Un'arma precisione contro il Dna malato
12 Febbraio Feb 2018 1658 12 febbraio 2018

Cancro, nanorobot fatti di Dna uccidono quattro tipi di tumore

Mille volte più piccoli di un capello, sono stati equipaggiati con un enzima che chiude i vasi sanguigni delle cellule malate. I risultati della ricerca condotta in Cina.

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Hanno viaggiato nell'organismo delle cavie malate e hanno ucciso i tumori "per fame", chiudendo i vasi sanguigni che nutrono le loro cellule: sono i nanorobot ottenuti in Cina dal Centro nazionale per le nanoscienze (Ncnst), costruiti ripiegando come origami alcuni frammenti di Dna.

LE FORME DI CANCRO COLPITE DAI ROBOT. I test condotti sui topi, nei quali erano state riprodotte le forme umane dei tumori al seno, ovaie, polmoni e pelle, hanno dato esito positivo e la ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Biotechnology. Allo studio hanno collaborato i ricercatori dell'Arizona State University.

I nanorobot costruiti in Cina dal Centro nazionale per le nanoscienze.

«Abbiamo sviluppato il primo sistema robotico fatto di Dna e completamente autonomo, programmato per una terapia anticancro», ha spiegato uno degli autori dello studio, Hao Yan, dell'Università dell'Arizona. Mille volte più piccoli di un capello, i nanorobot fatti di Dna sono stati equipaggiati con un enzima che funziona come un'arma letale contro i tumori, appunto perché chiude loro i vasi sanguigni.

NON RILEVATI EFFETTI COLLATERALI. I test hanno inoltre dimostrato che la tecnica non ha effetti collaterali. I nanorobot sono foglietti di Dna delle dimensioni di 90 per 60 milionesimi di millimetro (nanometri), ripiegati su se stessi. Su di essi è stato attaccato l'enzima della trombina, che induce la formazione di coaguli capaci di chiudere i vasi sanguigni del tumore.

COME UN CAVALLO DI TROIA. I nanorobot, così confezionati, sono stati iniettati nelle cavie. Hanno viaggiato nel sangue e hanno 'riconosciuto' le cellule tumorali grazie a una molecola che si lega soltanto a queste. Arrivati a destinazione, hanno liberato l'enzima nel tumore come un cavallo di Troia, riuscendo in certi casi a sconfiggerlo. Tre topi su otto affetti da melanoma hanno mostrato una completa regressione della malattia, mentre il tempo di sopravvivenza medio è più che raddoppiato, passando da 20,5 a 45 giorni. Nei topi affetti da cancro al polmone, invece, è stato rilevato un restringimento dei tessuti tumorali dopo un trattamento di due settimane (leggi anche: Gli alfieri della lotta contro il cancro).

PROSPETTIVE MOLTO PROMETTENTI. Hao Yan è un esperto di origami fatti con il Dna, una tecnologia che negli ultimi due decenni ha portato allo sviluppo di nanorobot potenzialmente in grado di rivoluzionare interi settori, dall'informatica all'elettronica, fino alla medicina. La nanoscienza applicata alla cura delle malattie, del resto, apre prospettive molto promettenti.

UNA SOLUZIONE APPARENTEMENTE SEMPLICE. Finora, tuttavia, i progressi nel campo della nanomedicina sono stati difficili da conseguire, perché gli scienziati puntavano a costruire nanorobot "armati" contro il cancro da controllare attivamente con molta attenzione, per evitare di danneggiare le cellule sane. Adesso, invece, il team di ricerca autore della sperimentazione ha superato questo problema, utilizzando una strategia apparentemente semplice: i nuovi nanorobot sono completamente programmabili e in grado di svolgere la loro missione interamente da soli, senza la necessità di essere controllati dall'esterno.

LA TROMBINA KILLER. Ogni nanorobot porta con sé l'enzima della trombina attaccato alla sua superficie. La trombina blocca il flusso sanguigno all'interno del tumore, facendo coagulare il sangue nei vasi che alimentano la sua crescita e causando il collasso delle cellule colpite, il che porta alla morte dei tessuti malati.

LE INDICAZIONI SULLA SICUREZZA DELLA TECNOLOGIA. I nanorobot si sono dimostrati sicuri e immunologicamente inerti. Cosa ancora più importante, prima della sperimentazione non c'erano prove che non si sarebbero diffusi nel cervello delle cavie, provocando effetti collaterali indesiderati come ictus. Nulla di tutto questo si è verificato. «I nanorobot sono decisamente sicuri per i tessuti normali», ha spiegato Guangjun Nie, professore al Centro nazionale per le nanoscienze.

NANOROBOT ELIMINATI E DEGRADATI NATURALMENTE. L'irrorazione sanguigna nei tumori delle cavie è stata quindi bloccata senza alcun effetto sui tessuti sani. La maggior parte dei nanorobot, dopo aver attaccato i tumori, è stata eliminata e degradata dal corpo nelle successive 24 ore. E a tre giorni dall'inizio del trattamento sono state rilevate prove di trombi in tutti i vasi tumorali. Il segreto è stato programmare i nanorobot in modo che attivassero la trombina solo una volta giunti all'interno dei vasi sanguigni tumorali.

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