Pesticidi
7 Ottobre Ott 2017 1100 07 ottobre 2017

Perturbatori endocrini, perché sono pericolosi

Si tratta di sostanze chimiche che causano tumori, infertilità, problemi neurologici. Si trovano in pesticidi, vestiti, padelle, shampoo e non solo. L'Ue prova a regolarle dal 2009. Ma l'ultima proposta si è arenata.

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Una «eccezione che non doveva esserci» e che «non salvaguarda la salute dei cittadini». E ora è tutto da rifare. Il parlamento europeo ha bocciato la proposta della Commissione Ue sui distruttori endocrini, cioè quelle sostanze chimiche, per lo più di produzione industriale, che vanno a interferire con il nostro sistema ormonale, aumentando solitamente la produzione di estrogeni.

RISCHIO DI DISTURBI RIPRODUTTIVI. I distruttori possono provocare disturbi neurologici e psichici nei neonati, disturbi riproduttivi e infertilità, tumori alla prostata, al seno, alla tiroide. Quelli presenti nei pesticidi e negli insetticidi si accumulano nel suolo e nelle falde acquifere, entrando così nella catena alimentare. Ma se ne trovano anche nelle più comuni plastiche, nelle padelle, in prodotti di cosmetica come shampoo e creme solari, negli imballaggi e in alcune fibre tessili.

«TUTELATI INTERESSI INDUSTRIALI». L'europarlamento chiede alla Commissione di regolarli dal 2009, la proposta è stata avanzata solo nel 2016 e a luglio del 2017 i 28 Paesi Ue l'hanno approvata a maggioranza qualificata. Ma in quella proposta così tardiva c'è una deroga che per gli eurodeputati è risultata inaccettabile, perché è stata fatta, ha accusato l'autore della relazione Bas Eickhout dei verdi, «per gli interessi economici dei grandi gruppi industriali più che dei cittadini».

A fine dicembre 2016 in una bozza preliminare è comparsa un'esenzione per quei pesticidi o insetticidi che sono stati progettati proprio per funzionare come distruttori endocrini

La storia merita di essere raccontata dall'inizio. La proposta della Commissione è stata pensata come emendamento al regolamento sui prodotti fitosanitari - insomma pesticidi, erbicidi, insetticidi - anche se servirà come base per controllare anche gli altri settori di mercato. A fine dicembre 2016 in una bozza preliminare è comparsa un'esenzione per quei pesticidi o insetticidi che sono stati progettati proprio per funzionare come distruttori endocrini: per limitare l'espansione di una certa specie di piante o di insetti vanno a interferire con il loro sistema ormonale per impedire loro di riprodursi.

NEL 2009 NON PREVISTE ESENZIONI. Il regolamento del 2009 non prevedeva esenzioni: semplicemente spiegava che possono definirsi distruttori le sostanze che interferiscono con i sistemi degli organismi che non sono loro bersaglio e in ogni caso con l'uomo. La Commissione propone invece che questo tipo di distruttori dichiarati non vengano considerati distruttori. Punto.

«ABUSO UNILATERALE DEI POTERI». Per l'ufficio legislativo del parlamento l'esecutivo europeo ha fatto un passo di troppo: doveva solo stabilire i criteri tecnici e invece ha preso una decisione politica che spetta a Consiglio e parlamento. «Non possiamo accettare l'inversione dell'onere della prova. Questo è un abuso unilaterale dei poteri», ha commentato l'europarlamentare Notis Marias dei conservatori nel dibattito in Aula. Ma il principio legale cela un conflitto molto più aspro.

Il parlamento europeo.

La stessa deroga compariva infatti già nel 2013 in un articolo scientifico dal titolo "La ridefinizione dell’approccio sui distruttori endocrini da part dell'Ecetoc". L'Ecetoc (European center for ecotoxicology and toxicology of chemicals) è un think tank non profit che ha tra i suoi obiettivi «mettere insieme esperti dell’industria, degli organismi regolatori e accademici per sviluppare una comprensione concordata su come lo stato della scienza possa essere utilizzato per migliorare la valutazione dei rischi tossicologici».

COINVOLTI TRE BIG DEL SETTORE. In sostanza però si tratta di un centro legato a doppia mandata all’industria dei pesticidi a livello europeo. L’articolo, come ha rivelato per primo Le Monde, era firmato da un ricercatore dell’Ecetoc e da tre esperti di Basf, Bayer e Sygenta: i tre big, due tedeschi e uno svizzero, della produzione fitosanitaria europea.

I criteri sono stati approvati da 21 Stati membri su 28. Coloro che si sono opposti lo hanno fatto per tante ragioni, chi voleva regole più restrittive, chi meno

Il commissario alla Salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis

Le versioni su come quella deroga sia finita nella proposta della Commissione sono abbastanza concordanti. Secondo la Cefic (European Chemical industry council), cioè l’associazione delle imprese della chimica europee, a volerla sono state le autorità tedesche. Lo stesso ha spiegato il nuovo ministro francese dell’Ambiente Nicolas Hulot dopo che la Francia, per anni in lotta contro la proposta assieme a Danimarca e Svezia - la guerra ai distruttori endocrini era anche nel programma elettorale di Emmanuel Macron - a luglio ha inaspettatamente capitolato e dato il suo sì.

COMPROMESSO POLITICO RIFIUTATO. Al centro di un fuoco di critiche, a Strasburgo, il commissario alla Salute e alla sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis ha spiegato: «I criteri sono stati approvati da 21 Stati membri su 28. Coloro che si sono opposti lo hanno fatto per tante ragioni, chi voleva regole più restrittive, chi meno. Questa disposizione è stata chiesta da alcuni Paesi durante i negoziati ed è stata fondamentale per avere il sostegno necessario». Ma i deputati rifiutano il compromesso politico e criticano anche altri aspetti della proposta.

