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13 Dicembre Dic 2017 1400 13 dicembre 2017

Stelle cadenti a dicembre: quando e come vederle

Il 13 e 14 dicembre il cielo sarà attraversato dallo sciame meteorico delle Geminidi. Ecco di cosa si tratta, i consigli dell'astronomo Masi per osservarlo e le prossime "sorprese".

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Dicembre, tempo di comete. Quelle del 2017 non condurranno forse a nessuna capanna ma, per Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project, daranno comunque vita alla «pioggia di stelle cadenti più bella dell’anno». Parola di astrofisico. Ecco allora cosa fare per non perdersi lo spettacolo.

1. Le date: occhi puntati al cielo nella notte tra il 13 e il 14 dicembre

A poche settimane dalla "Super Luna", la volta celeste tornerà a dare spettacolo il 13 e il 14 dicembre, quando sarà attraversata dallo sciame meteorico delle Geminidi. In quelle 48 ore il fenomeno raggiungerà infatti il suo massimo e sarà possibile osservare, a occhio nudo, anche centinaia di stelle cadenti. Questo grazie all'assenza del nostro satellite (è in fase di Luna nuova), il che renderà il cielo più scuro e, per contrasto, i bagliori delle comete più evidenti. Del resto quest'anno, proprio l'ingombrante presenza della Luna piena aveva rovinato lo spettacolo delle “Lacrime di san Lorenzo”. Ma il 2017 offrirà comunque un'ultima occasione per volgere lo sguardo al cielo e rimanere deliziati dalla natura.

2. I consigli: meglio osservare nella seconda parte della notte e da luoghi bui

Il nome dello meteore, Geminidi, deriva dalla posizione occupata nel cielo dal radiante, ossia il punto dal quale prospetticamente le scie sembrano scaturire: la costellazione zodiacale dei Gemelli. Le meteore appaiono però in tutto il cielo, quindi non bisogna essere degli astronomi per riuscire a individuarle. Mediamente, sono visibili più di un centinaio di meteore l’ora, un numero che le rende uno dei più spettacolari sciami dell’anno. «Converrà osservare nella seconda parte della notte, quando la posizione del radiante sarà alta nel cielo», suggerisce astr. «Le meteore appartenenti allo sciame delle Geminidi sono spesso brillanti e colorate. È preferibile condurre le osservazioni da luoghi bui, riparati dalle luci cittadine».

3. Il fenomeno: una nube di polveri seminata da un corpo celeste

Ma cos'è che da origine a questo fenomeno tanto emozionante? «Una pioggia di meteore», spiega a Lettera43.it Masi, «si verifica quando la Terra passa in prossimità dell’incrocio tra la sua orbita e quella del corpo progenitore dello sciame, ‘tuffandosi’ così nella nube di polveri seminata da quest’ultimo lungo il proprio percorso attorno al Sole». Insomma, il nome "stella cadente" è in realtà ingannevole: la spiegazione scientifica – e meno poetica – mette in luce un aspetto meno conosciuto dato che a cadere è in realtà il pulviscolo che segue la scia di un oggetto celeste molto più grande. «Gli sciami di meteore che conosciamo» precisa infatti Masi, «sono solitamente collegati a una cometa: fu l’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli a stabilire, nel XIX secolo, tale connessione». In realtà, le Geminidi hanno un altro genitore: non una cometa ma un asteroide, e pure di quelli "cattivi", sulla falsariga del corpo celeste che potrebbe avere causato l'estinzione dei dinosauri. È il “3200 Phaethon”, o Fetonte. Il nome stesso non è di buon auspicio: secondo il mito, infatti, Fetonte, figlio del dio ellenico Apollo, convinse il padre di lasciargli guidare il carro del Sole ma, a causa della sua giovane età, perse il controllo bruciando prima il cielo stesso (e in quel momento si creò la Via Lattea), poi la Libia, rendendola un deserto inospitale. «Quando nel 1983 venne scoperto l’asteroide 3200 Phaethon, ci siamo resi conto che la sua orbita si accordava con quella delle meteore Geminidi», spiega Masi.

4. L'asteroide Fetonte: "potenzialmente pericoloso", ma non sulla rotta della Terra

Per il momento, comunque, possiamo tirare un sospiro di sollievo: anche se l'asteroide è descritto come "potenzialmente pericoloso", sembra che Fetonte mantenga ben salda la propria rotta e non sia destinato a seminare altro panico in cielo. L'ultima volta, ai tempi degli antichi Greci, l'umanità fu salvata dall'intervento di Giove, oggi invece ci bastano le rassicurazioni degli scienziati per guardare lo spettacolo senza timori: «Phaethon ha un diametro di 5.1 km ed è un cosiddetto "asteroide potenzialmente pericoloso" in quanto è più grande di 100/150 metri e la sua orbita si avvicina entro 7.5 milioni di km a quella della Terra: in quella categoria, è il quinto oggetto in ordine di dimensione. Tuttavia», tranquillizza Masi, «il passaggio in corso non pone la benché minima minaccia per il nostro pianeta».

5. L'ultima sorpresa astrale: anche Fetonte farà capolino

Chi avrà la forza di volontà di allontanarsi dalla città in piena notte per volgere lo sguardo al cielo sarà ripagato dalla possibilità di osservare lo stesso Fetonte, l'asteroide padre dello sciame, farà capolino sulle nostre teste. Il corpo celeste raggiungerà la minima distanza dalla Terra il 16 dicembre, transitando alla distanza di circa 10.3 milioni di km. Non si era mai avvicinato tanto, almeno da quando è stato scoperto, nel 1983. «Phaethon sarà osservabile già con un binocolo di medie dimensioni, dunque si tratta un evento che saprà attirare la curiosità degli appassionati del cielo». Un'ottima alternativa può essere osservare il fenomeno dal proprio computer o dal cellulare affidandosi al Virtual Telescope Project che seguirà in diretta streaming l'evento celeste. Per le Geminidi sarà sufficiente collegarsi al sito il 13 dicembre alle ore 23 mentre per osservare Fetonte l'appuntamento è per la sera del 16 alle 21. Forse mediato da uno schermo non sarà uno spettacolo ugualmente romantico, ma sempre meglio che rischiare l'influenza.

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