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9 Maggio Mag 2017 1547 09 maggio 2017

Collegare cervello e computer: un'opportunità rischiosa

Il progetto Neuralink di Musk vuole impiantare nel cranio una maglia di elettrodi per interagire coi neuroni. Avremo uomini dalla memoria super e robot con intelligenza evoluta. Incoraggiante. E preoccupante.

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Probabilmente Elon Musk, fondatore e presidente di Tesla, sta già utilizzando, e da qualche anno, un prototipo di Neuralink. Dopo Paypal - la più importante società che gestisce pagamenti online -, Tesla - la casa produttrice di auto elettriche con autopilota -, SpaceX - la prima azienda che vende viaggi stellari - e Boring - specializzata nello scavare tunnel sotterranei - ecco una nuova, eclettica iniziativa.

CARICARE E SCARICARE INFORMAZIONI. La nascita di Neuralink è stata annunciata con un tweet, il metodo preferito da Musk (attitudine che condivide con Donald Trump). La mission è connettere il cervello umano con i computer tramite un’interfaccia corticale che consentirà di “caricare e scaricare” informazioni dal cervello umano.

Tra gli obiettivi c'è quello di permettere presto alle persone disabili di controllare arti artificiali con il pensiero

Il dialogo cervello-computer sarà possibile grazie alla capacità di impiantare nel nostro cranio una sottilissima maglia di elettrodi per interagire con i neuroni. L’idea riprende un filone di ricerca attivo da molti anni e che, tra gli obiettivi, include quello di permettere presto alle persone disabili di controllare arti artificiali con il pensiero.

MIGLIORI CAPACITÀ COGNITIVE. La mission di Neuralink ha lo stesso leitmotiv delle altre iniziative di Musk: è decisamente ambiziosa e sfidante. Grazie alla qualità del suo team, Musk confida di poter rilasciare una​ prima versione di prodotto entro il 2022. L’obiettivo atteso è un miglioramento della memoria, ma soprattutto delle capacità cognitive.

Il cervello umano, intento in un'azione, è tempestato da altri segnali: rumori di fondo, immagini, retro-pensieri, emozioni, sensazioni e input concorrono nel medesimo istante

Il fatto che i primi esperimenti sui topi abbiano dato risultati incoraggianti​ non deve però indurre a un eccessivo ottimismo: il prodotto da realizzare è davvero molto più complesso. In questo istante il vostro cervello, intento nella lettura del testo, è tempestato da altri segnali. Rumori di fondo, immagini captate dalla vista, retro-pensieri, emozioni, sensazioni e input concorrono nel medesimo istante.

PERICOLO DI EFFETTI COLLATERALI. Identificare il singolo segnale cerebrale, e quindi interagire con esso senza generare pericolosi effetti collaterali, è il compito principale del team di Neuralink, un gruppo di scienziati e ricercatori selezionati tra i migliori esperti del settore. A oggi non è ancora possibile comprendere perfettamente il funzionamento dei neuroni, né immaginare come caricare, scaricare e memorizzare informazioni nel cervello. Ma ogni giorno lo scenario diventa sempre più chiaro.

DUE SCENARI IN CONTRASTO. È dunque sensato prevedere che nell'arco di un decennio assisteremo a due scenari in contrasto tra loro: da una parte uomini dotati di un super cervello, dall’altra robot sviluppati con intelligenza artificiale molto evoluta. Entrambi incoraggianti. Entrambi preoccupanti.

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