Cose distrutte da iPhone
12 Settembre Set 2017 1735 12 settembre 2017

iPhone, le 20 cose distrutte dallo smartphone di Apple

La sveglia, le macchine fotografiche, le chiacchiere sull'ascensore: tutti oggetti o abitudini che non esistono più da quando Steve Jobs, nel 2007, ha presentato la sua creatura più famosa.

  • MARCELLO ASTORRI
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«Tara ta ta, tara ta ta» era il suono della vecchia sveglia da comodino che puntavamo prima di andare a dormire. Almeno fino al 2007, anno in cui Steve Jobs, il fondatore di Apple, presentò al mondo il primo iPhone della storia. Da allora sono stati venduti oltre 1 miliardo di melafonini e l’arrivo dello smartphone di Cupertino ha fagocitato oggetti e abitudini, instillando altre consuetudini nelle persone. Un video del New York Times (guarda qui) ha provato a elencare tutti gli oggetti distrutti dal melafonino, Lettera43.it ne ha aggiunti degli altri.

1. La sveglia

Non che le sveglie di una volta ci manchino granché, ma la loro tirannia, esercitata con solerzia ogni mattina per decenni, è stata soppiantata dall'invenzione di Steve Jobs: grazie al quale è possibile impostare una micidiale cintura di sveglie disseminate nel corso della giornata. Sveglie che ci dimentichiamo attive anche quando non servono e che, ovviamente, suonano nei luoghi meno opportuni.

2. Le macchine fotografiche

Una volta si andava in gita con la Kodak usa e getta nello zainetto, quella con i rullini da far sviluppare allo studio fotografico. Poi ci si è evoluti, sono arrivate le camere digitali con le foto da scaricare sul pc. L’iPhone con la sua fotocamera via via più evoluta è riuscito a soddisfare le esigenze della gente comune, relegando fotocamere e videocamere a una ristretta cerchia di professionisti o appassionati.

3. Il telefono fisso

Il telefono fisso, in seguito al dilagare degli smartphone, è diventata una cosa da museo: quasi nessuno lo utilizza più. Telefono, internet: è tutto lì, ormai neanche i telemarketer quasi chiamano più sul fisso.

4. La livella

La livella veniva utilizzata per determinare la pendenza di una superficie rispetto a un piano orizzontale di riferimento. Ebbene, adesso basta un iPhone per svolgere la stessa funzione, inclusa nell'app Bussola.

5. La mappa

Un tempo quando si era in vacanza a Venezia e ci si perdeva fra i suoi canali poteva essere un bel problema. Occorreva una mappa e anche una discreta dose di senso dell’orientamento per uscirne. Con l’invenzione di iMap le mappe di carta sono scomparse, in disuso, ora basta impostare la destinazione e farsi guidare dall’iPhone.

6. I calendari

Una volta c’erano i calendari, con quelle gigantesche caselle dove si potevano appuntare gli impegni della settimana. Spopolavano quelli delle veline, delle squadre di calcio e gli omaggi della banca, ora non più: dal 2007 si può fare tutto con l’iPhone.

7. La bussola

A parte chi naviga in mare aperto, non l’ha mai usata (quasi) nessuno. Continua a non usarla (quasi) nessuno, ma sull’iPhone.

8. L’agenda

Prima c’era l’agenda telefonica sulla quale appuntavamo tutti i numeri più preziosi. Era da conservare gelosamente, perché se si perdeva era un guaio. Oggi si gode la pensione essendo stata completamente soppiantata dalla rubrica dell’iPhone.

9. Le cartoline

A dire la verità le cartoline si trovano ancora, però da quando si possono inviare e condividere foto con l’iPhone diciamo che si comprano molto meno di frequente. Basta inviare una foto alla mamma su Whatsapp per farla contenta.

10. L’orologio

Cinturini di plastica, di pelle, d’acciaio: tutti via, niente più orologi al polso. Da quando lo smartphone regna è sufficiente controllare l’orario sul display. Ora è più che altro un accessorio per appassionati e cene eleganti. La stessa Apple ha costruito due iWatch, ma con risultati tutto sommato modesti rispetto ai suoi standard: le ultime stime, aggiornate all'inizio del 2017, parlano di 25 milioni smartwatch venduti. Con l'iWatch 3 l'ad Tim Cook tenta di portare alla riscossa il suo prodotto finora meno apprezzato (leggi qui le ultime indiscrezioni).

11. Il citofono

«Che fai, scendi?». Una volta quando si andava a prendere un amico si citofonava, nell’era degli smartphone che bisogno c'è? In fondo, basta un Whatsapp.

