Spazio Stazione Iss
19 Agosto Ago 2017 1300 19 agosto 2017

Cibo, sesso, igiene e missioni: vita nello spazio sulla Iss

Alimenti liofilizzati. Niente docce. Bisogni da raccogliere, depurare e smaltire. Astinenza, esperimenti sull'uomo e imprevisti. Diario dalla Stazione spaziale internazionale. L'ultimo a salirci l'italiano Nespoli.

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Vermi con due teste, "pallottole" vaganti, uomini come cavie, niente docce e niente sesso. Benvenuti sulla Stazione spaziale internazionale (Iss). Il 28 luglio 2017 è iniziata la missione di Paolo Nespoli, astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa), che ha raggiunto con la navicella Soyuz Ms-05 la Iss e rimarrà in orbita fino al 14 dicembre. È la sua terza avventura spaziale.

A 60 ANNI LA MISSIONE PIÙ LUNGA. L’ingegnere, ex-ufficiale dell’esercito italiano, nel 2007 debuttò come astronauta con una missione di 15 giorni che portò l’equipaggio dello Shuttle a bordo della Iss. Ci tornò nel 2010 per trascorrervi 157 giorni. Oggi, a 60 anni, sta affrontando la sua missione più lunga.

Paolo Nespoli.

L’Iss nel 2018 compie 20 anni. Sino a oggi ha ospitato 227 persone, tra cui sette turisti e 34 donne. Ci sono diversi astronauti con missioni ripetute: due cosmonauti ne hanno compiute cinque, cinque sono stati sulla Iss quattro volte, altri 29, tra cui gli italiani Nespoli e Roberto Vittori, hanno all’attivo tre missioni. Il primato di permanenza nella stazione spetta al russo Mikhail Kornienko e all’americano Scott Kelly che tra il 2015 e il 2016 trascorsero 340 giorni consecutivi in orbita.

LA GIORNATA INIZIA ALLE 6 DEL MATTINO. La vita a bordo della Iss è disciplinata da un programma che deve essere meticolosamente rispettato. La Nasa pubblica periodicamente l’attività quotidiana svolta dai suoi astronauti. In genere la giornata inizia alle 6 di mattina (orario del meridiano di Greenwich) con i prelievi per eventuali test medici (urine, sangue). Si prosegue con pulizia, colazione e lettura dei messaggi arrivati durante la notte.

L'interno della stazione.

Alle 7.30 la prima riunione in collegamento con i centri di controllo di Houston, Huntsville, Monaco, Tskuba e Mosca. Il lavoro inizia poco dopo le 8 e prosegue fino alle 18 circa con un’ora di pausa per il pranzo alle 13. La routine quotidiana consiste in una serie di attività programmate che possono variare da esperimenti scientifici, manutenzione ed eventi di pubbliche relazioni.

DUE ORE E MEZZO DI ATTIVITÀ FISICA. Nell’orario di lavoro sono incluse due ore e mezzo di esercizio fisico. Alla fine della giornata si tiene una riunione in cui si discute su quanto svolto, si ripassano le procedure e si prepara la timeline per il giorno successivo. La cena è programmata alle 19.30. Seguono due ore libere. Alle 21.30 l’equipaggio si ritira per dormire.

IL SOLE SORGE E TRAMONTA 16 VOLTE. Poiché la stazione compie ogni 90 minuti un’orbita completa, il sole sorge e tramonta 16 volte. Prima di andare a letto vengono così chiuse tutte le finestre per consentire all’equipaggio di avere la percezione di un alternarsi regolare tra giorno e notte.

Gli esperimenti condotti dalla Iss sono stati nel corso degli anni moltissimi e di natura molto diversa. Si è passati da ricerche biologiche come la crescita di una pianta di zucchine a gravità zero allo studio di colonie di formiche, dallo sviluppo di stampanti 3D in assenza di peso a test su prototipi di robot umanoidi. Nel 2015 si studiò l’evoluzione di una colonia di vermi piatti (più propriamente platelminti) per capire lo sviluppo della rigenerazione cellulare in orbita. Un verme tornò sulla terra con due teste.

