del Messico aveva suggerito, sulla base dei sintomi descritti nelle cronache e dall'analisi dei resti di alcuni corpi, che la causa dello sterminio fosse stata una forma virale di febbre emorragica ma le conclusioni non trovarono l'accordo con la comunità scientifica. Ora, analizzando i resti di 29 corpi di nativi deceduti tra 1545 e il 1550 i ricercatori tedeschi sono andati alla ricerca di possibili tracce di Dna della malattia e i dati hanno individuato la presenza di sequenze genetiche di salmonella.

CEPPO RARO. Si tratta di un ceppo piuttosto raro e che oggi ha un tasso di mortalità di circa il 10%. Ma è possibile, spiegano gli autori, che il batterio possa aver avuto vita facile contro le difese immunitarie dei nativi a cui mancavano resistenze naturali e che erano provati da lunghi anni di guerre e carestie. Per avere maggiori conferme di queste ipotesi i ricercatori propongono di estendere le ricerche genetiche sui corpi di vittime ritrovati anche in altre regioni.

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