Emmanuel Macron e Angela Merkel.

ANSA

Tutti concordano sulla pericolosità dei distruttori endocrini, anche coloro come alcuni membri del Partito popolare europeo che vorrebbero vedere i criteri approvati in fretta. Alcuni distruttori come il Ddt sono stati vietati, ma i loro effetti si propagano ancora nell'ambiente. Basta guardare agli animali. Già nel 2000 uno studio sulla fauna, in particolare quella europea, con primo firmatario il capo del Laboratorio di immunobiologia dell'Istituto nazionale per la Salute pubblica e l'Ambiente olandesi, aveva trovato evidenze preoccupanti.

«PROBLEMA GLOBALE POTENZIALE». Specie di uccelli rapaci in diminuzione perché gli esemplari maschi avevano iniziato a ovulare, pesci "femminilizzati" vicino agli impianti di trattamento dell'acqua e nelle acque dolci e lungo le coste del Regno Unito. La conclusione già allora era che la perturbazione endocrina era «un problema globale potenziale». Nel 2013 l'Oms l'ha definita un rischio per la salute mondiale. Oggi sappiamo che se i distruttori vanno a interferire con le gonadi, le ghiandole che producono i gameti, possono causare tumori al seno e alla prostata, infertilità, criptorchidismo, cioè la mancata discesa dei testicoli.

POSSIBILE CAUSA DEL DIABIETE. Se vanno a interferire con la tiroide, possono portare a problemi nello sviluppo neurologico e pschichico dei neonati. Secondo gli ultimi studi, spiega Luca Chiovato responsabile del laboratorio di ricerca sui distruttori endocrini della clinica Maugeri di Pavia, c'è anche il sospetto che possano aumentare lo sviluppo del diabete, interferendo con la secrezione dell'insulina e che favoriscano l'obesità.

Solo nel 2013 sono state riscontrate 800 sostanze chimiche con funzioni di distruttori endocrini, e altre 800 sono sospettate di esserlo

L'europarlamentare dei liberali Friederique Ries

«Solo nel 2013», ha osservato l'europarlamentare dei liberali Friederique Ries, «sono state riscontrate 800 sostanze chimiche con funzioni di distruttori endocrini, e altre 800 sono sospettate di esserlo». L'Unione europea sarebbe comunque la prima area al mondo ad avere una regolamentazione ad hoc. Senonché la sua proposta è stata criticata anche dalle maggiori società endocrinologiche mondiali, cioè quella europea e quella americana, e anche la società degli endocrinologi pediatrici, cioè l’agenzia che si interessa della salute di coloro che sono a più rischio, i bambini.

DIPENDE DAL PERIODO DI ESPOSIZIONE. In una lettera inviata all'esecutivo Ue i 18mila scienziati hanno definito i criteri non scientificamente soddisfacenti, parlato di un'esenzione pericolosa e concluso: «Non saranno efficaci nel proteggere la salute pubblica e l’ambiente come richiesto dal Trattato dell’Unione europea». Gli endocrinologi ricordano che la pericolosità dei distruttori dipende più dalla durata dell'esposizione che dalla dose della sostanza e dall'effetto dell'esposizione multipla a più sostanze. Per queste ragioni vorrebbero che fosse applicato lo stesso sistema di classificazione utilizzato per le sostanze cangerone che prevede anche la categoria delle sostanze sospette.

LA SOCIALISTA DANESE NON CI STA. E infatti la socialista danese Christel Schaldemose ha rilanciato: «I criteri sono molto superiori di quelli necessari per riscontrare sostanze cancerogene. Anche il mio Paese, la Danimarca, non pensa che bisogna accettare questa proposta. Non credo si possano fare i compromessi quando si parla della salute dei cittadini».

È inammissibile che si sostenga che il ritardo dipenda da noi, è inaccettabile che ogni volta che decidiamo di opporci ci viene detto che non è il caso di farlo

L'eurodeputata socialista Miriam Dalli

Il commissario Andriukaitis ha ricordato che «gli scienziati non concordano sul punto». Per esempio l'Efsa, l'autorità per la sicurezza alimentare dell'Ue, nel 2013 aveva già dichiarato che i distruttori vanno trattati «come tutte le altre sostanze chimiche». Tuttavia la stessa Efsa nel 2015 aveva anche dato il via libera all'utilizzo del bisfenolo A, la sostanza alla base del policarbonato, plastica usata per i contenitori alimentari e fino al 2011 anche per i biberon dei bambini, sospettata di essere un distruttore.

SI RISCHIA DI NON AVERE ALCUNA LEGGE. La Danimarca lo ha vietato già dal 2010 e dall'anno successivo è proibito anche in tutta l'Ue. Nel giugno del 2017 la Echa, l'Agenzia europea per i prodotti chimici, lo ha effettivamente riconosciuto come distruttore endocrino. La precauzione in questo caso è servita. Resta da capire se ora l'Ue riuscirà a trovare un accordo o se come teme qualcuno si rischia di non avere alcuna legge.

«CI INTERESSA LA SALUTE DEGLI EUROPEI». In ogni caso gli eurodeputati rimangono fermi: «È inammissibile che si sostenga che il ritardo dipenda da noi», ha replicato la socialista Miriam Dalli, «è inaccettabile che ogni volta che decidiamo di opporci ci viene detto che non è il caso di farlo». Marias ha ricordato: «Nel 2015 i criteri non c'erano e ci siamo dovuti rivolgere alla Corte di giustizia, il signor commissario non deve essere complice di un sistema in cui decidono i lobbisti della chimica, se siamo qui e obiettiamo è perché ci interessa la salute dei cittadini europei».

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