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5 Dicembre Dic 2017 1759 05 dicembre 2017

YouTube, contenuti sicuri: entro il 2018 team di 10 mila persone

Stretta della piattaforma sull'incitamento all'odio, la diffussione di contenuti estremistici, i commenti a sfondo pedopornografico e i filmati considerati inappropriati dagli investitori pubblicitari.

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Stretta di YouTube sull'incitamento all'odio, la diffussione di contenuti estremistici, i commenti a sfondo pedopornografico e i filmati considerati inappropriati dagli investitori pubblicitari. La piattaforma, che negli ultimi mesi ha dovuto fronteggiare diverse polemiche, ha deciso di ingrandire il suo team di controllo che entro il 2018 sarà composto da oltre 10 mila persone. Si tratta dell'ultima di una serie di iniziative intraprese a partire dal 2016, per riuscire nell'ardua impresa di filtrare una mole impressionante di dati, circa 400 ore di nuovi video al minuto (leggi anche: Messenger Kids, come funziona l'app di Facebook).

REVISORI UMANI ESSENZIALI. La strada è la stessa già tentata da Facebook. «I revisori umani rimangono essenziali sia per rimuovere i contenuti, sia per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale. Il giudizio umano è fondamentale per prendere decisioni che tengano conto del contesto di ciascun contenuto», ha spiegato Susan Wojcicki, Ceo di YouTube, aggiungendo che da giugno sono stati rivisti manualmente «circa due milioni di video con contenuti violenti». Un'operazione che ha contribuito a migliorare l'abilità delle macchine, tarate per identificare video simili in futuro.

IL 70% DEI VIDEO VIOLENTI RIMOSSI ENTRO OTTO ORE. YouTube, infatti, oltre al controllo umano si affida anche a sistemi di intelligenza artificiale che «consentono di rimuovere circa il 70% dei video violenti entro otto ore dal caricamento». La piattaforma sta inoltre rafforzando la collaborazione con organizzazioni che in tutto il mondo si occupano della sicurezza dei bambini, «per segnalare comportamenti e account di predatori sessuali».

IL NODO DELLA PUBBLICITÀ. Altro tema sensibile, tanto per Google quanto per YouTube, è quello della pubblicità, la fetta più consistente dei suoi guadagni. Nei mesi scorsi l'azienda ha bruciato quasi 23 miliardi di dollari per alcuni spot di grandi aziende finiti in video dai contenuti violenti o di propaganda terroristica. «Prevediamo criteri più stringenti e maggiori controlli manuali. Rafforzeremo il nostro team di revisori della pubblicità, per essere sicuri che gli annunci compaiano solo dove previsto», ha promesso Wojcicki.

MODELLO FACEBOOK. La strada intrapresa, come detto sopra, è simile a quella già percorsa da Facebook: dopo l'ennesimo video choc circolato sulla piattaforma, Mark Zuckerberg decise di non affidarsi solo agli algoritmi, ma di rafforzare il team di controllo, aggiungendo 3 mila revisori ai 4.500 già esistenti. Una sfida non da poco, per una piattaforma che conta 2 miliardi di utenti.

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