Siccità
9 Agosto Ago 2017 2006 09 agosto 2017

Ambiente, siccità frequenti compromettono il recupero degli ecosistemi

L'allarme è stato lanciato da un team di ricercatori secondo il quale il susseguirsi di siccità sempre più ravvicinate, potrebbe non dare agli ecosistemi il tempo necessario per riprendersi.

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Siccità non solo più intense ma anche più frequenti possono compromettere in modo permanente la vitalità di boschi e foreste. L'allarme arriva da un team di ricercatori secondo il quale il susseguirsi di siccità sempre più ravvicinate, come atteso per il futuro a causa dei cambiamenti climatici, potrebbe non dare agli ecosistemi il tempo necessario per riprendersi completamente prima di affrontare un nuovo periodo di secca.

LA SICCITA' NON FINISCE CON LA PIOGGIA. Si potrebbe pensare che la siccità sia finita nel momento in cui cominciano a cadere le prime gocce di pioggia, spiegano i ricercatori dell'Università dello Utah, fra gli autori dello studio, ma non è così. Il recupero, quando comincia a piovere, «è appena all'inizio e fattori come incendi, malattie e mortalità degli alberi durante una siccità possono incidere sulla velocità di ripristino di un ecosistema».

LO STUDIO PUBBLICATO SU NATURE. Pubblicata sulla rivista Nature, la ricerca ha coinvolto diversi atenei ed enti di ricerca americani ed è stata finanziata dalla Nasa e dalla National Science Foundation. Il team ha studiato e analizzato i fattori che incidono sui tempi di recupero di un ecosistema dopo una forte siccità sfruttando immagini satellitari. Tra le condizioni che incidono sulla "guarigione" di aree messe a dura prova dalla siccità gli scienziati evidenziano soprattutto le precipitazioni e la temperatura. Estremi di caldo e di freddo, ad esempio, allungano i tempi di convalescenza.

Altri fattori individuati sono la concentrazione di anidride carbonica, la biodiversità, l'attività di fotosintesi delle piante antecedente alla siccità. Gli scienziati hanno rilevato che alcune regioni riescono a riprendersi in meno di sei mesi, altre invece hanno bisogno anche di due anni di tempo. Recuperi più lunghi sono stati evidenziati ai tropici, in particolare in Amazzonia e in Indonesia, e nelle regioni settentrionali del globo, specialmente in Alaska e nella Russia orientale.

AMAZZONIA LA ZONA PIU' DELICATA. Insomma se le siccità future saranno più intense e frequenti gli ecosistemi potrebbero trovarsi a dover affrontare una nuova siccità prima ancora di essersi ripresi da quella precedente. E questa eventualità per i ricercatori sarebbe «un doppio colpo d'arresto» in grado di «cambiare l'ecosistema in modo permanente». Scenari non troppo futuristici, visto che nel "polmone" della Terra, nella Foresta amazzonica, questa tendenza è già in atto. Le immagini satellitari dell'area hanno mostrato che le foreste non si erano ancora riprese dalla siccità del 2005 quando sono state colpite da quella del 2010.

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