Gas Serra
9 Marzo Mar 2017 1728 09 marzo 2017

Oceani, più caldi e acidi nel 2050 a causa dei gas serra

Secondo uno studio condotto dal Centro oceanografico britannico, pubblicato su Nature Communications, gli ecosistemi marini rischiano di perdere ossigeno e diventare invivibili.

  • ...

Gli oceani del globo come calderoni di acqua acida, privi di ossigeno e invivibili: l'immagine sembra arrivare da uno dei gironi dell'inferno dantesco, ma rende, drammaticamente, l'idea di quello che potrebbe accadere fra poco più di trent'anni a causa delle alterazioni prodotte dalle emissioni di gas serra.

OCEANI SEMPRE PIÙ STRESSATI. A suggerirlo è un'analisi condotta da un team internazionale di ricercatori, guidato dal Centro oceanografico britannico. Pubblicato su Nature Communications, lo studio evidenzia i tanti fattori di stress che contribuiranno a compromettere gran parte degli ecosistemi oceanici sul pianeta, se alle emissioni non verrà posto un freno

ENTRO IL 2050 ALTERATO L'86% . Al ritmo attuale, spiegano i ricercatori, già entro 15 anni la metà degli oceani risulterà alterata, con conseguenze su ogni abitante del mare, dalle alghe più piccole alle balene. Entro il 2050 questa percentuale salirà all'86%, quattro quinti degli oceani: le acque diventeranno più acide, più calde, e con livelli di ossigeno sempre minori.

CONSEGUENZE SULLA CATENA ALIMENTARE. Le potenziali conseguenze ricadranno principalmente sulla catena alimentare e, come in un circolo vizioso, anche sul clima. Gli ecosistemi marini, sottolineano gli scienziati, sono infatti la fonte principale di proteine, di cibo, per una persona su sette nel mondo. Senza contare la funzione di regolazione che gli oceani svolgono sul clima terrestre assorbendo e immagazzinando l'anidride carbonica dell'atmosfera.

LA SPERANZA NEGLI ACCORDI DI PARIGI. Il quadro non è dei più rosei. Secondo i ricercatori, con l'adozione di azioni volte a contenere i cambiamenti climatici e a mitigarne gli effetti, come quelle promesse dalle nazioni che hanno siglato gli accordi di Parigi, le alterazioni previste rallenteranno. Eventualità non da poco, visto che farà "guadagnare" vent'anni agli oceani, una finestra di tempo che potrebbe permettere a più creature marine di adattarsi, ad esempio di migrare verso regioni con condizioni più favorevoli.

A CORTO DI OSSIGENO. Impossibile, però, dire quali specie vinceranno questa sfida e quali la perderanno. Un altro studio, pubblicato qualche settimana fa, ha evidenziato come i cambiamenti climatici rischino di scatenare carestie e grandi mutamenti ecologici nei fondali degli oceani profondi, che costituiscono il più grande habitat del mondo. Si prevede che entro la fine del secolo l'aumento delle temperature dimezzerà la disponibilità di cibo. La diminuzione di ossigeno, indicata come uno dei principali fattori di stress degli oceani, è stata quantificata per la prima volta solo di recente: il 2% è stato perso negli ultimi 50 anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso