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3 Aprile Apr 2017 1129 03 aprile 2017

Salute, scoperta l'origine dell'Alzheimer: è nell'area che regola l'umore

Un team di studio dell'Università Campus Bio-Medico di Roma ha scoperto che la sezione del cervello interessata dalla malattia non è quella associata alla memoria ma quella collegata ai disturbi d'umore.

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L'origine dell'Alzheimer non si trova dove si è sempre sostenuto ma in un'altra area. L'area interessata dalla malattia non sarebbe quindi quella associata alla memoria, ma la morte dei neuroni avverrebbe nell'area collegata anche ai disturbi d'umore. A mettere a punto la scoperta, che promette di rivoluzionare l'approccio alla 'malattia del secolo', uno studio italiano pubblicato su Nature Communications, i cui risultati dimostrano anche che la depressione sarebbe una 'spia' dell'Alzheimer, non viceversa.

L'ORIGINE NON È NELL'IPPOCAMPO. La ricerca, coordinata da Marcello D'Amelio, professore associato di Fisiologia Umana e Neurofisiologia presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma, getta ora una luce nuova su questa patologia. Finora si riteneva infatti che fosse dovuta a una degenerazione delle cellule dell'ippocampo, area cerebrale da cui dipendono i meccanismi del ricordo, ma la nuova ricerca punta invece l'attenzione sull'area tegmentale ventrale, dove viene prodotta la dopamina, neurotrasmettitore collegato anche ai disturbi d'umore.

PRIMI RISULTATI DAI TESTI SUGLI ANIMALI. Nella ricerca si legge che, come in un effetto domino, la morte di neuroni deputati alla produzione di dopamina provoca il mancato arrivo di questa sostanza nell'ippocampo, causandone il 'tilt' che genera la perdita dei ricordi. Il team di lavoro per arrivare a questa conclusione ha somministrando su modelli animali due diverse terapie mirate a ripristinare i livelli di dopamina. Si è così osservato che, in questo modo, si recuperava il ricordo, ma anche la motivazione.

MEMORIA E DEPRESSIONE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. «L'area tegmentale ventrale rilascia dopamina anche nell'area che controlla la gratificazione. Per cui, con la degenerazione dei neuroni dopaminergici, aumenta anche il rischio di perdita di iniziativa» ha spiegato il prof. D'Amelio. Questi risultati spiegano perché l'Alzheimer è accompagnato da un calo nell'interesse per le attività della vita, fino alla depressione. Tuttavia, sottolineano i ricercatori, i noti cambiamenti dell'umore associati all'Alzheimer, non sarebbero conseguenza della sua comparsa, ma un 'campanello d'allarme' dell'inizio della patologia. «Perdita di memoria e depressione sono due facce della stessa medaglia» ha concluso D'Amelio.

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