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2 Ottobre Ott 2017 1729 02 ottobre 2017

Google, apertura agli editori sulle news a pagamento

I giornali potranno decidere quante notizie far vedere gratis attraverso il motore di ricerca. E Facebook testa lo strumento Instant Article. È la mano tesa per risolvere la crisi delle testate giornalistiche.

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L’era delle news gratuite online illimitate potrebbe giungere presto al termine. La crisi dei giornali cartacei pare inesorabile e l’attuale modello di business delle principali testate online, che è basato sui soli introiti pubblicitari nella stragrande maggioranza dei casi, non riesce a controbilanciare le perdite da edicola. A questo si aggiunge il calo degli investimenti pubblicitari: una quota dell’advertising digitale sempre maggiore finisce a giganti del web come Google e Facebook (secondo eMarketer, i ricavi pubblicitari dell’advertising online del duopolio hanno raggiunto il 60% del mercato).

VERSO UNA MAGGIORE FLESSIBILITÀ. Sarà forse per questo che i due colossi stanno per mettere in pista un meccanismo per restituire qualcosa agli editori. L’azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin, infatti, vuole concedere più flessibilità agli editori nello scegliere se e quanti articoli dare gratuitamente ai lettori prima di limitare l'accesso ai soli utenti paganti. E l’iniziativa di Google arriva assieme a quella proposta da Facebook, che prevede la possibilità per le testate di proporre contenuti a pagamento attraverso il social network.

1. Flexible Sampling: dopo un tot di notizie scatta il "pedaggio"

Dopo mesi di esperimenti con il New York Times e il Financial Times, Google ha deciso di fare un passo indietro sul First Click Free, un modello che, per avere visibilità tra i risultati di ricerca online, richiedeva alle testate di mostrare tre articoli gratis al giorno prima di impedire la lettura agli internauti non abbonati. Il nuovo modello, chiamato Flexible Sampling, lascia invece agli editori la possibilità di stabilire dopo quante notizie far scattare il "paywall", cioè il pedaggio per accedere ad altre news.

2. Machine learning: intelligenza artificiale per identificare i nuovi abbonati

Google s’impegna, inoltre, a utilizzare l’intelligenza artificiale per aiutare gli editori a trovare potenziali lettori sul web e proporre loro l’offerta giusta e nel momento giusto. Si chiama machine learning, ovvero una tecnica di apprendimento automatico che studia il comportamento e le abitudini dei lettura dei potenziali clienti.

3. Su Google abbonamenti con un clic

A fianco dell’attività di Machine learning, l’azienda di Mountain View ha intenzione di facilitare la vita agli utenti che vorranno abbonarsi: riducendo l’intera procedura a un clic.

4. News a pagamento su Facebook: arriva Instant Article

L’azienda di Mark Zuckerberg consentirà agli editori di proporre contenuti a pagamento attraverso Instant Article, ovvero uno strumento capace di velocizzare la fruizione degli articoli rimanendo all’interno del social network. Il tool permetterà di creare contenuti interattivi: con video, tweet, foto e gallerie. Secondo le stime di Facebook, il servizio dovrebbe rendere agli editori un giro d’affari di 1 milione di dollari al giorno.

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