Drone Intelligenza Artificiale
FUTURA
29 Gennaio Gen 2018 1649 29 gennaio 2018

Gara di droni, l'Intelligenza artificiale mette la freccia sull'uomo

In una competizione della Nasa il pilota umano ha primeggiato su quello automatico. Ma il software sa rielaborare un enorme flusso di dati. E non si stanca. Il futuro è dalla sua parte. Uber prende appunti...

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Il drone pilotato dall'uomo ha completato un percorso a zig zag e denso di ostacoli più velocemente (in media oltre due secondi in meno) rispetto al drone pilotato automaticamente dall’intelligenza artificiale.

SPONSONSORIZZAZIONE DI GOOGLE. È il risultato di una recente competizione organizzata dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, e sponsorizzata da Google, che evidenzia lo stato dell’arte circa le capacità di un software di gareggiare in volo contro un titolato pilota (umano) di droni.

IL VERDETTO FUTURO PARE SEGNATO. Il puro risultato cronometrico pare condannare (per ora) le performance dell’intelligenza artificiale, ma il verdetto di una competizione futura potrebbe essere completamente diverso.

  • Il video della competizione.

Già allo stato attuale, infatti, il software è in grado di acquisire, aggregare e rielaborare con rapidità molti segnali e affrontare un tortuoso percorso a ostacoli alla velocità di 50 chilometri all’ora. Telecamere posizionate sul drone, dispositivi di controllo che governano accelerazione e rotazione, Gps, mappe geografiche… sono solo alcuni dei sensori che generano l’enorme flusso di dati che il software deve analizzare in tempo reale per calcolare le migliori traiettorie di volo.

«È STATA LA PROVA PIÙ FATICOSA». Forse anche questo primo test sarebbe potuto terminare diversamente, visto che il vincitore ha dichiarato: «È stata sicuramente la prova più faticosa che abbia mai affrontato… Uno dei miei difetti come pilota è che mi stanco facilmente. E quando sono mentalmente stanco comincio a fare errori, anche se conosco perfettamente il percorso». E, a differenza di un pilota umano, il software non si stanca mai.

COLLABORAZIONE ANCHE CON UBER. A prescindere dalla prestazione tecnologica e dai futuri impieghi militari e civili, la vicenda fa emergere un altro aspetto molto importante. La Nasa, dopo aver collaborato con Google, ha annunciato la volontà di collaborare anche con Uber per far crescere questa tecnologia. Un’ottima dimostrazione di come deve funzionare la sinergia tra pubblico e privato. Un esempio che l’Europa dovrebbe seguire presto.

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