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15 Febbraio Feb 2018 1736 15 febbraio 2018

Cancro, come funziona il vaccino a base di cellule staminali

Efficace contro i tumori di seno, polmone e pelle. Il 70% delle cavie è riuscito a distruggere la malattia. Lo studio dell'Università di Stanford apre le porte a un'immunoterapia personalizzata.

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Un vaccino anticancro a base di cellule staminali indotte, ottenute riprogrammando le cellule adulte di pelle o sangue, si è dimostrato efficace contro più tipi di tumore. Iniettato nei topi, ha scatenato una forte risposta immunitaria contro i tumori di seno, polmone e pelle, riuscendo anche a prevenire le recidive.

STUDIO DELL'UNIVERSITÀ DI STANFORD. Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell dall'Università di Stanford, apre le porte allo sviluppo di un'immunoterapia personalizzata, basata sulle cellule degli stessi pazienti.

L'ARMA DELLE CELLULE STAMINALI. Il vaccino 'addestra' il sistema immunitario a riconoscere diversi tipi di tumore in un colpo solo, grazie a dei 'tutor' d'eccezione: le cellule staminali, per l'appunto, che sulla loro superficie presentano molte proteine comuni anche ai tumori.

I RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE. Sfruttate a scopo terapeutico in virtù di questa "somiglianza", le staminali sono state prima irradiate per impedirne la proliferazione. Poi sono state iniettate una volta alla settimana per un mese nei topi, cui sono state successivamente impiantate le cellule del tumore alla mammella. A distanza di una settimana il 70% degli animali è riuscito a distruggere il tumore, mentre il restante 30% ne ha ridotto le dimensioni in maniera significativa.

IL PROSSIMO PASSO: I TEST SULL'UOMO. Risultati simili sono stati ottenuti anche per il cancro del polmone e della pelle. Dopo questi primi successi, i ricercatori intendono passare ai test su cellule umane. L'obiettivo è sviluppare un vaccino preventivo, ma anche un'immunoterapia da affiancare a quelle tradizionali (chirurgia, chemio e radioterapia) per consolidarne i risultati.

RICERCATORI ENTUSIASTI. «Sebbene resti ancora molto da fare, il concetto di per sé è semplice: consiste nel prendere il sangue del paziente, produrre le staminali indotte e poi iniettarle per prevenire il cancro. Sono davvero entusiasta per le possibilità che si apriranno in futuro», ha detto il coordinatore dello studio, Joseph Wu. Le cellule staminali indotte, premiate con il Nobel nel 2012 per le loro enormi potenzialità nella rigenerazione di organi e tessuti, dimostrano così tutta la loro utilità anche nella lotta contro il cancro.

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