Ricerche Mediche Internet
9 Luglio Lug 2017 1200 09 luglio 2017

Bufale e cure fai-da-te: come (non) usare internet per la salute

L’88% degli italiani fa ricerche sul web per malattie e vaccini. Ma il 44% non verifica le fonti. Privacy, farmaci online, pubblicità mascherate e psicosi del complotto: decalogo contro le fake news sanitarie in Rete.

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Un decalogo contro le bufale su internet quando si cercano informazioni sui problemi di salute. È ciò che è stato preparato dai giornalisti dell'Unione nazionale medico scientifica di informazione (Unamsi), sensibilizzati dal Collegio italiano primari oncologi medici ospedalieri e con l'approvazione di altre otto società scientifiche, da quella dei dottori di medicina generale, la Simg, a quelle dei pediatri, Fimp e Simpef, agli otorinolaringoiatri (Sio), gli oftalmologi (Soi), endocrinologi (Ame), psichiatri (Sip) e gli urologi del Siu.

IN TRE ANNI BOOM DI RICERCHE. Le 10 buone regole nascono dall’esigenza di porre un freno al dilagare di false notizie in Rete sulla salute dei cittadini, sulle malattie e sull’utilizzo e l’acquisto di farmaci online.

Se nel 2014, secondo il Censis, soltanto il 40% degli italiani effettuava ricerche sul web per questioni di salute, un sondaggio di inizio 2017 condotto su 800 intervistati e commissionato da Ibsa Foundation for Scientific Research, con la collaborazione di Cittadinanzattiva, dice che la quota è arrivata all’88%.

CREDULONI DA SOCIAL NETWORK. Il dato più allarmante è relativo alla bufale in Rete e, in particolare, sui social network: il 44% degli intervistati non sembra preoccuparsi delle fonti. Cosa che il “Decalogo Unamsi” mette proprio al primo punto. Ecco l'elenco:

  1. Verificare sempre chi sia il proprietario del sito, del giornale, del blog, sia esso istituzione, editore, industria, associazione, singolo cittadino. Questo serve, spiega il documento, per capire bene chi ha interesse a veicolare quel tipo di informazione.
  2. Accertarsi dell'aggiornamento del sito, perché può capitare, utilizzando un motore di ricerca, di arrivare su una notizia vecchia anche di anni.
  3. Evitare il fai-da-te nelle cure mediche, perché nessuna informazione scritta può sostituire la visita del medico o il consiglio del farmacista.
  4. Diffidare delle prescrizioni senza visita.
  5. Monitorare il rispetto della privacy, soprattutto in quei siti dove è presente la rubrica “l'esperto risponde”.
  6. Valutare con la giusta attenzione blog e forum, perché qui vengono raccontati spesso episodi che coinvolgono emotivamente, ma sono sempre soggettivi e non è detto che abbiano affidabilità scientifica.
  7. Fare attenzione ai motori di ricerca: quando si digita una parola chiave, vengono memorizzate infatti le scelte e i gusti dell'utente per poi proporre argomenti in linea con le preferenze manifestate nelle scelte precedenti.
  8. Non abboccare alla pubblicità mascherata.
  9. Acquistare con cautela farmaci online. Sul sito di vendita deve obbligatoriamente comparire un logo identificativo, cliccando il quale si viene rinviati al sito web del ministero della Salute, dove è possibile verificare se il venditore è autorizzato.
  10. Non cascare nella psicosi del complotto, come le fake news su catastrofi riguardanti i vaccini e altri farmaci. In pratica, dicono i redattori del decalogo, «non perdere mai la capacità di analisi e di critica e confrontarsi sempre col proprio medico».

Sono ancora presenti sul web le ricerche del 2008 oggi completamente smentite sul presunto intreccio tra vaccino e autismo di Andrew Wakefield

Dominique Brossard, docente di Life sciences communication all’Università di Wisconsin-Madison, al meeting dell’American association for the advancement of science ha chiesto di imporre ai motori di ricerca la rimozione di notizie false o ritrattate: sono ancora presenti sul web le ricerche del 2008 sul presunto intreccio tra vaccino e autismo di Andrew Wakefield, l’ex medico britannico divenuto famoso per la sua pubblicazione fraudolenta, in cui sosteneva la correlazione, oggi completamente smentita, tra il vaccino trivalente Mpr (morbillo, parotite, rosolia) e la comparsa di autismo e malattie intestinali.

