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9 Gennaio Gen 2018 1600 09 gennaio 2018

Le novità del 2018 per chi viaggia in aereo (e non solo)

A luglio entra in vigore la nuova direttiva europea. Che rafforza i diritti del consumatore. E mette un argine a rincari e sovraccosti. Ecco cosa cambia. E come muoversi in caso di disagi.

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Se il 2017, tra voli cancellati e overbooking, ha rappresentato una vera e propria Odissea negli aeroporti per migliaia di viaggiatori, il 2018 sembra aprirsi nel migliore dei modi per i consumatori. L'Unione europea ha infatti varato un pacchetto di norme che renderà la vità un po' più facile agli utenti che incappano in qualche disservizio esterno. I provvedimenti voluti da Bruxelles entreranno in vigore nel corso dei prossimi mesi, perciò attenti al calendario.

1. Le tempistiche: direttiva in vigore dal primo luglio

Formalmente, la direttiva Ue 2015/2302 è stata adottata da tutti i Paesi membri lo scorso primo gennaio. Questo però non vuole dire che in Italia sia già in vigore. Anzi, essendo capitata nel pieno scioglimento delle Camere, non ha potuto contare su di un recepimento immediato. Quindi occorrerà rispettare il calendario imposto da Bruxelles: entro il 21 febbraio 2018 (cioè entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge di delegazione europea pubblicata il 6.11.2017 ed entrata in vigore il 21.11.2017) il nostro governo dovrà adottare il decreto legislativo di recepimento, quindi, l'entrata in vigore delle nuove tutele si avrà solo dal primo luglio 2018. Fino ad allora si continuerà a fare riferimento alla vecchia direttiva 90/314/CEE. Sembra un puntiglio da avvocati, invece la data di entrata in vigore della nuova disciplina è fondamentale per sapere da che giorno sarà possibile fare valere, in giudizio, i nuovi diritti.

2. Le novità: più diritti e stop ai rincari improvvisi

Tra le novità più importanti per il consumatore, il diritto a essere informato, prima della conclusione del contratto, sui suoi obblighi e sulle sue facoltà; la possibilità di trasferire il viaggio entro 7 giorni dalla data di partenza a un’altra persona; il diritto di risolvere il contratto senza incorrere in penali e col rimborso integrale nel caso di circostanze straordinarie (che, attenzione, dovranno riguardare il Paese di destinazione o uno Stato limitrofo, come lo scoppio di una guerra o un attentato terroristico) e di ottenere il rimborso della somma versata in caso di aumento del prezzo superiore all’8%. Stop ai rincari improvvisi: le nuove norme dispongono che il prezzo del viaggio non potrà essere modificato a meno di 20 giorni dalla partenza. Inoltre, nel caso in cui uno degli elementi essenziali del pacchetto, venga cambiato senza mutuo consenso tra le parti, il consumatore avrà la possibilità di annullare il contratto e chiedere il rimborso. Sull'altro fronte, invece, il tour operator potrà tutelare i propri interessi annullando il soggiorno nel caso in cui non venga raggiunto un numero sufficiente di aderenti. Questa novella non si applica però a viaggi sotto le 24 ore e a quelli di lavoro.

NIENTE PIÙ SOVRACCOSTI INGIUSTIFICATI. Un'altra norma comunitaria dalla portata più ampia ma che soccorre anche chi viaggia è quella contenuta nella direttiva dell'Unione europea sui servizi di pagamento nel mercato interno (cosiddetta PSD 2 DC3 Payment Services Directive) che adegua la normativa nazionale al regolamento Ue relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni con carta di pagamento. In questo caso, la novità maggiore riguarda il fatto che le compagnie aeree non potranno più chiedere (come fanno tuttora) al termine dell’acquisto del biglietto un ulteriore costo se si sceglie come metodo di pagamento la carta di credito.

3. In viaggio con Netflix e Spotify: via le restrizioni negli altri Paesi

Dalla prossima primavera saranno finalmente rimosse le restrizioni all’utilizzo di prodotti e servizi online come musica, giochi, film, sport e intrattenimento, acquistati da cittadini di uno Stato membro che si trovino temporaneamente in un altro Paese comunitario, per lavoro, studio o vacanza. Chi viaggia sa bene che non è sempre possibile accedere al proprio abbonamento Netflix, iTunes o Spotify da un Paese estero per motivi riguardanti i diritti d'autore e ciò costringe talvolta a usufruire di servizi in ligua diversa dalla propria. Tra pochi mesi, dopo un accidentato percorso legislativo, non dovrebbe essere più così.

4. Il danno da "vacanza rovinata": cos'è e come rivalersi

In attesa dell'entrata in vigore delle nuove norme comunitarie, Lettera43.it ha rivolto all'avvocato Andrea Brunelli del Foro di Genova alcune domande sui diritti dei viaggiatori che si affidano a tour operator e a compagnie aeree. Quanto al danno "da vacanza rovinata", «la definizione è contenuta nel Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011, art. 47): è il danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irriperibilità dell’occasione perduta, purchè la lesione sia "di non scarsa importanza"», spiega l'avvocato Brunelli. «In sintesi risarcisce l’occasione di relax e svago perduta a causa dell’inadempimento del tour operator o di un altro soggetto che non rispetta quanto promesso e quanto si era obbligato di realizzare/offrire». Potrà richiederlo davanti al giudice civile il «turista alloggiato in una struttura alberghiera ben inferiore rispetto a quella prenotata, con caratteristiche di minor pregio e mancanza di servizi rispetto a quanto offerto e promesso».

5. Guida alle cancellazioni: i consigli dell'avvocato

Il 2017 sarà senz'altro ricordato come l'annus horribilis delle compagnie low cost. Anche in questo caso, la normativa comunitaria offre differenti tutele ai consumatori, come illustra l'avvocato Brunelli: «Secondo il Reg. UE 261/2004, il viaggiatore ha diritto al risarcimento (oltre al rimborso del prezzo) quando il volo viene cancellato entro le due settimane dalla data di partenza, senza che sia offerto un volo alternativo che decolla e/o atterra con un margine di due ore rispetto all’orario previsto inizialmente». Attenzione, però, perché come precisa il legale «il vettore non è obbligato a corrispondere al risarcimento se dimostra che la cancellazione del volo è imputabile a circostanze eccezionali inevitabili anche se fossero state adottate le contromisure del caso».

LE TABELLE DI RIFERIMENTO. Infine, per quanto riguarda il ristoro, si fa riferimento a particolari tabelle: «L’indennizzo viene calcolato in base alla lunghezza del viaggio: 250 euro se inferiore a 1.500 km, 400 se compreso fra i 1.500 e i 3.500 chilometri, 600 per percorsi superiori ai 3.500 km». Per quanto riguarda, infine, la trafila necessaria per fare valere i propri diritti, non esiste ancora una via automatica diversa dal ricorso alla giustizia civile. L'avvocato Brunelli, infatti, ammette: «Se la compagnia è corretta e non vi sono contestazioni dovrebbe corrispondere l’importo in contanti o mediante bonifico, a meno che il passeggero non accetti buoni viaggio. Altrimenti è necessario adire il Giudice di Pace del luogo di residenza del viaggiatore in base alla regola del "foro del consumatore"».

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