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25 Aprile Apr 2017 1300 25 aprile 2017

E ora per i soldati c'è il neuro-massaggio

Sperimentata una nuova stimolazione elettrica dei neuroni della corteccia motoria nell'esercito Usa. Con risultati strabilianti.

  • Gabriele De Palma
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Da quando è stato istituito il nuovo Defense Innovation Board, l’estate scorsa, l’esercito Usa è tornato a essere una fucina di sperimentazioni tecnologiche. L’obiettivo non è nuovo, migliorare le performance delle forze armate Usa, ma nuovi sono i personaggi seduti intorno a questo tavolo dell’innovazione, e sono pezzi da 90 del settore. Due nomi su tutti, Eric Schmidt, il presidente di Alphabet (Google), e Jeff Bezos, il numero uno di Amazon.

UN PROGETTO NATO A SAN FRANCISCO. Tra le prime mirabilia tecniche adottate dal nuovo board una in particolare sta facendo stropicciare gli occhi di gioia ai militari. Si tratta del neuro-priming, e cioè della stimolazione elettrica dei neuroni della corteccia motoria. La soluzione è stata sviluppata dalla Halo Neuroscience, azienda con sede a San Francisco, che ha realizzato delle speciali cuffie del tutto simili a quelle usate per ascoltare la musica. Solo che il supporto che unisce le due casse auricolari contiene degli elettro-stimolatori che si sovrappongono e agiscono sulla parte del cervello deputata al movimento. Adottata da qualche mese presso i reparti più speciali dei militari – tra questi è trapelato ci siano anche i celebri soldati del Seal Team Six, specializzati nella lotta al terrorismo e in guerre non convenzionali – sta dando risultati superiori alle aspettative.

Lo span d’attenzione per la visione di un video passa addirittura dai 20 minuti fisiologici alle 20 ore

In base alle testimonianze raccontate dai militari stessi, gli effetti sono notevoli sia quando si tratta di training cognitivo sia atletico. Lo span d’attenzione per la visione di un video di monitoraggio delle operazioni militari, ad esempio, passa addirittura dai 20 minuti fisiologici alle 20 ore. Le capacità di apprendimento aumentano. Performance nettamente migliorate anche per quel che riguarda la reattività fisica, soprattutto per i salti e gli scatti. E anche per la precisione e la concentrazione dei cecchini.

CONTROINDICAZIONI NON ANCORA ACCERTATE. Una derivazione commerciale delle cuffie per il neuro-priming è stata testata anche su atleti professionisti, e i membri della squadra nazionale di salto con gli sci hanno tratto evidente beneficio (più potenza nello stacco dal trampolino e atterraggi meglio ammortizzati) dopo solo quattro settimane di allenamento stimolato. Le controindicazioni per un uso continuo delle cuffie non sono note, la Halo Neuroscience assicura non ci siano rischi ma alcuni precedenti, come le anfetamine e il modafinil dato agli aviatori dei caccia, lasciano adito a prudenziali dubbi.

Questo articolo è tratto dal nuovo numero di pagina99, "i dottor Stranamore della democrazia digitale", in edicola, in digitale e in abbonamento dal 21 al 27 aprile 2017.

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