Emoji Disabilità Apple
ABILE A CHI?
14 Aprile Apr 2018 1600 14 aprile 2018

Emoji sulla disabilità, rivoluzione grafica per cambiare il linguaggio

Ben venga la sperimentazione Apple sulle immagini di persone in sedie a rotelle, cani guida, apparecchi acustici e protesi. Così smetteremo di pensare che i ragazzi sono «costretti su una carrozzina».

  • ...

L’inclusione sociale è anche una questione di immagini? Pare di sì, o almeno così la pensa Apple che ha proposto a Unicode Consortium, l’ente che prende decisioni sulla diffusione delle emoji, 13 nuove immagini che rappresentano persone con disabilità motorie e sensoriali. Unicode deve scegliere ad aprile 2018 se approvarle e, in caso affermativo, le emoji potrebbero venire incluse in Emoji 12.0 del 2019.

RISPETTO DELLE DIFFERENZE DI GENERE. Le proposte includono le raffigurazioni di persone disabili, nel pieno rispetto delle differenze di genere (per ogni tipo di disabilità ci sono immagini di entrambi i sessi): ragazzi e ragazze che utilizzano sedie a rotelle manuali o elettriche, persone sorde, non vedenti che camminano aiutandosi con il bastone.

DA PICCOLA QUALCUNO MI ADDITAVA. Ma Apple ha pensato anche a offrire immagini di cani guida, apparecchi acustici e protesi di braccia e gambe, alcuni degli ausili che facilitano l’autonomia e l’inclusione. Ricordo che, durante la mia infanzia, passeggiando per strada con la mia famiglia, non di rado mi capitava di essere additata da qualcuno dei miei pari che, meravigliato, chiedeva ai suoi genitori il motivo per cui una bambina “così grande” fosse ancora seduta in sedia a rotelle.

La visibilità delle persone con disabilità è cresciuta, quindi il disabile davanti agli occhi fa molto meno scoop di un tempo

Ora mi succede molto meno frequentemente di venir osservata o additata, di sicuro perché, rispetto al passato, la visibilità delle persone con disabilità è cresciuta - frequentiamo le scuole con tutti gli altri, viaggiamo di più, a volte capita persino di incontrarci sul posto di lavoro in qualità di colleghi -, quindi il disabile davanti agli occhi fa molto meno scoop di un tempo.

INCLUSIONE SOCIALE ANCORA LONTANA. Certo però che la strada verso una piena inclusione sociale e una sempre maggior autonomia rimane ancora abbastanza in salita, quindi ben venga l’adozione di tutte quelle strategie e stratagemmi che possono essere d’aiuto nel percorrerla fino alla vetta.

IMMAGINI A COMPRENSIONE ISTANTANEA. Il linguaggio che usiamo sta forse cambiando e spesso le immagini prendono il posto delle parole perché sono di comprensione istantanea e quindi più adatte a noi che siamo diventati schiavi delle lancette e non abbiamo più tempo per leggere. Io che sono un po' “retrò” di solito storco il naso quando mi accorgo che, scrivendo una mail, invece che digitare le parole «sono contenta», inserisco la famosa emoticon con lo smile. Però in effetti le immagini di per sé hanno un valore neutro, è l’uso che ne facciamo a fare la differenza.

È un dato di fatto che emoticon e emoji fanno ormai parte del repertorio dei simboli che usiamo quotidianamente per comunicare con i nostri simili. Non ci resta che approfittare di questi artifizi per veicolare un’immagine positiva delle persone con disabilità.

IDEA DI AUTONOMIA IN MOVIMENTO. Mi sembra che la proposta di Apple vada in questa direzione: se diamo un’occhiatina più da vicino ai protagonisti e alle protagoniste delle emoji, non possono sfuggirci alcuni elementi importanti: chi è seduto sulla sedia a rotelle, elettrica o manuale, per esempio, non viene trasportato da nessuno ma, al contrario, ha la mano posizionata sul joystick o sui corrimano delle ruote, a dimostrazione della sua autonomia di movimento.

IMPATTO SULLA NOSTRA PERCEZIONE. Anche le persone non vedenti sono raffigurate mentre camminano, supportate dal proprio bastone. La scelta di creare emoji che raffigurano ausili e protesi può servire a rendere consueta l’idea che questi supporti esistano e siano degli aiuti che migliorano la vita di molti. Le immagini hanno un grande impatto sulla nostra percezione della realtà, quindi quelle proposte da Apple potrebbero essere un valido stratagemma per iniziare a costruire un linguaggio della disabilità differente da quello che purtroppo spesso si utilizza ancora oggi.

Smettiamo di pensare ai ragazzi “costretti su una carrozzina”, espressione che mi fa rabbrividire ogniqualvolta la incontro

Per rimanere sull’esempio della rappresentazione della disabilità motoria, guardando le emoji che riproducono i ragazzi in sedia a rotelle sono pronta a scommettere che a nessuno verrebbe mai in mente di pensarli “costretti su una carrozzina”, espressione che mi fa rabbrividire ogniqualvolta la incontro, espressa oralmente o in forma scritta.

C'È QUALCHE RISCHIO DI SCHERNO. Qualcuno mette in guardia contro il rischio di incentivare possibili dimostrazioni di “abilismo” e atteggiamenti di scherno nei confronti delle persone con disabilità, così come ipotetiche e scongiurabili ghettizzazioni.

Il linguaggio grafico è uno dei tanti strumenti. I contenuti della comunicazione e l’uso che ne facciamo sono invece una questione culturale e politica

Sicuramente bisogna considerarle eventualità plausibili e cercare di anticipare queste possibili ripercussioni negative. Come? Penso che il linguaggio grafico sia uno dei tanti possibili strumenti di veicolazione dei messaggi. I contenuti della comunicazione e l’uso che ne facciamo sono invece una questione culturale e politica che si definisce all’interno delle relazioni con le persone.

CREIAMO OCCASIONI DI SCAMBIO. È per questo che, secondo me, a prescindere da tutti gli stratagemmi che la tecnologia potrà offrirci, un buon antidoto contro le derive tipizzanti e ghettizzanti resta sempre quello di creare occasioni di conoscenza e scambio tra le persone. Non ci protegge definitivamente dai pregiudizi e dalle teorie del senso comune, ma potrebbe scoraggiarne l’utilizzo.

Festival dei disabili? Occhio a non creare ghetti pericolosi

Insomma il programma, ancora passibile di modifiche, si presenta estremamente ricco e variegato. Al di là dei nomi e delle peculiarità degli ospiti, penso sia importante il messaggio che sta alla base della manifestazione: è giunta l'ora di cambiare radicalmente l'immagine che comunemente, spesso ancora oggi, si ha delle persone con disabilità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso