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SCIENZA
20 Febbraio Feb 2018 1413 20 febbraio 2018

Cosmetici testati sugli animali, obiettivo divieto entro il 2023

In Europa sono banditi da cinque anni, ma restano legali in gran parte del resto del mondo. Topi e conigli le specie più utilizzate: le sperimentazioni su occhi e cute.

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Con 63 voti e un'astensione la Commissione ambiente dell'Europarlamento ha approvato una mozione che chiede all'Ue di lanciare un'offensiva diplomatica per vietare entro il 2023 in tutto il mondo i test dei cosmetici sugli animali.

VENDITA PROIBITA DAL 2013. In Europa la vendita di prodotti cosmetici testati su animali è proibita dal 2013, ma «sono ancora legali nell'80% dei Paesi del mondo» e «la mancanza di dati attendibili sui prodotti importati nell'Ue resta un problema serio», si legge nella mozione, che sarà esaminata dalla plenaria di Strasburgo di marzo. Gli eurodeputati chiedono ai leader dell'Ue di far valere il loro peso diplomatico per ottenere entro il 2023 una convenzione Onu contro i test animali per i cosmetici.

TOPI E CONIGLI TRA I PIÙ UTILIZZATI. Secondo l'Enpa gli animali più utilizzati nei test sui prodotti cosmetici (circa l'83%) sono topi, ratti, criceti, cavie e conigli; il restante 17% sono uccelli, pesci, animali domestici e scimmie.

ANALISI SU OCCHI E CUTE. I test più usati per i prodotti cosmetici sono il Draize test oculare e quello cutaneo: il primo è il metodo di valutazione della capacità di una sostanza di irritare i tessuti dell’occhio umano, consistente nell’instillare la sostanza negli occhi dei conigli per poi esaminare, a distanza di vari giorni, i danni che essa provoca ai tessuti dell’occhio. Il secondo consiste nella valutazione della capacità di una sostanza di irritare la cute umana, consistente nell’applicare la sostanza in esame sulla pelle depilata ed abrasata di animali, in genere conigli o cavie, per poi valutare a distanza di tempo l’irritazione provocata.

TEST DI CANCEROGENICITÀ. C'è poi il test di cancerogenità, finalizzato a stabilire se una sostanza è o meno cancerogena (ovviamente, per gli animali su cui si sperimenta, non per l’uomo). Generalmente vengono usati roditori ai quali viene fatta ingerire o inalare la sostanza per un periodo anche di diversi anni. In seguito gli animali vengono uccisi e sottoposti ad autopsia per stabilire la presenza di eventuali tumori nei loro tessuti.

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