Detox
15 Luglio Lug 2017 1517 15 luglio 2017

Il digital detox in 7 passi

Niente cellulare a tavola o sul comodino. Riscoprire la sveglia. E se si usa lo smartphone come macchina fotografica, scattare senza condividere subito: il selfie non è una comunicazione d'emergenza. Le regole per liberarsi dalla schiavitù della connessione h24.

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Liberarsi dalla schiavitù del telefonino, almeno in vacanza e con piccole regole quotidiane, si può. Anzi, può essere lo stimolo per riscoprire i vantaggi di un minor attaccamento alla tecnologia e riportare qualche sana abitudine anche al rientro dalle ferie. A suggerire alcuni consigli utili è Bernardo Carpiniello, presidente della Società italiana di psichiatria, che invita a non sottovalutare le spie di una dipendenza che facilmente può trasformarsi in «patologia vera e propria».

1. IL DETOX PARTE DALLA VOLONTÀ. Prima di tutto la volontà. Per disintossicarsi da e-mail, social e chat, spiega Carpiniello, «serve una forte motivazione», che «deve nascere dalla consapevolezza di quanto tempo trascorriamo sui telefonini» e che può essere impiegato in attività anche più gratificanti, come un paio d'ore in palestra o una mattinata in spiaggia. Consiglio che vale soprattutto per i ragazzi, sottolinea l'esperto, che non hanno bisogno di divieti ma di alternative valide.

2. PICCOLE REGOLE QUOTIDIANE. Più che cliniche e app per il 'digital detox' che vanno tanto di moda, suggerisce Carpiniello, la cosa migliore è «non avere sempre sott'occhio il cellulare». È difficile, perché ormai il telefonino ha sostituito la macchina fotografica, la bussola, l'agenda, ma ci si può provare. No a privazioni drastiche, dice il professore, sì a qualche piccola regola di utilizzo quotidiano, per esempio con la scelta di alcuni orari in cui concedersi i momenti 'social' e sullo schermo.

3. COMODINO CELL-FREE. Niente telefono sul comodino. Preservare le ore di sonno, soprattutto in vacanza, è un 'must'. «Da una certa ora in poi di notte sarebbe bene spegnere il cellulare e riaccenderlo solo al mattino, magari dopo aver fatto colazione», suggerisce Carpiniello. «Notifiche, illuminazione e 'bip' rovinano il sonno»

4. VIVA LA VECCHIA SVEGLIA. Un altro consiglio è tornare a usare una sveglia tradizionale: impostarla sul telefonino vuol dire trasformarlo nel primo oggetto che si prende in mano al mattino e nell'ultimo che si tocca la sera.

5. A TAVOLA NIENTE SOCIAL. No al cellulare sulla tavola. «Quando si pranza, si cena, soprattutto se in compagnia, non mettiamo il telefono sul tavolo»,osserva il professore. Interferisce con le relazioni sociali, «ci distrae dal piacere dello stare con gli altri».

6. SPIAGGIA "LIBERA". In spiaggia senza smartphone. Che sia per mezza mattina al mare, per una passeggiata nei boschi in montagna o solo per la colazione al bar, «combattiamo l'idea che bisogna sempre tenere il cellulare con noi». Più facile, dice Carpiniello, «lavorare sui tempi brevi» e quindi cominciare a lasciarlo a casa per un breve tempo, poi «si può provare per periodi più lunghi».

7. UN SELFIE E POI IN TASCA. Se lo si porta con sé per fare foto della gita, meglio cercare di tirarlo fuori solo per lo scatto o il selfie e poi riporlo in borsa. Anche se app e social invitano al coinvolgimento in tempo reale, amici e parenti in realtà «possono aspettare». Il selfie del resto non è una comunicazione d'emergenza.

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