NESPOLI DEVE SEGUIRE 13 ESPERIMENTI. Molti esperimenti riguardano proprio gli astronauti stessi che diventano cavie per capire come il corpo umano reagisce allo spazio. Per questo si sottopongono quasi quotidianamente a prelievi di urine e di sangue. Paolo Nespoli nella sua permanenza sulla Iss deve seguire 13 esperimenti realizzati da diversi istituti e consorzi di ricerca italiani, sotto il coordinamento dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).

Una foto scattata dalla Iss.

Tra questi il test di un prototipo di giubbetto anti-radiazioni ideato dall’Università di Pavia e Thales Alenia Space e un esperimento dell’Università Federico II di Napoli che punta a studiare come si comportano le radici delle piante in microgravità.

STUDI SULL'ATROFIA MUSCOLARE. L’astronauta italiano inoltre è chiamato a sottostare a un programma di allenamento fisico per prevenire problemi scheletrici e cardiocircolatori guidato dall’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) San Raffaele Pisana di Roma e le sue cellule muscolari saranno oggetto di una ricerca dell’Università di Chieti-Pescara con l’obiettivo di studiare la degenerazione cellulare a gravità zero per ottenere dati utili alla ricerca contro l’atrofia muscolare.

La vita a bordo non è ovviamente priva di imprevisti e incidenti. Il rischio più grave per la stazione è la collisione con oggetti orbitali che possono essere naturali (come meteoriti) o spazzatura spaziale, cioè frammenti di vecchi satelliti. Esiste un apposito centro di controllo per tenere sotto osservazione tutti i resti vaganti nello spazio. Qualora venga prevista una possibile collisione, viene decisa una correzione di rotta con una manovra detta Dam (Debris Avoidance Maneuver) che viene confermata circa 24 ore prima del potenziale scontro ed eseguita due ore e mezza prima dell’ora X.

UNA VELOCITÀ DI 28 MILA KM/H. In alcuni casi viene predisposta un’evacuazione preventiva di alcuni moduli. In genere almeno una o due volte all’anno l’Iss è costretta a questa procedura. Non sono evitabili le collisioni con gli oggetti più piccoli che non possono essere tenuti sotto controllo dalla terra. La Iss viaggia a una velocità di 28 mila chilometri orari, i frammenti sono quindi dei proiettili.

Astronauti in missione sulla Iss.

Nel 2012 alcuni detriti accumulatisi all’esterno della stazione impedivano l’istallazione corretta di un pannello solare. L’astronauta Sunita Williams durante una attività extra-veicolare, cioè una passeggiata spaziale, risolse la situazione pulendo la superficie esterna con uno spazzolino da denti.

FRAMMENTI COME PALLOTTOLE. Nel maggio del 2016 la cupola panoramica della stazione fu colpita da un frammento vagante, causando una scheggiatura del vetro che assomigliava al marchio di una pallottola. Oltre ai detriti, i tre più grandi rischi per gli astronauti sono gli incendi, la depressurizzazione e una perdita dell’ammoniaca che alimenta il circuito di raffreddamento. Nel 2015 un falso allarme su una possibile fuga di ammoniaca causò l’evacuazione di un modulo della stazione.

Luca Parmitano.

Una delle disavventure più preoccupanti accadute nella storia della Iss ha riguardato un astronauta italiano, Luca Parmitano. Il 16 luglio 2013, durante una missione all’esterno della stazione, il suo casco iniziò improvvisamente a riempirsi di liquido, tanto da rendergli impossibile ascoltare le comunicazioni.

«IL CASCO SEMBRAVA UN ACQUARIO». Rischiando di soffocare e con l’acqua che gli offuscava la visuale, Parmitano riuscì a rientrare nel veicolo dove i colleghi lo aiutarono a liberarsi del casco che era diventato, ha ricordato lo stesso astronauta, come un acquario. L’incidente probabilmente era stato causato da un difetto della pompa del sistema di raffreddamento della tuta spaziale.

Gli aspetti della vita quotidiana sono quelli che, dall’inizio delle missioni orbitali, incuriosiscono di più. Il cibo è composto da una serie di piatti pronti o alimenti liofilizzati. È molto importante che in assenza di gravità i residui non circolino per l’ambiente con il rischio di danneggiare gli equipaggiamenti.

