Minatori Droni
19 Novembre Nov 2017 1100 19 novembre 2017

Droni, l'ultima frontiera è usarli sottoterra nelle miniere

Le società, dall'Australia alla Russia, vogliono aumentare così le estrazioni. E rischiare meno vite. Anche se, al buio e senza Gps, c'è il pericolo danneggiamenti. E si "rubano" posti di lavoro. L'articolo su pagina99.

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A Jundee, nell’Australia Nord-occidentale, diverse decine di metri sotto terra, gli scienziati stanno sperimentando per conto dell’azienda Northern Star Resources una nuova tecnologia che promette di rivoluzionare l’estrazione mineraria: droni interamente automatici. Si tratta di vettori capaci di volare senza alcuna assistenza da remoto nelle parti delle miniere più rischiose per gli umani e di creare - grazie a un laser simile al Lidar (Laser imaging detection and ranging) in uso nelle auto senza pilota - mappe tridimensionali dei pozzi estremamente dettagliate che consentiranno di estrarre molto più oro. Si stima che la tecnologia permetterà di portare in superficie il 95% dei minerali presenti nei giacimenti.

PERICOLO DI CADUTA ROCCE. Ma la nuova tecnologia, avvertono gli esperti, non è esente da rischi. I droni volano al buio, in gallerie dove non possono usare sistemi di navigazione come il Gps, e sono esposti ai danneggiamenti legati alla caduta delle rocce, con la possibilità di veder andare in fumo in un attimo decine di migliaia di euro.

PERDITA DI POSTI DI LAVORO? L’esperimento nella miniera di Jundee rientra in un più ampio sforzo di automazione che l’industria mineraria globale sta portando avanti al fine di abbattere i costi e migliorare la sicurezza nelle miniere. L’altra faccia della medaglia è, ovviamente, la potenziale perdita di posti di lavoro, la maggiore voce di spesa per questo tipo di aziende.

Cronache di una vita futura

Sono le 06.15 e la sveglia inizia a squillare, ma con 15 minuti di anticipo. L'orologio è sempre interconnesso con Smart, il mio assistente virtuale, un software di intelligenza artificiale che gestisce autonomamente la mia agenda (e non solo) e da cui ha appreso che questa mattina devo prendere l'aereo.

Dal Sudafrica all’Australia, dal Canada alla Russia, scrivono il Wall Street Journal e il Financial Times, le compagnie stanno progressivamente adottando tecnologie - camion senza pilota, perforazione automatica, super-nastri trasportatori - in grado di aumentare la produttività e fare così fronte alla recente caduta dei prezzi e alla riduzione dei margini di profitto.

NASTRI TRASPORTATORI DI 200 METRI. Nella regione australiana di Pibara, la Bhp Billiton usa nastri trasportatori lunghi 200 metri per portare il ferro dalle gallerie direttamente sulle navi cargo dirette in Cina e Giappone e adesso progetta di impiegare la stessa tecnologia, ulteriormente potenziata, nella miniera di rame di Escondida, in Cile, e in quella di potassio di Jansen, in Canada.

Un'azienda a Escondida sta sperimentando sensori in grado rivelare se la roccia da scavare sia ancora profittevole oppure esaurita, con un aumento atteso della produzione di oltre il 10%

A Escondida l’azienda sta anche sperimentando sensori in grado rivelare se la roccia da scavare sia ancora profittevole oppure esaurita, con un aumento atteso della produzione di oltre il 10%. Nella miniera di carbone di Goonyella Riverside, in Australia, droni dotati di raggi infrarossi e zoom telescopico riescono a rilevare se le gallerie da far saltare sono sgombre da uomini e mezzi. Sempre a Piabara, Rio Tinto sta sperimentando treni automatici capaci di trasportare i minerali estratti dai pozzi al porto. Entrambe le compagnie iniziano a impiegare nelle gallerie robot-minatori e trivelle automatiche.

GIACIMENTI CHE TORNANO PROFITTEVOLI. In Paesi come la Russia l’automazione sta catapultando di colpo nel XXI secolo industrie rimaste all’epoca sovietica. È il caso delle miniere di carbone della Siberia. Qui l’uso di escavatori semiautomatici, big data e informazioni veicolate agli ingegneri in superficie dai sensori collocati sugli elmetti dei minatori sta portando la produzione a livelli record, facendo tornare profittevoli giacimenti che si consideravano ormai in via di disarmo.

Questo articolo è tratto dal nuovo numero di pagina99, "piccoli eserciti crescono", in edizione digitale dal 17 al 23 novembre 2017.

La copertina di questa settimana racconta gli equilibri militari globali nell'era Trump. Ma ha anche qualcos'altro di...

Geplaatst door Pagina99 op vrijdag 17 november 2017
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