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24 Marzo Mar 2017 1639 24 marzo 2017

Social, twitter pensa a una versione a pagamento

Il social da 140 caratteri sta pensando di rendere a pagamento alcune funzioni tramite la piattaforma TweetDeck. Scettico l'esperto: «Serviranno strumenti avanzati per spingere gli utenti a pagare».

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Twitter è alla disperata ricerca di ricavi. Per questo, a 11 anni dal suo lancio, potrebbe potrebbe introdurre una versione a pagamento per alcuni utenti attraverso il suo servizio TweetDeck. L'applicazione di proprietà del microblog destinata a media, aziende, pubblicità e altri utenti che hanno necessità di monitorare e organizzare il flusso ininterrotto dell'informazione.

UNO STRUMENTO PER PROFESSIONISTI. «Sono scettico, la sfida sarà studiare delle funzioni talmente avanzate e utili da spingere gli utenti a pagare» ha detto all'Ansa Vincenzo Cosenza, esperto di social media. TweetDeck, che attualmente è gratuita, è stata acquistata da Twitter nel 2011 e permette di visualizzare tutte le notizie pubblicate dai propri contatti con la possibilità di organizzare in schede gli aggiornamenti di stato, le menzioni, i messaggi diretti.

L'IPOTESI È DI CREARE ABBONAMENTI DEDICATI. L'ipotesi sul tavolo sarebbe quella di creare degli abbonamenti per gli utenti che la usano per avere un maggior numero di informazioni e servizi personalizzati legati ai tweet. Tra gli utilizzatori aziende, media, inserzionisti pubblicitari e giornalisti. La notizia, riportata da The Verge, si è diffusa dopo che sulla piattaforma sono apparse le immagini di un test sull'opzione premium che Twitter starebbe effettuando con alcuni utenti.

L'AZIENDA: ERA SOLO UN SONDAGGIO. «Stiamo portando avanti questo sondaggio per valutare l'interesse per una versione più avanzata di TweetDeck e per renderlo ancora più prezioso per i professionisti» ha spiegato la società, «Conduciamo regolarmente ricerche di questo tipo per raccogliere le risposte degli utenti e per informare sulle intenzioni di investimento sul prodotto».

COSENZA: «DIFFICLE PAGARE UN SERVIZIO COSÌ». «A me sembra difficile convincere gli utenti a pagare, anche poco, per un servizio che nasce come gratuito» continua Cosenza, «La sfida sarà studiare delle funzioni talmente avanzate e utili da spingere gli utenti a farlo. Potrebbero essere funzioni di monitoraggio più granulare, visualizzazione delle demografiche e degli interessi degli utenti. Il problema è che queste funzioni Twitter già le offre, a pagamento, ai fornitori di software di monitoraggio. Sono scettico, non sarà facile trovare il giusto compromesso di offerta 'consumer' e 'business».

RICAVI FERMI DAL 2007. La società è stata lanciata nel marzo 2006 e il primo cinguettio risale al 21 marzo di quell'anno e fu postato da Jack Dorsey, uno dei fondatori e attualmente il numero 1 della società. Nonostante il peso culturale i ricavi del gruppo restano indietro. Dal 2007 non è mai riuscito a chiudere un bilancio in utile. Nell'ultima trimestrale i ricavi sono saliti di appena l'1% e gli utenti sono cresciuti di due milioni, ora sono a quota 319 milioni.

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