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17 Ottobre Ott 2017 1645 17 ottobre 2017

5G, cos'è e come funziona la nuova connessione ultraveloce

Film scaricati in pochi secondi, auto intelligenti e domotica: sono solo alcune delle possibili applicazioni della rete mobile. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla "rivoluzione" alle porte.

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Nella manovra approvata il 16 ottobre 2017 il governo italiano ha inserito anche un’asta delle frequenze per il 5G, la nuova rete ultraveloce. L'offerta minima è molto alta, due miliardi e mezzo di euro, ma la posta in gioco lo è altrettanto. La rete 5G promette, infatti, di cambiare per sempre le modalità di comunicazione delle persone, delle persone con gli oggetti e, soprattutto, degli oggetti fra loro, dando corpo al cosiddetto Internet of things, l’internet delle cose. Ma, per citare Vittorio Gassman, a che ora è la rivoluzione? E che cosa dobbiamo aspettarci? Ecco tutto quello che c’è da sapere sul 5G.

Il furgone utilizzato da Samsung e Verizon per testare la stabilità della connessione 5G in movimento.

1. Il nome: la quinta generazione della connettività

Perché si chiama 5G? La risposta è semplice: perché è la quinta generazione di tecnologia progettata per la connessione mobile. In questo senso, il 5G dovrebbe rappresentare l’evoluzione del 4G che a sua volta aveva sostituito il 3G e così via.

TELEFONATE, SMS E POI... Tutto ha inizio negli Anni 80 con l’invenzione della rete 1G che permetteva semplicemente di telefonare anche al di fuori delle mura di casa. Nel 1991 è arrivato il 2G che, fra le altre cose, offriva la possibilità di inviare Sms. Dopo 10 anni, nel 2001, la rete 3G consentiva finalmente di scambiare una maggior quantità di dati, quindi di navigare su internet in mobilità e utilizzare le prime applicazioni per cellulare.

ORA FILM, MUSICA E GIOCHI. Con la rete 4G queste possibilità si sono enormemente ampliate e oggi con smartphone e tablet siamo in grado di vedere film, scaricare musica, giocare online… La rete 5G promette, però, di essere, più che un'evoluzione del 4G, una rivoluzione delle comunicazioni.

2. Le frequenze: onde millimetriche per migliorare la velocità di trasmissione

La base d’asta fissata dal governo è 2,5 miliardi (per il 4G era stata di 2,4), ma per quali frequenze si sfideranno gli operatori delle telecomunicazioni? La tecnologia 5G è progettata per sfruttare le onde millimetriche, onde radio di frequenza altissima, compresa fra i 30 e i 300 gigahertz. Per dare una dimensione, attualmente la rete 4G viaggia in Italia su una frequenza massima di 2.600 megahertz. Questo dovrebbe permettere alla rete 5G di evitare interferenze e ritardi di trasmissione, garantendo maggiore velocità e affidabilità nello scambio di dati.

BASTA TORRI, LARGO ALLA RETE DI CELLE. Cambieranno anche le infrastrutture: mentre il 4G si “appoggia” a un reticolato di lunghi cavi di fibra ottica avvolti su grandi torri radio – problematiche dal punto di vista ambientale e paesaggistico – la rete 5G sarà costituita da una fitta trama di celle e antenne disposte in modo tale che il segnale possa rimbalzare dall’una all’altra senza bisogno di ricorrere alla fibra ottica.

3. Le applicazioni: film scaricati in pochi secondi, auto intelligenti e domotica

Il 5G dovrebbe anzitutto consentire di trasmettere dati a una velocità da 100 a 1000 volte superiore a quella supportata dal 4G. Al massimo del suo funzionamento dovrebbe consentire di raggiungere una velocità di download di 100 megabyte per secondo: per scaricare un film di due ore, il 5G impiegherebbe solo 12 secondi. Anche ammettendo che la massima performance sia raggiungibile soltanto nei test, la nuova tecnologia di connettività consentirà un notevole risparmio di tempo e un’accelerazione vertiginosa delle operazioni che svolgiamo con smartphone e tablet.

FACEBOOK INTERESSATO ALLO SVILUPPO. La velocità, però, è forse la novità meno significativa: come ha sottolineato l’amministratore delegato di Wind, Tommaso Pompei, il 5G ha le potenzialità per spedire «in soffitta la suddivisione tra reti fisse e mobili». La nuova rete sarà infatti disponibile praticamente ovunque e con performance stabilmente migliori del wi-fi domestico. Per questa ragione il 5G dovrebbe permettere il funzionamento delle auto con pilota automatico e dare ulteriore impulso alla domotica, mettendo in rete gli elettrodomestici e dando corpo all’idea della smart home. Non a caso, fra gli investitori più interessati al suo sviluppo c’è Facebook che vede nella connessione ultraveloce un mezzo per implementare la realtà virtuale nel social network.

4. Le date: in Italia il 5G disponibile dal 2022

Quando si potranno “toccare” con mano le meraviglie promesse dal 5G? In Italia, non molto presto: secondo le stime, la rete potrebbe essere attiva e a disposizione di tutti non prima del 2022. Nella manovra il governo ha promesso di assegnare le frequenze all'asta entro il 30 settembre 2018. In cinque, fortunate, città, però, la sperimentazione è già cominciata: gli operatori mobili hanno scelto di rendere entro il 2021 Milano, Bari, Matera, Prato e L'Aquila le prime “Città 5G”.

CONGEGNI PER SFRUTTARLA AL MEGLIO. Conclusa la fase di test, la tecnologia verrà installata nel resto della penisola. La palla, nel frattempo, passa agli sviluppatori di smartphone, tablet, auto intelligenti e componenti elettronici in generale che hanno il compito di progettare congegni in grado di sfruttare al meglio le potenzialità della connessione ultraveloce.

Altrove, però, il 5G potrebbe diventare realtà con alcuni anni di anticipo rispetto all’Italia. La Corea del Sud - con cui l’Unione europea ha stretto un accordo per lo sviluppo congiunto del 5G - ha già annunciato di volerne mostrare pubblicamente le capacità in occasione delle Olimpiadi invernali del 2018, per poi consentire l’utilizzo commerciale entro il 2020.

LA VEDREMO AL MONDIALE 2018 IN RUSSIA? Ancora meglio pensano di poter fare la russa Megafon e la cinese Huawei che contano di rendere il 5G disponibile per il Mondiale di Russia 2018, mentre il governo giapponese ha annunciato di voler concludere lo sviluppo della nuova rete in tempo per i giochi olimpici di Tokyo 2020. E negli Stati Uniti le grandi ditte di telecomunicazioni hanno già da tempo iniziato le sperimentazioni in diverse città (fra le altre, Atlanta, Dallas, Denver, Houston, Miami, Sacramento, Seattle e Washington).

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