Ricciardi, in Italia 1 caso difterite
SANITÀ 27 Febbraio Feb 2017 1246 27 febbraio 2017

Da influenza a epatite, Italia nel mirino delle malattie infettive

L'appello del presidente dell'Iss Ricciardi: «Le Regioni adottino strategie omogene sui vaccini».

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Dai 5 milioni di Italiani che ogni inverno sono allettati dall'influenza ai 200 mila casi annui di polmonite, dalle 20 mila nuove diagnosi annue di epatite B alle 4 mila di Hiv. Sono solo alcune delle tantissime malattie infettive che mettono sotto tiro il nostro Paese. A fare il punto, a Roma, l'evento Ahead - Achieving health through anti-infective defense, promosso da Msd Italia.

PREVENZIONE EPATITE B DA MODELLO. Molte di queste malattie sono prevenibili da vaccino e su questo, afferma Walter Ricciardi, presidente Istituto Superiore di Sanità (Iss), «nonostante l'allarme per la diminuzione dei vaccinati, la nostra è una storia di successo. Un caso emblematico è quello dell'Epatite B: l'Italia è stata la prima a introdurre questa vaccinazione, grazie alla quale sono stati risparmiati 1 miliardo e mezzo gli euro altrimenti investiti in cure, oltre a tantissime vite salvate».

COPERTURE SOTTO LA SOGLIA MINIMA. Le coperture per molte vaccinazioni sono però in alcuni casi scese sotto la soglia minima, come quelle di morbillo e rosolia. «Su questo» - aggiunge - «incoraggiamo le regioni a adottare strategie omogenee». È questo uno degli obiettivi Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019, appena entrato in vigore, grazie al quale molti vaccini saranno totalmente gratuiti. «L'offerta» - sottolinea Ranieri Guerra, direttore Prevenzione Sanitaria Ministero della Salute - «adesso è ampia e tra le più avanzate nel mondo». Un primo passo, che però non basta per Federico Gelli, responsabile Sanità Pd e componente della Commissione Affari Sociali della Camera. «Con la riforma del titolo V della Costituzione» - spiega - «abbiamo dato eccessivo potere decisionale alla Regioni in materia di sanità. Oggi alcune rendono le vaccinazioni facoltative, altre come Emilia Romagna e Toscana cercano di dare un segnale importante alle famiglie legandole all'iscrizione alla scuola materna. Dobbiamo chiederci» - conclude - «se la strada giusta per migliorare le coperture non sia quella di estendere l'obbligatorietà a una buona parte dei vaccini previsti dal nuovo Piano».

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