12. L’album delle foto

La nonna ci ha sempre mostrato con orgoglio l’album delle foto del suo matrimonio, delle vacanze, di quando è nato nostro padre (o nostra madre). Adesso ci sono le gallery sull’iPhone e gli album di Facebook.

13. I giornali di carta

Prima erano ovunque: al bar, nelle sale d’attesa del dentista, perfino nel nostro bagno. Ora in molti non sfogliano più i giornali, aggiornano il news feed del loro telefono. Nel 2007 si vendevano oltre 5 milioni di giornali al giorno, nel 2016 in media si sono vendute 2,7 milioni copie giornaliere. I social network e internet sono indicati come i responsabili di questo declino, ma la diffusione degli smartphone è stata la clava che ha dato il colpo di grazia.

14. Il tempo per se stessi

Smontare dal lavoro e staccare la spina: una volta era possibile. Da quando c’è l’iPhone, è molto più complicato. Potete essere al mare, in montagna, a casa: se il lavoro vi cerca, non potete più nascondervi. I colleghi vi invieranno Whatsapp, messaggi, e-mail, vi scriveranno su Facebook. Insomma, vi troveranno. Allo stesso modo, chiunque è mai stato incluso in uno di quei gruppi oceanici su Whatsapp, sa cosa vuol dire essere inondati di notifiche dal gruppo dei genitori dell’asilo, del calcetto, del fantacalcio, dei compagni di classe delle medie.

15. Le chiacchiere con gli sconosciuti

«Fa caldo oggi, non è vero?». Clima e meteorologia da quando esistono gli ascensori sono sempre stati gli argomenti di discussione per eccellenza. Un metodo formidabile per rompere il silenzio imbarazzante quando ci si trova in cabina con uno sconosciuto. L’iPhone ha spazzato via questa consuetudine: è sufficiente chinare il capo sullo schermo Lcd e fingere di leggere un articolo del New York Times per ostentare una cultura elevata. Lo stesso accade sul vagone dei treni, nelle sale d'attesa degli uffici, dal dottore, mentre si aspetta l'autobus, in metropolitana. Basta alzare la testa dal display per accorgersene.

16. Le richieste agli altri

«Scusi, potrebbe farmi una foto?», quante volte lo abbiamo chiesto a un passante mentre eravamo in in riva alla spiaggia. Ormai abbiamo i selfie e i bastoni per scattarli anche in condizioni al limite delle possibilità umane. Non fermiamo più nessuno in mezzo alla strada per chiedere di indicarci la strada per il locale che stiamo cercando. Siri e iMap sono i nostri interlocutori preferiti.

17. I freni inibitori

L’invenzione della telecamera frontale ha fatto da apripista all’avvento dei selfie. Una valvola di sfogo perfetta per narcisi e nutrimento vivo per chi ha un ego smisurato tra labbra "a culo di gallina" e respiri trattenuti per nascondere la pancia.

18. L’anonimato

Il pulsante “Home” dell’iPhone sa tutto di noi, perfino le nostre impronte digitali. Il Gps dello smartphone sa dove siamo. L’App di Google sa che cosa cerchiamo su internet e quali sono i nostri interessi. A dire il vero l’iPhone potrebbe conoscerci meglio di nostra madre.

19. Il modo di viaggiare

La diffusione degli smartphone ha cambiato il modo di viaggiare. Di pari passo con l’arrivo dell’iPhone e delle App, si sono diffusi i servizi di car sharing: basta sbloccare il telefono e vedere sulla mappa dove si trova la prima auto disponibile. Con un pochi tocchi di touch screen si possono comprare biglietti del treno, dell'autobus, dell'aereo. Uber ha rivoluzionato il sistema del trasporto privato con un'App che mette in comunicazione automobilisti e passeggeri (che nel 2016 hanno usufruito in media di 5,5 milioni di passaggi al giorno in tutto il mondo), mandando in crisi il mondo dei taxi.

20. Le guide

Finire in un ristorante da incubo poteva capitare, e molto spesso, specie se si visitava una città che non si conosceva. Ma da quando c’è l’iPhone si può consultare al volo TripAdvisor o simili e cercare di evitare in extremis - seppur non sempre con successo - l’incontro con uno spaghetto scotto o con una pizza dura come la suola di una scarpa. Ma non solo: manuali e opuscoli informativi per viaggi e musei prendono polvere sugli scaffali, al loro posto basta una piccola ricerca con il cellulare per trovare quello che si vuole sapere.

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