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19 Aprile Apr 2018 1645 19 aprile 2018

Intelligenza artificiale, l'Europa segua Macron e recuperi il ritardo

Il presidente francese annuncia un piano nazionale di investimento di 1,5 miliardi in cinque anni. Ma gli Usa hanno 10 anni di esperienza e la Cina spende 1,8 miliardi solo per un parco tecnologico. La strada è lunga.

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Un piano nazionale di investimento di 1,5 miliardi di euro in cinque anni a favore dello sviluppo dell’intelligenza artificiale “made in France”. È quanto emerso da una recente intervista rilasciata alla rivista Wired da Emmanuel Macron in lingua inglese (una nota di colore, ma anche un elemento significativo, vista la nota avversione francese verso gli altri idiomi).

SANITÀ E TRASPORTI IN PRIMIS. L’Artificial intelligence (o Ai), ha evidenziato il presidente francese, rappresenta innanzitutto un’opportunità economica. Da cogliere, assolutamente. Macron non solo ha chiaramente individuato i settori prioritari di azione (sanità e trasporti in primis), ma ha affermato con determinazione che «l’unico modo per evitare di subire passivamente gli effetti dell’introduzione dell’Ai nei vari settori è diventarne parte attiva».

SERVONO FORMAZIONE E RICERCA. Per questo occorre attivarsi per diverse iniziative, e secondo un preciso ordine: formazione, addestramento, ricerca e creazione di una industria del settore. Capisaldi imprescindibili per ritagliarsi un futuro tra i protagonisti dell’Ai. Tutto ciò, però, senza tralasciare (importanti) rischi e implicazioni.

Dare la disponibilità dei dati sanitari francesi può rappresentare però un serio rischio in caso di abuso o furto di queste informazioni

Per esempio gli effetti che potrebbero scaturire dalla decisione del governo francese di «aprire alla disponibilità dei dati sanitari francesi». Decisione indispensabile per poter addestrare al meglio gli algoritmi predittivi, cuore pulsante dei futuri modelli sanitari d’Oltralpe, e applicarli ai singoli casi concreti, così da prevenire gravi patologie e ridurre il rischio clinico.

PERICOLO DI DISCRIMINAZIONI. Ma allo stesso tempo decisione che comporta palesi e gravissimi rischi. Si pensi per esempio al possibile abuso di queste informazioni, se dovessero (per frode o per errore) finire in mano a una compagnia assicurativa senza scrupoli: potrebbe negare o iper-prezzare la copertura medica a un cittadino, discriminando e creando disparità e tensioni.

RIFLESSI ECONOMICI E POLITICI. Il messaggio centrale di Macron si può facilmente riassumere nella convinzione che l’Ai rappresenti una rivoluzione e che, come già accaduto in passato con altre invenzioni (motore a scoppio, energia elettrica, processori al silicio, internet, eccetera), determinerà importanti riflessi economici, dunque politici.

Solo nel 2016 il ministero della Difesa degli Stati Uniti ha speso oltre un miliardo di euro in “programmi militari non classificati”

Un cambiamento epocale che potrebbe trovare nell’Unione europea un ecosistema ideale in grado di combinare sviluppo tecnologico e sistema di valori. Un punto di vista condivisibile da parte di chi scrive, e forse anche da chi legge. Ma che dovrà fare i conti con un’altra e dura realtà.

GLI SPECIALISTI USA SONO 850 MILA. Secondo una statistica del McKinsey Global Institute, gli specialisti di Ai americani sono 850 mila e almeno la metà ha oltre 10 anni di esperienza. Da una ricerca Google, inoltre, è facile raccogliere altri numeri. La Cina destinerà oltre 1,8 miliardi di euro solamente per la realizzazione di un “parco tecnologico” nella zona Ovest di Pechino e, nel 2016, il ministero della Difesa degli Stati Uniti ha speso oltre un miliardo di euro in “programmi militari non classificati” per un investimento globale, comprensivo dei “programmi segretati”, verosimilmente molto più alto.

SEGNALE DI TIMIDISSIMO RISVEGLIO. Oggettivamente sarà davvero difficile per i francesi, così come l’Europa in generale, colmare questo gap considerando le risorse messe in campo da Usa e Cina. L’iniziativa di Macron va comunque vista con grande favore. Un segnale, seppur timidissimo, di risveglio da parte di un Paese del Vecchio continente. Come si dice: meglio tardi che mai. Sperando, però, che non sia irrimediabilmente troppo tardi.

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