Saturno
27 Febbraio Feb 2018 1812 27 febbraio 2018

Encelado, possibile la vita sulla luna di Saturno

Parte del metano rintracciato nei geyser del satellite potrebbe essere prodotto da batteri. L'ambiente ricostruito in laboratorio.

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Si fa sempre più plausibile l'ipotesi della presenza che microrganismi possano vivere sulla luna più affascinante e misteriosa di Saturno, Encelado. Parte del metano rintracciato nei suoi geyser potrebbe infatti essere prodotto da batteri: la capacità dei microrganismi di sopravvivere e proliferare in quelle particolari condizioni ambientali è dimostrata dalla simulazione coordinata dall'Università di Vienna e pubblicata sulla rivista Nature Communications.

Encelado è da tempo sotto i riflettori come uno dei principali target per la ricerca di vita extraterrestre: sotto la sua crosta ghiacciata nasconde un immenso oceano d'acqua, al polo Sud presenta attività idrotermale e contiene diverse sostanze (come metano, anidride carbonica, idrogeno molecolare e ammoniaca) che potrebbero essere sfruttate o prodotte da microrganismi.

CONDIZIONI RIPRODOTTE IN LABORATORIO. I ricercatori hanno quindi pensato di simulare in laboratorio le stesse condizioni ambientali che dovrebbero essere presenti su Encelado per provare a far sviluppare in questo ambiente tre ceppi di batteri metanogeni, capaci cioè di produrre metano usando idrogeno e anidride carbonica come materie prime. I risultati dimostrano che il Methanothermococcus okinawensis, in particolare, è capace di proliferare e produrre metano anche in presenza di sostanze (come ammoniaca, formaldeide e monossido di carbonio) che normalmente inibiscono la crescita dei batteri metanogeni.

IDROGENO SUFFICIENTE A "NUTRIRE" I BATTERI. Inoltre, lo studio dimostra che i fenomeni di alterazione delle rocce che formano il 'cuore' di Encelado potrebbero generare una quantità di idrogeno gassoso sufficiente a 'sfamare' i batteri metanogeni. Per calmare i facili entusiasmi, però, gli stessi ricercatori ricordano che il metano non è sempre una 'spia' della vita, perché può essere prodotto anche da processi geochimici.

LE PROSPETTIVE DI RICERCA. Di sicuro c'è che lo studio ha dato preziosi indizi su cosa cercare alle prossime missioni spaziali targate Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa). «Si parla già di un lander che potrebbe raccogliere e analizzare materiale su Europa, oltre che di sonde che potrebbero sorvolare Encelado», ha spiegato l'astrobiologa Daniela Billi, dell'Università di Roma Tor Vergata. Nell'attesa che queste missioni vengano lanciate, probabilmente fra una decina di anni, studi simili «aumentano il nostro interesse verso Europa ed Encelado, che paradossalmente si trovano fuori dalla fascia di abitabilità. Se dovessimo scoprire forme di vita sotto la loro superficie, cambierebbe anche il nostro modo di cercare la vita sui pianeti esterni al Sistema solare, dove per ora studiamo solo l'abitabilità superficiale».

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