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4 Ottobre Ott 2017 2148 04 ottobre 2017

Medicina: ecco la prima colla che ripara cuore, arterie e polmoni

Si chiama MeTro ed è stata testata su ratti e maiali. Ricercatori pronti a sperimentarla sull'uomo.

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Ottenuta la prima colla elastica capace di riparare i tessuti che per la loro natura si muovono continuamente, come quelli di cuore, polmoni e arterie. Descritta sulla rivista Science Translational Medicine,è stata messa a punto dal gruppo guidato da Ali Khademhosseini e Nasim Annabi, delle università americane di Harvard e Northeastern. La colla si chiama MeTro, è stata testata sui ratti e maiali, e i ricercatori sono pronti a sperimentarla sull'uomo.

APPLICAZIONI POTENTI. «Le potenziali applicazioni sono potenti: dal trattamento di ferite interne gravi, all'uso in situazioni di emergenza, come incidenti automobilistici e zone di guerra», ha rilevato Anthony Weiss, dell'università di Sydney che ha contribuito alla ricerca. «Abbiamo mostrato che MeTro - ha aggiunto - risolve problemi impossibili per altri sigillanti disponibili e siamo pronti a testare la nostra colla sull'uomo».

NIENTE GRAFFETTE E FILI DI SUTURA. Per riparare organi e tessuti feriti, i chirurghi usano comunemente graffette di metallo e fili di sutura. Tuttavia, queste procedure possono essere un'autentica sfida per i tessuti che continuamente si contraggono e si rilassano, come quelli di polmone, cuore e arterie. Per ricucire questi tessuti esistono già colle compatibili con l'organismo, tuttavia non funzionano da sole e devono essere integrate con i sistemi di sutura tradizionali.

LA COLLA SI SOLIDIFICA A CONTATTO CON I TESSUTI. La colla elastica invece funziona da sola: è formata da una soluzione a base di acqua e di una molecola chiamata tropoelastina, che costituisce le unità di base dell'elastina, cioè la proteina che permette ai tessuti di tornare alla loro forma originaria dopo essere stati sottoposti a stiramento o contrazione. «La bellezza della colla MeTro - ha osservato Annabi - è che appena entra in contatto con i tessuti, si solidifica e diventa un gel che possiamo stabilizzare ulteriormente con un impulso di luce».

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