I 400 colpi

Zuckerberg Facebook Fake News
5 Febbraio Feb 2018 0945 05 febbraio 2018

Caro Facebook: siamo lettori, non entomologi

Zuckerberg pubblica un decalogo per difendersi dalle fake news. Invitando gli utenti a vivisezionare origine, titolazione, date e impaginazione degli articoli. Ma i tribunali del Vero portano all'informazione di regime.

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Facebook ha deciso di aderire alla campagna contro la disinformazione online promossa dall’Autorità garante per le comunicazioni. Così ha comprato intere pagine di giornali e ha pubblicato un decalogo su come difendersi. Dieci regole per distinguere una notizia vera da una falsa, l’informazione rigorosa dalla surrettizia manipolazione.

COME CHI INVENTÒ L'ATOMICA. Ultimamente Mark Zuckerberg si dev’essere reso conto di aver partorito un mostro, un po’ come accadde per gli scienziati che inventarono la bomba atomica. Così non perde occasione per invocarne un uso consapevole.

SVUOTARE IL MARE COL CUCCHIAIO. Ma il social network più diffuso del pianeta, e non da oggi, è sfuggito di mano al suo creatore. Ha raggiunto i 2 miliardi di utenti attivi (il dato è del giugno 2017) e la sua avanzata, come i ricavi che genera, sembra inarrestabile. Cercare di contenerne gli effetti distorsivi è come svuotare il mare con un cucchiaino, impresa impossibile anche a chi vi impegna tutta la sua buona volontà.

Il decalogo pubblicato sui giornali.

Perciò fa un po’ sorridere questo manifesto contro le fake news, che sembra più un’adesione di circostanza alla preoccupazione del momento che non alla convinzione di poter arginare un fenomeno che origina dall’accesso universale alla Rete. Ora è come se chi ha diffuso il virus si preoccupasse di trovarne l’antidoto.

CONTROLLO DI FATTO IMPOSSIBILE. Ma il manuale è anche involontariamente un po’ grottesco. Instaura una sorta di burocrazia dell’informazione, un meccanismo di controllo impossibile da applicare all’atto pratico, travolti dal gigantesco flusso di notizie online che quotidianamente invade le nostre vite. Di fronte a esse dovremmo trasformarci in una sorta di entomologi che ne vivisezionano origine, titolazione, date e impaginazione. Nonché in esegeti di stile e scaltri analisti capaci di un controllo comparato delle fonti. Insomma per ogni notizia in odore di sospetto dovremmo spendere una mezz’ora buona per stabilirne l’autenticità.

OCCHIO ALLA DERIVA AUTORITARIA. E certo non lo può fare il singolo individuo (e comunque questa fatica tocca a chi scrive, non a chi legge). Ma farebbe bene - e il fiorire di comitati e commissioni ad hoc non depone a favore - che non lo facessero nemmeno istituzioni e grandi multinazionali che sembrano voler edificare tribunali del Vero. Perché l’ossessione del controllo finisce prima o poi per portare a una deriva autoritaria e all’informazione di regime.

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