Robot Androide
16 Giugno Giu 2017 1700 16 giugno 2017

Androidi vs cyborg: guerriglieri del futuro con lo stesso nemico

Il settore militare punta a creare robot così umanizzati da non riuscire a distinguerli da una persona reale. Di fronte potrebbero avere uomini potenziati da innesti artificiali. Ma basta un cyber attack per battere tutti.

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Ivan the Terminator ha fatto la sua prima comparsa sui giornali nel 2016. «Lo sviluppo di un robot soldato è una delle priorità del settore militare nazionale. Lo scopo è sostituire l’uomo in situazioni rischiose o dannose», riferiva la testata russa Komsomolskaya Pravda. Il progetto di ricerca, denominato "Iron Man" e a carico della Fondazione Russia per gli Studi avanzati (la versione russa dell'americana Darpa, la Defense advanced research projects agency, agenzia per i progetti di ricerca avanzata di difesa) punta a colmare un gap tecnologico con Stati Uniti e Cina, che da tempo investono ingenti risorse in questo settore.

STRUMENTI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE. A maggio 2016 il quotidiano inglese The Mirror aveva già rivelato che Ivan è un robot controllato da remoto da un operatore. Quest’ultimo (situato a debita distanza) mima i movimenti che il robot replica con precisione. Lo stesso articolo informava che la successiva fase del progetto aveva l’obiettivo di rendere Ivan completamente autonomo, grazie all’applicazione di strumenti di Intelligenza artificiale.

SONO NOTEVOLI LE CAPACITÀ DEI RUSSI. Secondo l’opinione di chi scrive, nel lungo termine lo scopo finale sarà, probabilmente, trasformarlo in un androide, un robot dall’aspetto così umanizzato da non riuscire a distinguerlo da una persona reale. Nonostante le poche notizie a disposizione, gli esperti militari ipotizzano che, almeno a breve, il prodotto russo non raggiungerà lo stesso livello dei competitor americani e cinesi, dotati di maggiore esperienza nel settore. La Russia sta dimostrando però di avere notevoli capacità, ed è certo che ne svilupperà di nuove e ulteriori.

Le ultime novità vanno ben oltre i cyborg. Al trapianto di corazze artificiali si aggiungerebbe la possibilità di integrare le capacità cognitive, dotando l’essere umano di un super cervello

In questo ambito va segnalata anche la concreta possibilità di creare presto un cyborg, quello che conosciamo come il Robocop cinematografico, ossia un essere umano potenziato tramite innesti artificiali. Ma la novità che emerge dalle cronache delle ultime settimane va ben oltre. Al trapianto di arti (o corazze) artificiali si aggiungerebbe la possibilità di integrare le capacità cognitive, dotando l’essere umano di un super cervello.

SPERANZE PER LE MALATTIE NEUROLOGICHE. La società Neuralink, ennesima iniziativa imprenditoriale di Elon Musk (già alla guida di Paypal, Tesla, SpaceX, Boring), punta a realizzare un’interfaccia corticale che consentirà di caricare e scaricare dati dal cervello umano da/verso un computer. Il primo prototipo è atteso nel 2022 e potrebbe offrire una nuova speranza a chi è afflitto da lesioni cerebrali e malattie neurologiche come l'Alzheimer, il Parkinson o l'epilessia.

Il progetto di ricerca Neural engineering system design (Nesd) si propone di costruire un micro chip (non invasivo) per moltiplicare di 100 volte l’interazione tra i neuroni

L’idea era già venuta al Pentagono che tramite la Darpa (che per prima realizzò una Rete di computer - internet - e artefice di altre tecnologie come i Gps) sta investendo in questo settore, con l’obiettivo di realizzare in primis un processore impiantabile nel cervello dei soldati. In particolare, il progetto di ricerca Neural engineering system design (Nesd) si propone di costruire un micro chip (non invasivo) per moltiplicare di 100 volte l’interazione tra i neuroni, grazie alla capacità di trasformare i segnali elettrochimici (normalmente utilizzati dai neuroni) in zero e uno (specifici del linguaggio informatico).

IL MALWARE WANNACRY INSEGNA... Una volta realizzato il chip, e compreso come può interagire con la mente umana, si potrà spingere al limite la capacità del cyborg, il cui velocissimo cervello potrà sfruttare al meglio le conoscenze che gli sono state caricate, attingendo dalla mente di uno stratega militare, di un campione di arti marziali, di un esperto chimico eccetera. Prima di quanto si possa immaginare, il campo di battaglia vedrà androidi confrontarsi con cyborg. Super armi, dunque. Tuttavia, basterebbe un cyber attack per prenderle in ostaggio e renderle di fatto inutilizzabili. Come ci ha recentemente dimostrato il malware WannaCry.

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