Cibo
8 Settembre Set 2017 1523 08 settembre 2017

La fame è una questione di testa: non dipende da quanto si mangia

Un esperimento dimostra che l'appetito non è collegato alle calorie ingerite, ma all'idea che si ha della propria sazietà.

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La fame è una questione di testa, non di calorie consumate, quindi se si pensa di aver mangiato poco a colazione, si mangerà di più per tutto il resto della giornata. Significa che il senso di sazietà non è dato tanto dalle calorie realmente ingerite, ma da quanto si crede di aver mangiato. Lo rivela uno studio condotto da Steven Brown della Sheffield Hallam University presentato alla conferenza annuale della British Psychological Society.

EFFETTO PLACEBO. Gli esperti hanno servito a un gruppo di volontari la colazione per due giorni di seguito, dicendo il primo giorno che si trattava di una omelette di due uova, il secondo di quattro uova. In realtà entrambe le volte era la stessa omelette di tre uova. È emerso che il primo giorno i partecipanti mangiano di più per tutto il resto della giornata, rispetto al secondo giorno.

APPETITO E CONSUMO DI CIBO INDIPENDENTI. Inoltre quando i partecipanti mangiano l'omelette che credono di due uova, si dicono più affamati a due ore dalla colazione rispetto al giorno successivo quando credono di aver mangiato quattro uova. Gli esperti hanno visto che appetito e consumo di cibo sono indipendenti dai livelli di ormone dell'appetito (grelina), segno che la 'fame' non è tanto una condizione fisica ma mentale.

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