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6 Novembre Nov 2017 1700 06 novembre 2017

Lavoro, 10 competenze per trovare un’occupazione nel 2030

Più robot, meno posti? Per l’università di Oxford l’equazione non è valida per tutti i mestieri. Le imprese cercheranno persone dotate di certe qualità: prontezza di spirito, originalità, pensiero critico e non solo.

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I robot ci rubano il lavoro? Gli straordinari progressi nell’automazione dei processi industriale preoccupano analisti e politici: nell’impresa lo spazio per la componente umana della produzione sembra diventare ogni giorno più angusto. Per Andrew Haldane, economista capo della banca d’Inghilterra, nel giro di due decenni le macchine potrebbero prendere il posto di 15 milioni di britannici: in altre parole, entro il 2030 metà degli occupati inglesi rischia di rimanere a casa.

LAVORI CHE I ROBOT NON POSSONO FARE. Non è detto, però, che le previsioni più cupe siano destinate ad avverarsi. Secondo uno studio della fondazione inglese Nesta, realizzato in collaborazione con i "futurologi" dell’università di Oxford, esistono lavori che i robot non sono ancora in grado di svolgere (e, forse, non lo saranno mai). Con l’innovazione tecnologica, poi, dovrebbero nascere nuovi impieghi, come il designer di esperienze immersive – per sfruttare al meglio le potenzialità della realtà virtuale – o il manager dell’accoglienza, capace di combinare abilità commerciali e gestionali.

UN MESTIERE SU 5 A RISCHIO ESTINZIONE. Non tutti i lavoratori, però, possono dormire sonni tranquilli. L’automazione - sempre secondo la ricerca - minaccia il 21% dei settori d’occupazione esistenti: un quinto degli impieghi attualmente svolti da persone potrebbe entro il 2030 vedere protagonisti i robot. Si tratta, prevedibilmente, di lavori poco qualificati e/o a basso contenuto intellettuale: autisti, contabili e magazzinieri, per esempio. Ci sarebbero, però, anche professioni (l’8% di quelle esistenti) con buone prospettive di crescita, soprattutto nell’industria dei servizi turistici e alla persona. La ricerca, in conclusione, individua alcune abilità che probabilmente saranno molto richieste nel mercato del lavoro di domani. Ecco la classifica delle prime 10.

Robot-lavoratori assemblano e rifiniscono automobili in una fabbrica.

1. Capacità di valutazione e decisione

Secondo i ricercatori, la qualità più importante per un lavoratore del 2030 sarà la capacità di valutare costi e benefici di due o più alternative per scegliere quella più appropriata.

2. Prontezza di spirito

Molto apprezzata sarà anche la prontezza di spirito, ossia la capacità di partorire rapidamente idee per risolvere un problema. Non è necessario, avvertono i ricercatori, che le soluzioni proposte siano originali o che si rivelino poi corrette: l’importante è buttarsi e proporne.

3. Apprendimento attivo

In un mondo produttivo in costante evoluzione, è fondamentale comprendere, catalogare e mettere velocemente a frutto le informazioni. Perciò, nel 2030, secondo lo studio, l’active learning sarà indispensabile per analizzare e risolvere i problemi dell’impresa, assumendo le migliori decisioni.

4. Competenze strategiche

Per evitare di vedersi soffiare il lavoro dalle macchine, l’uomo dovrà farsi in futuro più robot. Sarà importante elaborare e mettere a punto strategie funzionali a velocizzare non solo il processo di apprendimento, ma anche quello di insegnamento delle competenze.

5. Originalità

Le macchine sono imbattibili nel risolvere immediatamente problemi noti. Ma (almeno per il momento) mancano di fantasia e le loro soluzioni sono ripetitive, contenute entro i limiti dell’immaginazione del loro programmatore. Per distinguersi, perciò, in futuro sarà centrale la capacità di pensare fuori dal coro robotico, proponendo idee creative e originali.

6. Analisi e valutazione dei sistemi

Se la fabbrica del futuro sarà popolata di macchine e dominata da algoritmi, è naturale che la capacità di analizzare le performance dei sistemi produttivi e di migliorarle sarà particolarmente apprezzata. Perciò, è importante tenersi aggiornati sulle innovazioni tecnologiche nel proprio settore di impiego.

7. Ragionamento deduttivo

Un’altra qualità fondamentale del lavoratore del futuro è una conoscenza ampia e generale dei principi del suo impiego combinata con la capacità di dedurre velocemente da questi concetti ampi risposte puntuali ai problemi di tutti i giorni.

8. Capacità di risolvere problemi complessi

Grazie all’intelligenza artificiale, le macchine sono già in grado di risolvere le piccole magagne quotidiane del ciclo produttivo – e lo saranno sempre di più. I robot, però, stentano ancora a trovare soluzioni per i problemi più complessi, soprattutto se coinvolgono anche componenti umane ed emotive. Un software potrebbe essere in grado di riorganizzare un’impresa nel modo più efficiente, ma solo secondo il punto di vista “artificiale” di una macchina. Non terrebbe, per esempio, conto del costo umano dei licenziamenti né delle conseguenze sulla produttività di un eventuale peggioramento del clima aziendale.

9. Controllo e monitoraggio

La capacità di controllo e monitoraggio delle performance proprie e altrui è fondamentale per le stesse ragioni. Un computer non è in grado di comprendere e valutare l’insieme di motivi che può essere alla base del peggioramento delle prestazioni di un lavoratore. Né, di conseguenza, ha l’intelligenza emotiva per adottare i correttivi più adeguati ed efficaci.

10. Pensiero critico

La macchina esegue le istruzioni che le sono state impartite: è estremamente affidabile, ma anche estremamente prevedibile. Non è in grado di accorgersi di eventuali errori nella sua programmazione né di controbattere agli ordini che le vengono dati. Al contrario, il lavoratore umano è dotato di pensiero critico: esercitandolo, può accorgersi dei punti di forza e di debolezza di una decisione e, se del caso, criticarla, suggerendo correzioni.

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