Ragnetti Rossi
15 Giugno Giu 2017 1744 15 giugno 2017

'Ragnetti rossi', ecco come debellarli

Non schiacciateli e provate il prima possibile a scacciarli di casa. In che modo? Proviamo a spiegarvelo nel modo più semplice possibile.

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Con l'arrivo della primavera tornano puntuali. Il loro nome scientifico è Balaustium murorum: sono i cosiddetti 'ragnetti rossi' ma con i ragni non c'entrano nulla. Ragni e acari si somigliano è vero. E lo fanno sia per la classe (arachnida) che per l'ordine, l'Acarina ovvero una sottoclasse di aracnidi. Questi insetti appartengono alla famiglia degli Erythraeidae, acari di colore rosso caratterizzati da lunghe zampe che gli permettono di muoversi agevolmente. E quando la temperatura raggiunge valori intorno ai 20 gradi e il sole comincia anche a riscaldare e rendere il clima mite questi acari vengono fuori.

NON SONO PERICOLOSI. E non si può sbagliare: temperature troppo rigide ne limitano i movimenti, il troppo caldo invece li uccide. E guai a schiacciarli, poiché le conseguenze del gesto potrebbero restare indelebili. Non c'entra nulla la scaramanzia che vuole i ragni portatori di buone notizie, prima di tutto perché si tratta di acari. Il vero ragno rosso è un nemico per le piante. Lui, invece, non comporta rischi sanitari: infatti questa specie è completamente innocua ed è anche difficile che entri in casa o che cerchi il contatto con l’uomo. Anche gli animali, come per esempio cani e gatti, sono salvi, come del resto i vegetali. Che al contrario vengono infestati dai ragnetti rossi solo perché — almeno i più piccoli — si nutrono di larve.

NON SCHIACCIATELI. I veri rischi, però, li corrono le proprie pareti e gli abiti. Il motivo? Se schiacciati rilasciano una sostanza rossa indelebile e impossibile, nella maggior parte dei casi, da lavare via. In molti sconsigliano quindi di calpestarli. Una volta schiacciati infatti, oltre ad ucciderli il colore rosso che li contraddistingue tinge e penetra qualsiasi materiale e tessuto. Si tratta infatti di un'emolinfa, un fluido che svolge funzioni simili a quelle del nostro sangue, che è ricca di carotenoidi. Ma se non possiamo schiacciarli come dobbiamo comportarci? Per eliminarli basta ricorrere a questi cinque metodi, senza utilizzare sostanze tossiche.

AGLIO. Si tratta di un insetticida naturale che può essere utilizzato per contrastare la presenza del ragnetto rosso, così come nel caso degli afidi. Si consiglia di procurarsi 20 grammi di aglio da dividere in spicchi e da versare in un pentolino contenente mezzo litro d'acqua bollente. L'aglio dovrà sobbollire per circa 15 minuti. Quindi si dovrà spegnere la fiamma, lasciare raffreddare e filtrare il liquido per poi applicarlo sulle piante e sulle loro foglie con un nebulizzatore nelle ore serali.

ARGILLA. I ragnetti rossi mal sopportano gli ambienti umidi. Per questo motivo può risultare utile ricoprire il fondo dei propri vasi con uno strato di palline di argilla espansa, prima di colmarli con del terriccio, in modo tale che esso possa trattenere umidità e scoraggiare il sopraggiungere degli acari. L'argilla espansa contribuisce inoltre al mantenimento di una corretta temperatura del terriccio all'interno dei vasi e regola il drenaggio dell'acqua. Dovrebbe essere dunque sempre utilizzata in tal senso per preparare vasi in vista dei trapianti.

SAPONE DI MARSIGLIA. Uno dei metodi biologici più utilizzati per la lotta ai parassiti della piante e dell'orto è rappresentato dal ricorso al sapone di Marsiglia al naturale da sciogliere in acqua in piccole quantità. Questo in modo da ottenere un liquido da spruzzare direttamente sulle foglie delle piante dopo il tramonto.

CIPOLLE. Si procede affettando e sminuzzando una cipolla, senza scartare la buccia. La cipolla deve essere versata in una pentola contenente un litro d'acqua. Il tutto deve essere portato a ebollizione e lasciato sobbollire per 20 minuti. Il composto deve poi essere lasciato raffreddare e filtrato prima dell'utilizzo sulle piante e nell'orto, mediante l'impiego di un flacone spray. L'applicazione deve essere sempre effettuata nelle ore serali per non rischiare di bruciare le piante.

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