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25 Gennaio Gen 2018 1830 25 gennaio 2018

Facebook, via ai test per individuare le testate affidabili

Due domande sottoposte agli utenti americani come ennesimo tentativo per arginare le fake news. Ancora ignoto se il questionario verrà esteso all'Europa.

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«Conosci questo sito?», «Quanto ti fidi?». Sono le due semplici domande che Facebook proporrà ai suoi utenti statunitensi con l'obiettivo di decidere quali siano le testate online ritenute più affidabili. L'iniziativa, annunciata la scorsa settimana come ennesimo tentativo per arginare le fake news, ha fatto discutere perché rischia di avere ulteriori conseguenze sul modo in cui i due miliardi di utenti s'informano attraverso la piattaforma e di penalizzare alcune testate per motivi diversi dalla loro affidabilità.

QUESTIONARIO ELABORATO INTERNAMENTE. «Ma non sarà l'unico elemento di valutazione, è un ulteriore sforzo per combattere l'incontenibile fenomeno delle notizie false», spiega Vincenzo Cosenza, esperto di social media. Il contenuto del test al via negli Stati Uniti è stato reso noto dal sito americano BuzzFeed, Facebook ha confermato le due domande e spiegato che il questionario è stato elaborato internamente. Al momento non è noto se il test si estenderà fuori dagli Usa e come esattamente influirà su quello che vediamo in bacheca.

«PRIORITÀ ALLE TESTATE AFFIDABILI». «Questo aggiornamento cambierà il modo in cui vedrete le notizie, sposterà l'ago della bilancia verso le fonti ritenute affidabili dalla community», ha spiegato la scorsa settimana Mark Zuckerberg. «L'anno scorso abbiamo lavorato per ridurre fake news e clickbait, quest'anno sarà data priorità alle notizie delle testate che la comunità considera affidabili, a quelle che le persone considerano fonte di informazioni, alle notizie locali», ha aggiunto Adam Mosseri, capo delle News.

LE ACCUSE DURANTE LE PRESIDENZIALI. La novità del questionario sull'affidabilità dei siti, arrivata a pochi giorni dall'annuncio che Facebook darà più risalto alle notizie di amici e parenti, è un ulteriore tentativo di arginare il fenomeno dilagante delle notizie false che durante le presidenziali americane ha fatto salire sul banco degli imputati Facebook, ma anche Twitter e Google. Ancora ieri sul suo blog, la compagnia di Zuckerberg ha fatto un lungo 'mea culpa' ammettendo di non aver saputo cogliere in tempo quello che stava succedendo durante l'ultima tornata elettorale con le influenze della propaganda russa online. «Ora siamo al lavoro per neutralizzare rischi come questi», ha scritto Samidh Chakrabarti, Facebook Product Manager. «Non penso che il giudizio sull'affidabilità di una testata verrà delegato solo agli utenti e solo a due domandine semplicistiche» - osserva Vincenzo Cosenza, autore del blog Vincos - «mi sembra più una prova per capire se è la strada giusta oppure no, un ulteriore sforzo che il social network sta facendo per risolvere una questione complessa come le fake news. Credo che il test non sarà un marchio perenne ma un altro segnale di affidabilità di una fonte. Mi sembra che il punto di svolta rispetto al passato sia anche far capire agli utenti che devono essere più consapevoli, quello che vedono sulla loro bacheca è determinato da un algoritmo alimentato da quello che loro vogliono».

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