OGNI ANNO 500-600 STUDI RITIRATI. La Brossard ha fornito un dato importante: di ricerche ritirate ce ne sono tra le 500 e 600 ogni anno solo in campo biomedico. Ma restano online a disposizione di tutti i complottisti e pseudo scientisti della Terra. È il momento di invertire la rotta.

Le affermazioni più ricercate online sui vaccini: "contengono mercurio", "provocano l’autismo", "sono utilizzati dai medici per vantaggi personali"

Tra le bufale sulla salute più ricorrenti in Rete al primo posto quelle appunto sui vaccini, anche alla luce degli fatti legati al decreto legge sull’obbligatorietà e i presunti effetti collaterali avvenuti su alcuni pazienti. Le affermazioni più ricercate: "contengono mercurio", "provocano l’autismo", "sono utilizzati dai medici per vantaggi personali".

QUANTE BUGIE SUGLI STILI ALIMENTARI. A seguire, tutto quello che riguarda la nutrizione, dalle diete acqua e limone all’uso del bicarbonato come panacea di tutti i mali. Crescono anche le fake news che inducono a cattivi stili di vita alimentari. Ecco perché anche la Coldiretti ha lanciato un decalogo per aiutare i consumatori sfatando alcuni falsi miti. Il latte fa male? Una grandissima bufala. L’ananas brucia i grassi? Vero in parte: migliora la digestione delle proteine, non brucia i grassi. Così come non è vero che lo zucchero di canna faccia dimagrire: ha le stesse calorie di quello bianco.

I temi più seguiti dai cittadini sono i tempi di attesa per la singola prestazione, le modalità di prenotazione, la qualità dei servizi offerti, i costi e i programmi di screening

Quasi l’80% della popolazione è interessata ai temi della salute. Il dato proviene da un’indagine condotta su 1.000 cittadini nell’ambito del progetto “I bisogni informativi dei cittadini: verso il portale della trasparenza dei servizi per la salute”, elaborata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l’Agenas, in collaborazione con la Fondazione Censis. I temi maggiormente seguiti dai cittadini sono i tempi di attesa per singola prestazione (8,8 su una scala 0-10), le modalità di prenotazione (8,7), la qualità di servizi e delle prestazioni offerte (8,6), i costi (8,5), i programmi di screening (8,4).

MEDICO DI FAMIGLIA COME RIFERIMENTO. Il report, presentato a giugno 2017, sostiene che, nonostante tutto, i medici di famiglia restano ancora la figura di riferimento principale per reperire informazioni sulla salute, indicati dal 72,3% dei cittadini, mentre i medici specialisti conquistano il 22,7%. Oltre il 32% dice di utilizzare quotidianamente internet per questioni di salute. Tra i più giovani, invece, sale la percentuale di notizie ricercate sui social network, 27,4% contro il 9,9% dei più anziani.

Nel 2018 arriva un sito informativo istituzionale a disposizione delle regioni per assicurare una risposta immediata alla richiesta di una sanità trasparente e raggiungibile da casa

Da qui la necessità di un portale della trasparenza dei servizi per la salute, che vede Agenas come soggetto attuatore e il Veneto Regione capofila. Il portale, che sarà completamente operativo nel 2018, è «un sito informativo istituzionale a disposizione delle regioni per assicurare una risposta immediata alla richiesta dei cittadini di una sanità trasparente e raggiungibile direttamente da casa», sottolinea Luca Coletto, presidente Agenas.

PORTALE PER TUTTI, DAI BIMBI AGLI ANZIANI. Anche l'Istituto superiore di sanità ha predisposto un portale specifico, senza banner pubblicitari e con informazioni sulla salute che vanno dai bambini agli anziani, dalla pediatria alla geriatria. «Bisogna fare in modo che stia ai primi posti nella ricerca su Google e gli altri motori, al fine di bloccare le informazioni false o inappropriate che circolano», dicono dall’Istituto superiore di sanità (Iss).

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