CI SI LAVA CON ACQUA IN SACCHE. Altra questione sempre molto delicata è quella dell’igiene. La microgravità rende tutte le operazioni estremamente difficili e problematiche. Ovviamente non esiste una doccia, ma ci si lava, come ha mostrato la nostra Samantha Cristoforetti, con spugne o con acqua contenuta in sacche e che non può essere dispersa.

Capelli, peli e unghie vanno raccolti con un aspirapolvere, il dentifricio va mangiato. I bisogni corporali sono affidati a una toilet scomoda e ormai antiquata, progettata (così come ha detto l’astronauta donna Tracy Caldwell) per un utilizzo da parte dei maschi. C’è un bagno di emergenza nella sonda Soyuz, ma può essere utilizzato solo per qualche giorno. La parte solida viene raccolta in un apposito contenitore e smaltita, la parte liquida è raccolta in una pompa, depurata e riutilizzata come acqua.

IN UN ANNO 80 CHILI DI ESCREMENTI. Nel maggio del 2008 la pompa si ruppe e costrinse a usare sistemi di raccolta delle urine alternativi fino all’arrivo di un pezzo di ricambio spedito con una nuova missione qualche settimana dopo. Quando Kornienko e Kelly trascorsero un anno in orbita, fu stimata una produzione di escrementi solidi di 80 chili a testa. Residui che vengono eliminati nello spazio e si bruciano a contatto con l’atmosfera, creando un effetto di “stella cadente” (la prossima volta che esprimete un desiderio pensateci…).

Un’altra questione è legata alla convivenza. Vivere in un ambiente difficile spesso per periodi molto lunghi può creare attriti o litigi. Tuttavia non si è mai avuta notizia di confronti violenti tra ospiti della Iss. Si tratta di personale super addestrato e preparato proprio a evitare situazioni d’emergenza. Inoltre l’equipaggio ha comunque un comandante a cui si deve fare riferimento in caso emergano problematiche relazionali.

HADFIELD STAR DEI SOCIAL NETWORK. L’astronauta canadese Chris Hadfield, diventato nel corso della sua permanenza in orbita una star dei social network ha tuttavia raccontato come sia necessario mantenere alto l’umore del gruppo spesso con situazioni divertenti e momenti goliardici. Nel corso della sua missione, un membro della crew decise di vestirsi da donna hawaiana per una cena utilizzando due tazze come seni finti. Neanche i film di fantascienza ci hanno preparato a un omologo del capitano Kirk addobbato da ragazza di Honolulu.

Ma un’altra questione rimane aperta e, per molti aspetti, misteriosa: ci sono mai stati rapporti sessuali nello spazio? È un argomento tanto discusso quanto tabù. Secondo le fonti ufficiali la Iss è luogo di castità e astinenza assoluta. Le agenzie spaziali, a partire dalla Nasa, hanno sempre negato che siano mai stati fatti esperimenti in proposito. Un rapporto circolato clandestinamente anni fa sulla questione si rivelò una clamorosa bufala.

MARITO E MOGLIE SETTE GIORNI ASSIEME. Sappiamo di certo che in epoca pre-Iss, nel 1992, Mark Lee e Jan Davis, marito e moglie, volarono insieme sullo Space Shuttle. È la prima e unica coppia ufficiale ad aver condiviso un veicolo spaziale. Le difficili condizioni di vita sullo Shuttle e la brevità della loro avventura (sette giorni e 22 ore) hanno fatto pensare che non ci sia stata occasione per momenti di particolare intimità.

Il russo Valeri Polyakov ha trascorso nello spazio 22 mesi. Detiene il record per la missione singola più lunga, con 14 mesi consecutivi a bordo della stazione spaziale Mir. Ai tempi del suo record circolarono voci su una relazione a gravità zero con la cosmonauta Elena Kondakova che fece parte dello staff della Mir per cinque mesi. Voci sempre smentite, ma mai del tutto scomparse.

FILM HARD PER AVERE COMPAGNIA. Sicuramente Polyakov ha raccontato nei suoi diari come durante la sua lunga stagione nello spazio avesse accesso a film hard per alleviare la tensione. Quando si è in orbita per mesi a centinaia di chilometri dalla terra forse si ha bisogno di qualcosa di più emozionante che non l’ennesima replica di Star Trek.

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