Telescopio Hubble 150421171408
28 Novembre Nov 2017 1612 28 novembre 2017

Spazio, scoperte stelle che si muovono su un'orbita ovale

Si trovano nella galassia dello Scultore e distano 300 mila anni luce dalla Terra. Il loro strano movimento fornisce indizi sulla distribuzione della materia oscura, la cui densità aumenta verso il centro dell'universo.

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Stelle "aliene", le prime appartenenti a una galassia diversa dalla Via Lattea di cui sia stato osservato il movimento, hanno sorpreso gli astronomi al punto da mettere in crisi alcune delle principali teorie che descrivono il comportamento e la formazione delle galassie. Le stelle, situate nella galassia dello Scultore e distanti 300 mila anni luce dalla Terra, hanno infatti un'orbita ovale e non circolare, come invece ci si aspetterebbe (leggi anche: Identikit del corpo extrasolare: è Oumuamua, un asteroide interstellare).

STUDIO COORDINATO DALL'ASTRONOMO MASSARI. Pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, lo studio che contiene la scoperta si deve al gruppo coordinato dall'astronomo italiano Davide Massari, che lavora per l'università di Groningen nei Paesi Bassi. Le stelle 'capricciose' sono 15 e sono state osservate sia con il telescopio spaziale Hubble, sia con il satellite europeo Gaia.

DIREZIONE INASPETTATA. «Abbiamo visto che queste stelle hanno una preferenza inaspettata per una certa direzione», ha spiegato Massari, «cioè tendono a muoversi su un'orbita molto ellittica». Per gli astonomi è stata una sorpresa, «perché ci aspettavamo che l'orbita fosse più circolare».

INDIZI SULLA DISTRIBUZIONE DELLA MATERIA OSCURA. Il movimento inaspettato di queste stelle fornisce anche indizi sulla distribuzione della materia oscura, ossia la materia misteriosa e invisibile che occupa oltre il 25% dell'universo. Indica che la sua densità aumenta verso il centro invece di diminuire, come ci si aspetterebbe.

TEORIE TRADIZIONALI MESSE IN CRISI. Tutto questo, conclude Massari, «mette in crisi le teorie semplici che descrivono il comportamento delle stelle nelle galassie, ma non quelle più complesse, come il Modello Standard della cosmologia».

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