Vaccino
21 Febbraio Feb 2018 1802 21 febbraio 2018

Vaccini, la madre di tutte le bufale compie 20 anni

Lo studio pseudoscientifico di Andrew Wakefield, che li lega all'autismo, venne pubblicato il 28 febbraio 1998. Nonostante la rivista Lancet lo abbia ritirato, è ancora tra i più citati dalla galassia No Vax.

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Può essere considerata la madre di tutte le bufale sui vaccini, quella da cui è iniziato il movimento No Vax come lo conosciamo oggi. Lo studio pseudoscientifico che li lega all'autismo è stato pubblicato 20 anni fa. E nonostante la rivista Lancet lo abbia ritirato, è ancora tra i più citati da quanti si dichiarano contrari alla somministrazione dei vaccini (leggi anche: Allarme morbilllo, nel 2017 aumentati del 400% i casi in Europa).

RICERCA CONDOTTA SU 12 BAMBINI. La ricerca, pubblicata il 28 febbraio 1998, era stata condotta su 12 bambini. «La teoria era che il vaccino trivalente, per qualche misterioso motivo, potesse creare un'alterazione della permeabilità intestinale», racconta Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell'Università di Pisa e autore del libro Informati e vaccinati, «permettendo ad agenti esterni di passare più facilmente la barriera intestinale provocando l'autismo».

SMENTITA DA NUMEROSI STUDI SUCCESSIVI. Dopo la pubblicazione si registrò subito un calo delle coperture vaccinali in Gran Bretagna, tornate ai livelli precedenti solo nel 2012, e in alcuni paesi del Nord Europa, con un aumento dei casi e dei morti soprattutto per il morbillo. Negli anni successivi diversi studi hanno dimostrato che quella ricerca non aveva basi scientifiche. «Predisporre degli studi che smentiscano una cosa falsa non è semplicissimo», continua Lopalco, «ci sono voluti anni, ma ora sono numerosi e molto solidi scientificamente».

IL BREVETTO DI WAKEFIELD. Un'indagine condotta dal giornalista del Sunday Times Brian Deer, inoltre, scoprì che l'autore dello studio, l'ex medico britannico Andrew Wakefield, deteneva un brevetto per un proprio vaccino monovalente, ragion per cui lo studio prendeva di mira quello trivalente. Wakefield aveva anche sottoposto i suoi piccoli pazienti a inutili pratiche invasive, motivo principale della sua radiazione dall'albo professionale. L'articolo pubblicato su Lancet è stato ritirato ufficialmente nel 2010, stesso anno in cui Wakefield è stato radiato, anche se ha poi continuato la sua attività negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

DAL THIMEROSAL ALL'ALLUMINIO ALLE NANOPARTICELLE. Un'altra bufala, spesso citata dai No Vax, è quella secondo cui la Corte Suprema britannica avrebbe riabilitato Wakefield nel 2012, mentre la sentenza si riferisce solo a John Walker-Smith, il suo capo dipartimento all'epoca dello studio. «Lo studio attribuiva il legame con l'autismo al vaccino trivalente», sottolinea Lopalco, «ma dopo la smentita l'attenzione del movimento si è spostata sul thimerosal, un adiuvante, che però era usato solo in quello per l'influenza. Ora, visto che il thimerosal non si usa più, viene preso di mira l'alluminio, mentre è una bufala tutta italiana quella che riguarda la presenza e il possibile effetto di nanoparticelle».

IL FILM VAXXED. Il nome di Wakefield è tornato di recente al centro delle cronache sui vaccini, nelle città in cui è stato proiettato o è prevista la proiezione del film Vaxxed, che riassume le sue teorie pseudoscientifiche.

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