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11 Giugno Giu 2017 1500 11 giugno 2017

Tecnologia, 5 grafici per capire le tendenze in atto

L’Internet mobile guadagna ore di attenzione e fette di investimenti pubblicitari, a spese soprattutto della carta stampata. E la televisione non è più regina. L'approfondimento di pagina99.

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La crescita dell’Internet mobile e il declino inarrestabile della carta stampata: sono solo due tra i messaggi del Rapporto più atteso sul mondo digitale (Internet Trends 2017) che è stato reso pubblico il 31 maggio scorso ed è firmato, come ogni anno, da Mary Meeker, analista per la società di venture capital Kleiner Perkins. Ogni anno il Rapporto della Meeker è atteso come un oracolo nel mondo dell’innovazione perché indica i principali trend nell’evoluzione di Internet. E le 355 diapositive di quest’anno non deludono le attese. Qui pubblichiamo alcuni dei grafici più interessanti. Si tratta di un’analisi che riguarda il mercato americano ma le tendenze segnalate sono certamente valide anche per l’Europa. Per esempio quella che descrive l’evoluzione del mercato televisivo: dal 2011 a oggi negli Usa tutte le reti tivù (con l’eccezione di Discovery) hanno registrato un calo negli ascolti, mentre Netflix è salita del 669%: è la vittoria dell’economia on-demand.

1. I big crescono di più

Una delle costanti delle economie di rete sempre più evidente negli ultimi anni è il processo di integrazione a favore di pochi, grandi gruppi che tendono a ricoprire nel campo di loro pertinenza il ruolo di monopolista. Questo processo si vede bene nei numeri del mercato pubblicitario - fino a oggi l’unico vero business profittevole a disposizione di social network e motori di ricerca - per il 2015-2016. Facebook segna la crescita maggiore, con un più 62%, Google si difende con un più 20% mentre il fatturato di tutti gli altri cresce solo del 9%, il che significa che in termini relativi il resto del mercato perde peso rispetto ai due grandi colossi.

2. La corsa delle app

Dal 2008 ad oggi, continua a crescere il tempo che gli americani trascorrono ogni giorno sui loro dispositivi digitali. Tra computer fissi, smartphone e altri device, ogni giorno dedicano mediamente 5,6 ore consultando i propri device. Nella battaglia per catturare l’attenzione, i dispositivi mobili stanno rapidamente guadagnano l’egemonia: “portano via” a ogni americano 3,1 ore ogni giorno.

3. Il sorpasso dei cellulari

Inesistente nel 2008, la pubblicità sui media digitali è cresciuta esponenzialmente negli ultimi sette anni e solo in parte a discapito degli investimenti sul digitale tradizionale. Il risultato è una crescita del fatturato pubblicitario digitale che dal 2010 in poi si è mantenuta (linea arancione) a tassi superiori al 15%. Nel 2016, più della metà dei 73 miliardi raccolti complessivamente è riferita al mobile.

4. La carta in sofferenza

Tradizionalmente, la carta stampata ha raccolto più pubblicità rispetto al tempo di utilizzo dei lettori. Questo gap, specchio di un’autorevolezza riconosciuta, si sta velocemente riducendo: ogni media, in prospettiva, raccoglierà tanta pubblicità quanto tempo è in grado di “catturare” ai suoi utenti. La carta stampata, così, rischia di perdere due terzi degli attuali investimenti a favore degli smartphone.

5. La tivù perde lo scettro

Se guardiamo al mercato globale, la perdita di centralità della televisione si riflette sugli investimenti pubblicitari: il superamento del vecchio “tubo catodico” da parte del digitale è avvenuto nel 2016, dopo una corsa durata vent’anni e che ha visto la televisione crescere costantemente, ma con tassi molto meno robusti del digitale che, specie a partire dal 2010 con l’avvento del mobile, ha preso il sopravvento.

Questo articolo è tratto dal nuovo numero di pagina99, "perché l'Italia è malata di omeopatia", in edicola, digitale e abbonamento dal 9 al 15 giugno 2017.

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