Fiume Lambro
30 Gennaio Gen 2018 1605 30 gennaio 2018

Acque di Milano, scaricati ogni giorno 400 grammi di droga

I risultati della ricerca dell'Istituto Mario Negri, che ha analizzato per cinque anni l'inquinamento derivante da farmaci, stupefacenti, disinfettanti e prodotti chimici per la cura della persona.

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Ogni giorno Milano scarica nei fiumi circa 6,5 kg di farmaci, 1,3 kg di disinfettanti e di sostanze chimiche per la cura della persona, 600 grammi di sostanze plastificanti, 400 grammi di stupefacenti e 200 grammi di sostanze perfluorurate. Oltre a circa 13 kg di nicotina e caffeina.

RICERCA DURATA CINQUE ANNI. I dati arrivano da uno studio dell'Istituto Mario Negri, realizzato in collaborazione con il Servizio idrico di MM e finanziato dalla Fondazione Cariplo. I ricercatori hanno valutato per 5 anni l'inquinamento nel sistema acquifero metropolitano. Sono state quindi analizzate, per verificare la presenza di circa 80 sostanze differenti, le acque dei fiumi Olona, Seveso e Lambro. Ma anche quelle della rete fognaria cittadina e quelle di falda, da cui si estrae l'acqua potabile che arriva nelle case.

DEPURATORI EFFICACI SOLO PARZIALMENTE. «Parte del carico di inquinanti», spiega Sara Castiglioni, responsabile dell'Unità Biomarkers Ambientali al Mario Negri, «deriva dai depuratori che ricevono le acque fognarie prodotte dalla città. I depuratori contribuiscono a ripulirle prima del loro scarico nell'ambiente, ma solo parzialmente». Soprattutto i farmaci, le droghe e i prodotti chimici per la cura della persona, infatti, «permangono nelle acque trattate e sono riversati in canali e fiumi con ripercussioni sugli ecosistemi. A ciò si aggiungono anche altre fonti di inquinamento, tra cui gli scarichi diretti delle attività zootecniche e industriali».

CONTAMINATE ANCHE LE FALDE SUPERFICIALI. Secondo Ettore Zuccato, responsabile del laboratorio di Tossicologia della nutrizione al Mario Negri, la contaminazione dei fiumi «impatta sull'ambiente ma anche sull'uomo, dato che l'inquinamento dei fiumi è correlato a quello delle falde acquifere». Fortunatamente, almeno per il momento, «il trasporto di inquinanti sembra riguardare più la falda superficiale e meno la profonda, da cui si ottiene l'acqua per il consumo umano. Quindi ad oggi la qualità dell'acqua può definirsi buona».

DUE INTERVENTI POSSIBILI. Che fare quindi per evitare che la situazione degeneri? Due gli interventi possibili, indicati dai ricercatori: migliorare la capacità di rimozione dei depuratori e controllare gli scarichi diretti, ma anche sensibilizzare i consumatori e gli abitanti della città ad avere più cura e rispetto per l'ambiente, con particolare riferimento allo smaltimento dei farmaci e di altri prodotti chimici potenzialmente dannosi.

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