sonda voyager
13 Agosto Ago 2017 1704 13 agosto 2017

Le sonde Voyager compiono 40 anni

I due veicoli della Nasa hanno aiutato a ridefinire le conoscenze del Sistema solare. Lanciati nell'estate del 77 continuano inviare dati anche se hanno superato i confini del nostro sistema.

  • ...

Mai nessun veicolo costruito dall'uomo è arrivato così lontano, ai confini del Sistema Solare e oltre: da lì le due sonde protagoniste del programma Voyager della Nasa spegneranno le loro 40 candeline. L'agenzia spaziale americana si prepara a festeggiarle il 5 settembre a Washington, con una cerimonia presso il più celebre museo del mondo dedicato all'aeronautica e allo spazio: il National Air and Space Museum.

VOYAGER 2 LANCIATA IL 20 AGOSTO. Accanto ai tradizionali quotidiani, radio e tv, sono invitati a raccontarla anche i social media. Saranno 40 candeline per festeggiare un programma ormai leggendario, che ha contribuito a tracciare un ritratto del tutto nuovo del Sistema Solare, soprattutto dei suoi pianeti giganti e di quelli più esterni, fino ai confini. Il 20 agosto 1977 il programma Voyager veniva inaugurato con il lancio della sonda Voyager 2 dalla base di Cape Canaveral; 16 giorni più tardi, il 5 settembre 1977, dalla stessa base partiva la sonda gemella, Voyager 1, che nel settembre 2013 è stata la prima a superare le colonne d'Ercole del nostro sistema planetario per addentrarsi nello spazio interstellare.

Entrambe le sonde, costruite nel Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, hanno a bordo un disco d'oro con suoni e immagini che raccontano la vita sulla Terra e un messaggio dell'umanità destinato a eventuali civiltà extraterrestri. Nella sua corsa attraverso il Sistema Solare la Voyager 2 ha toccato traguardi storici: nel 1979 il saluto a Giove e alle sue lune; nel 1981 si è tuffata in un anello di Saturno allora sconosciuto e ha fotografato la luna Febo; nel 1986 ha 'annusato' l'atmosfera di Urano, 'ascoltato' il campo magnetico del pianeta e scoperto alcune delle sue lune.

RIDISEGNATE LE CONOSCENZE DEL SISTEMA SOLARE. Ancora oggi i suoi dati continuano a stupire. È del 2016, per esempio, la scoperta di altre due lune di Urano, oltre alle 27 già note, possibile grazie ai dati che la Voyager 2 aveva catturato nel 1986, durante il passaggio ravvicinato al pianeta. In quanto a record, la Voyager 1 non è stata certamente da meno, a partire dalla durata della sua missione, in origine prevista in soli quattro anni con l'osservazione di Giove e Saturno, ma i tecnici della Nasa hanno deciso di estendere la missione sfruttando un raro allineamento di pianeti. Dopo aver studiato anche Urano e Nettuno, la sonda ha attraversato la zona turbolenta in cui il vento solare si scontra con i gas che riempiono lo spazio tra le stelle, sempre continuando a inviare dati.

UN SISTEMA DI COMUNICAZIONE PERFETTO. Se dalle distanze straordinarie che ha raggiunto con una tecnologia nata negli anni '70 le sonde Voyager non hanno mai smesso di inviare dati alla Terra, il merito è del sistema di comunicazione realizzato dalla Nasa per le missioni interplanetarie, il Deep Space Network. Se non ci saranno imprevisti, dovrebbero viaggiare così anche le prime informazioni sulla composizione delle polveri interstellari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso