Nebbia Deserto
8 Gennaio Gen 2018 1531 08 gennaio 2018

Acqua di nebbia, come funziona la rete progettata in Cile

I ricercatori dell'Università Adolfo Ibanez, ispirandosi a una pianta che cresce nel deserto di Atacama, hanno messo a punto una tecnologia in grado di catturare l'acqua dall'umidità in modo efficiente. Il prototipo è già stato testato.

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C'è chi vuole usarla per una linea di cosmetici, chi per produrre birra e chi come fonte idrica per le comunità che vivono nelle aree più aride del pianeta. È l'acqua di nebbia e arriva dal Cile, l'hanno messa a punto i ricercatori dell'Università Adolfo Ibanez, di Viña del Mar (leggi anche: Acqua in calo: perché la siccità è un'emergenza planetaria).

LA NUOVA RETE SI ISPIRA A UNA PIANTA. I ricercatori dell'università Adolfo Ibanez hanno messo a punto una tecnologia in grado di ricavare acqua dall'umidità, catturandola goccia a goccia attraverso le maglie di una rete progettata sul modello di una pianta che cresce nel deserto cileno di Atacama.

I PRIMI ESPERIMENTI NEGLI ANNI 60. «È dagli Anni 60 che si è capito il potenziale della nebbia come possibile fonte d'acqua», ha spiegato il ricercatore Juan de Rios, dell'Università Cattolica di Santiago. In Cile ci sono stati diversi progetti, soprattutto nella zona Nord del Paese, quella più arida, ma «tutti sono finiti dopo poco tempo perché fatti in comunità povere, che non hanno fatto manutenzione». Inoltre, ha aggiunto de Rios, «sono mancate le imprese disposte a investire». Perciò allo stato attuale l'acqua di nebbia «è piuttosto cara da produrre, perché servono grandi superfici per catturare pochi litri d'acqua, che però una volta raccolta è già buona da bere, senza bisogno di trattamenti».

LE INNOVAZIONI DEI RICERCATORI CILENI. Per cercare di migliorare la resa delle maglie e renderle più appetibili sul mercato, i ricercatori dell'Università Adolfo Ibanez guidati da Jacques Dumais hanno quindi studiato una pianta che cresce nel deserto di Atacama, la Tillandia landebeckii. «È una pianta senza radici, che riesce a crescere dove nemmeno ci sono i cactus e la cui fonte d'acqua è appunto la nebbia», ha spiegato Dumais. Studiandola, i ricercatori hanno capito quali sono le caratteristiche che le consentono di catturare l'acqua in modo efficiente: ha rami molto fini, è tridimensionale, assorbe e immagazzina l'acqua senza perderla grazie a una sorta di pellicola che la avvolge.

RESA MIGLIORATA DI 65 LITRI. «Con il nostro prototipo di 1 metro quadrato», ha raccontato Dumais, «siamo riusciti a migliorare il rendimento della rete, raccogliendo in due settimane 85 litri contro i 20 che si raccolgono con le maglie in uso». Il prossimo passo? Trovare imprese che vogliano investire sul prototipo, per realizzare studi su scala maggiore.

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