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7 Agosto Ago 2017 1902 07 agosto 2017

Asteroidi, scoperta la famiglia più antica tra Marte e Giove

I corpi celesti, individuati dai ricercatori coordinati dall'italiano Marco Delbò, hanno più di 4 miliardi di anni. Sono i fossili del sistema solare.

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Sono scuri, non hanno un nome e superano i 4 miliardi di anni. Sono i membri della più antica famiglia di asteroidi mai osservata, scovata nella fascia popolata da questi fossili del sistema solare che si trova tra Marte e Giove. La scoperta, pubblicata su Science, è del gruppo internazionale coordinato dall'Osservatorio francese della Costa Azzurra a Nizza, sotto la guida dell'italiano Marco Delbò.

TEORIA TRADIZIONALE DA RIVEDERE. La scoperta costringe a rivedere la tradizionale teoria della formazione dei asteroidi, perché ha permesso di identificare alcuni planetesimi originali, corpi celesti tutti più grandi di 35 chilometri, supportando l'idea che questi corpi siano nati grandi. «Hanno oltre 4 miliardi di anni, la loro formazione risale a quella del nostro sistema solare e sono scuri perché riflettono solo il 5-6% della luce del Sole», ha spiegato Delbò, tracciando l'identikit degli asteroidi più antichi.

MANCA IL CAPOSTIPITE. Questi ultimi, infatti, sono formati «in maggior parte da composti carbonacei, ma anche di materiali organici e acqua». La famiglia non ancora un nome: «Di solito le famiglie di asteroidi lo hanno, ma noi non abbiamo voluto darglielo perché non conosciamo il corpo originario da cui si sono staccati; questo magari ha già un nome e potrebbe essere rintracciato. Quindi aspettiamo».

ASTEROIDI CHE POTEVANO DIVENTARE PIANETI. Quattro miliardi e mezzo di anni fa il primordiale sistema solare era composto da un vortice di materia in orbita attorno al Sole. Man mano che la materia si raffreddava e si aggregava, si formavano i planetesimi; solo alcuni di essi hanno continuato a crescere fino a diventare pianeti, altri invece si sono fermati allo stadio di asteroidi e hanno stabilito la loro orbita nella zona tra Marte e Giove.

LA SCOPERTA DELLA LORO ETÀ. Per scoprire l'età dei corpi celesti i ricercatori hanno cercato nelle regioni più interne, focalizzando l'attenzione nelle zone di confine tra le famiglie più antiche. «Ogni membro di quelle famiglie si è allontanato di più o di meno a seconda delle sue dimensioni, con gli oggetti più piccoli che si sono spostati anche più velocemente rispetto a quelli più grandi», ha spiegato ancora Delbò. Cercando le correlazioni tra dimensione e distanza, è possibile vedere le forme delle vecchie famiglie. Mentre osservando gli oggetti più piccoli è possibile risalire alla famiglia intera.

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