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8 Settembre Set 2017 1552 08 settembre 2017

Gay o etero? L'intelligenza artificiale te lo legge in faccia

I ricercatori dell'università di Stanford hanno messo a punto un algoritmo in grado di determinare l'orientamento sessuale in base alle caratteristiche del volto.

  • Francesco Bertolino
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L'orientamento sessuale si legge in faccia. I tempi in cui l'antropologo Cesare Lombroso credeva di poter identificare un criminale dal volto sono lontani. Oggi, la fisiognomica 2.0 si serve dell'intelligenza artificiale per determinare se una persona sia etero o gay. O almeno questo è il risultato di uno studio della prestigiosa università di Stanford.

UN COMPUTER CON CERVELLO. Per la ricerca è stata utilizzata una rete neurale, un software che riproduce il funzionamento del cervello, di nome Vgg-Face. Il programma è stato istruito a mappare e classificare le caratteristiche facciali di 14.776 persone, che avevano pubblicato loro foto su un sito di incontri americano, dichiarando anche il loro orientamento sessuale.

PREVISIONI MOLTO ACCURATE. Gli studiosi poi hanno dato gli orientamenti sessuali di alcuni soggetti in pasto al software. Che dopo averli masticati e digeriti, ha sputato fuori un modello predittivo in grado di determinare attraverso l’analisi del volto l’orientamento sessuale con un buon grado di certezza. Nell’81% dei casi l’intelligenza artificiale ha distinto con successo un uomo etero da uno gay. Performance di poco inferiore a quella (71%) ottenuta con le donne.

Il campus dell'università di Stanford, California.

Il software ha dimostrato abilità predittive perfino migliori quando ha avuto a disposizione cinque foto dello stesso soggetto: la percentuale di successo è salita al 91% per gli uomini e all’83% per le donne. Un’accuratezza di gran lunga superiore a quella di cui sono capaci le persone in carne ossa che distinguono visi “etero” e “gay” solo in poco più della metà dei casi.

RISULTATI DISCUTIBILI. Le conclusioni dello studio confermerebbero alcuni degli stereotipi più abusati: gli uomini gay avrebbero tratti più femminili di quelli etero e, viceversa, le donne lesbiche sembianze più mascoline di quelle etero. Il dato, secondo i ricercatori, è coerente con alcune recenti – e controverse – teorie biologiche per le quali l’orientamento sessuale potrebbe essere influenzato dall’esposizione prenatale, nell’utero, ad alcuni ormoni, come il testosterone.

LIMITI IMPORTANTI. La ricerca, come riconosciuto dagli stessi autori, ha importanti limiti relativi, per esempio, al campione selezionato, carente di varietà etnica, o alla fonte delle informazioni sull’orientamento sessuale, ricavate da un sito di incontri. Inoltre, il software si è rivelato molto meno preciso nella “vita reale”. Dovendo rintracciare in un campione casuale di 1.000 uomini i 100 con la più alta probabilità di essere gay, l’intelligenza artificiale ha azzeccato la previsione 47 volte. Quando, però, al software è stato chiesto di sceglierne solo 10, il risultato è tornato a essere stupefacente: nove individui selezionati erano effettivamente gay.

"Smile to pay", un software di riconoscimento facciale che permette di pagare con un sorriso.

Il tema è delicato. E la ricerca, come prevedibile, non ha mancato di sollevare critiche e accuse di determinismo spicciolo. Obiezioni anticipate dagli autori nelle conclusioni della ricerca: «Il nostro studio non suggerisce in alcun modo che l’orientamento sessuale possa essere determinato dal volto umano». Scopo dell’esperimento, spiega il professor Michal Kosinski, è solo dimostrare fino a che punto la tecnologia possa costituire una minaccia per la privacy: «Pare che governi e aziende stiano già usando sistemi di classificazione facciale per sondare gli intimi convincimenti umani».

UNO STRUMENTO PERICOLOSO. La ricerca, quindi, dovrebbe servire soltanto a convincere «le persone ad adottare opportune misure di prevenzione e i legislatori a introdurre leggi protettive dei dati sensibili» al passo con i tempi. Ma c’è un precedente. Un sistema di profilazione degli utenti di Facebook basato sulla loro attività social, elaborato dallo stesso Kosinski, si sospetta sia stato utilizzato per rendere più efficaci e mirate le campagne per la Brexit e per l’elezione di Donald Trump. La speranza, quindi, è che il nuovo software non diventi uno strumento di persecuzione nelle mani dei tanti governi omofobi del mondo.

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